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Tue, Jan

 

La potenziale instabilità della nicchia di distacco del ghiacciaio e l’allargamento di alcuni crepacci posti sui cambi di pendenza della Marmolada hanno portato ad una ridefinizione dell’area rossa sul massiccio, dopo i tragici fatti dello scorso 3 luglio. Sulla base della relazione tecnica del Servizio prevenzione rischi e Cue della Protezione civile del Trentino, nella giornata odierna il sindaco di Canazei ha firmato un’apposita ordinanza che vieta l’accesso al versante nord della montagna, a tutela della pubblica incolumità. Con l’istituzione della nuova zona rossa, continuano ad essere accessibili la diga del lago di Fedaia e l’omonimo passo, mentre viene parzialmente chiuso il vecchio percorso che costeggia il lago in sinistra orografica, a partire dal ponte sul canale di Gronda. Sono ora sospese le attività dei rifugi Capanna ghiacciaio e Cima Undici. Il divieto di transito e di accesso alla zona interclusa vale anche per alpinisti e arrampicatori che dovessero percorrere le vie alpinistiche della parete Sud-Ovest della Marmolada. Sarà dunque denunciato chiunque si addentri nell’area compresa tra: prossimità Villetta Maria sentiero E618-E619, prossimità Rifugio Dolomia sentiero E618-Altavia n. 2-E606, prossimità rifugio seggiovia, sentiero E618 dal bivio E605 fino alla diga, sentiero E606 dal bivio con il sentiero E610 direzione forcella Marmolada, la vecchia strada che porta alla diga di Maria al lago fino a prima della casa guardiani dell’Enel civico 9, pista da sci denominata “Sas de Mul-Fedaia”.


Marmolada, l'area del distacco con le due lingue di ghiaccio e l'attrezzatura di monitoraggio [ Archivio Ufficio Stampa PAT]

 

All’indomani della tragedia erano state installate a 2.700 metri di quota delle apparecchiature di monitoraggio in tempo reale, costituite da due interferometri e un radar doppler, necessari per valutare anomali e improvvisi spostamenti della porzione di ghiacciaio instabile. Inoltre, attraverso i rilievi realizzati con i droni si è potuto ricostruire il fronte interessato dall’evento.


I monitoraggi hanno riguardato sia l’area del crollo, sia le due lingue di ghiaccio che lo delimitano in destra e sinistra orografica. Come previsto, a causa delle alte temperature che caratterizzano il nostro territorio in queste settimane, le lingue glaciali nel loro movimento hanno prodotto l’allargamento di alcuni crepacci.  In particolare, quello che si è evidenziato domenica 17 luglio che  taglia l’intera lingua glaciale in destra orografica (ossia a sinistra del distacco per chi osserva la montagna da valle)viene costantemente monitorato per osservarne l’evoluzione. 


“Lo studio della morfologia dell’area ha permesso di identificare i percorsi potenziali delle masse ghiacciate che dovessero staccarsi anche da queste due lingue. Tale analisi ha di fatto confermato un percorso di scorrimento che si adatta molto bene a quello delle valanghe storiche cartografate e di quelle simulate nell’ambito della redazione della Carta delle pericolosità (adottata dalla Giunta nel settembre 2020, ndr)” si legge nella relazione. È stata valutata anche l’ipotesi che un eventuale distacco possa arrivare a lambire o entrare nel bacino artificiale della diga di Fedaia: “Dalle valutazioni svolte (…) l’effetto di un eventuale afflusso al lago con il livello d’invaso attuale, risulterebbe contenuto all’interno dell’invaso senza interessare direttamente il coronamento della diga e/o il piano stradale della SS 641”.



 

Il personale della Stazione forestale di Pozza di Fassa, su segnalazione di una cittadina pervenuta tramite il servizio di reperibilità, ha effettuato il recupero di un esemplare di aquila reale (Aquila chrysaetos) nei pressi di Soraga in val di Fassa.

 


L’animale, debilitato, manifestava delle difficoltà nel prendere il volo e si è quindi reso necessario il suo recupero, al fine di accertarne le condizioni e prestare le cure necessarie alla riabilitazione ed alla successiva reimmissione nel suo ambiente naturale.


A tal fine l’esemplare è stato condotto a Trento presso il Centro di recupero della fauna selvatica della Provincia Autonoma di Trento, gestito dalla LIPU.



Due complessi interventi notturni in Val di Fassa.

 

Si è concluso intorno alle 00.30 di questa notte un complesso intervento in soccorso di due escursionisti, lui del 1989 di Trieste e lei del 1972 di Carsoli (AQ). I due stavano percorrendo la ferrata Laurenzi nel gruppo del Catinaccio quando hanno sbagliato itinerario finendo in un canale molto impervio. Illesi ma in difficoltà nel proseguire autonomamente, hanno chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112 intorno alle 18.30.

 

Il Tecnico di Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico, con il Coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale, ha chiesto l’intervento dell’elicottero che è atterrato al rifugio Antermoia per imbarcare a bordo un operatore della Stazione Alta Fassa. Volati in quota, il recupero dei due escursionisti non è stato possibile per la scarsa visibilità causata dalla nebbia. Quattro operatori della Stazione Alta Fassa, quindi, sono saliti con il mezzo al rifugio Alpe di Tires ed hanno percorso a piedi buona parte della ferrata.

 

Intorno alle 22 i due escursionisti sono stati avvistati nel canalone sottostante grazie ad una luce appositamente accesa. Uno dei soccorritori si è calato per circa 50 metri fino a raggiungere i due escursionisti, che sono stati recuperati uno ad uno sul sentiero grazie a un sistema di paranchi, mentre era in corso un forte temporale e una grandinata. I soccorritori li hanno poi accompagnati in sicurezza fino alla cresta sommitale, in un punto più comodo che consentisse il recupero con l’elicottero. Passato il temporale, l’elicottero è volato in quota e li ha recuperati a bordo in hovering per trasferirli a valle a Canazei, dove i due escursionisti sono stati rifocillati dagli operatori della Stazione Alta Fassa.

 

 

 

 

Una cordata di due alpinisti americani del 1995 e del 1993 ha chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112 intorno alle 22.30 di ieri perché incrodati a un centinaio di metri dalla cima sulla via Maria al Sass Pordoi. I due si erano attardati lungo la via e, dopo essere stati colti da un forte temporale e dalla grandine, non erano più in grado di proseguire in autonomia.

 

Il Coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale del Soccorso Alpino e Speleologico, ha chiesto l’intervento di una squadra di sette operatori della Stazione Alta Fassa che con la funivia, appositamente aperta per agevolare le operazioni di soccorso, sono arrivati in cima al Sass Pordoi. Da qui si sono calati per circa 100 metri fino a raggiungere i due alpinisti e, attraverso un sistema di paranchi, li hanno recuperati fino in cima e trasferiti a valle con la funivia. L’elicottero, che aveva terminato da poco l’intervento precedente sul Catinaccio, è atterrato al passo Pordoi per consentire all’equipe medica di visitare i due alpinisti. Ipotermici per via della grandinata subita, sono stati elitrasportati all’ospedale di Cavalese

Giro d’Italia e Marcialonga Cycling Craft a braccetto nelle Valli di Fiemme e Fassa.

Quattro passi dolomitici, due percorsi mozzafiato che di storia e tradizione ne racchiudono a bizzeffe e due circuiti granfondo, Alé Challenge e Nalini Road Series, a darle ancora più risalto.

La 14.a edizione della Marcialonga Cycling Craft è uno degli appuntamenti più attesi dell’intero calendario granfondistico a due ruote, e il prossimo 30 maggio 2021 tornerà di scena sulle strade delle Valli di Fiemme e Fassa.

Ad accompagnarla quest’anno ci sarà un ospite d’eccezione, o meglio, un evento capace di darle il lustro che merita. Da pochi giorni è stato svelato il percorso del Giro d’Italia e le indiscrezioni che davano una partenza in territorio fassano sono state confermate. La 17.a tappa della corsa rosa, che si correrà pochi giorni prima della granfondo, prenderà il via da Canazei e terminerà a Sega di Ala dopo aver attraversato, nella prima parte del percorso, Moena e Predazzo, luoghi simbolo della ‘Cycling Craft’.

 

La ‘Fata delle Dolomiti’, così viene soprannominata Moena per i suoi colori fiabeschi donati dal sole quando incontra le cime dolomitiche, ha ospitato per cinque volte la partenza di una tappa del Giro d’Italia, mentre in altre due occasioni è stata teatro d’arrivo. Anche Predazzo, quartier generale di Marcialonga, è stata più volte interessata dal transito della carovana rosa, ultima delle quali nel 2019 appena prima della scalata di Passo Rolle.

Il merito della presenza e del passaggio di una manifestazione così importante, legata ad una granfondo così spettacolare, è sicuramente dovuto all’orografia del territorio trentino ricco di salite e passi alpini che hanno fatto la storia di questo sport. Non a caso, quattro di questi mitici valichi sono stati inseriti nella ‘Cycling Craft’, di cui i primi due comuni ad entrambi i percorsi. Partendo in ordine di chilometraggio, il primo da affrontare sarà Passo Costalunga, una scalata non troppo impegnativa di 10 km che porterà, una volta in cima, ad affacciarsi sul bellissimo Lago di Carezza attorniato dalla natura montana che lo contraddistingue.

Nemmeno il tempo di godersi la discesa che sarà già ora di risalire da Ponte Nova verso Passo Pampeago: in questo caso, la salita si fa subito dura con le pendenze che raramente scendono sotto il 10%. Gli 8,5 km che separano i corridori dalla vetta sembreranno interminabili, torneranno alla mente le gesta eroiche di Pantani e Tonkov nel bel mezzo della loro sfida del 1998 con il Latemar sullo sfondo, ma una volta percorsi la soddisfazione sarà indescrivibile. Da qui i mezzofondisti avranno terminato le loro fatiche e giungeranno all’arrivo dopo 80 km e 2.488 metri di dislivello, mentre i granfondisti saranno appena a metà strada. Per questi ultimi ci saranno da percorrere in sequenza Passo San Pellegrino e Passo Valles, due passi difficili ma non impossibili, su cui scatenare le ultime energie residue. La loro ricompensa sarà puramente visiva con lo spettacolo delle Pale di San Martino ad accoglierli sulle ultime due salite di giornata, dopodichè la discesa li riporterà a Predazzo dopo 135 km e 3.900 metri di dislivello.

Per iscriversi c’è ancora tempo e farlo entro il 2 aprile significherà risparmiare, con la quota di partecipazione ferma a 38 euro fino ad allora, poi aumenterà. Il programma dettagliato, per via del Covid, verrà confermato a ridosso dell’evento, ma – come disse René Fallet – una cosa è certa: “Quelli che vanno in bicicletta sanno che nella vita niente è mai piatto” e alla Marcialonga Cycling Craft, in particolar modo, la strada salirà o scenderà… sempre!

www.marcialonga.it

Fonte: Ufficio Stampa Marcialonga



 

Ogni Marcialonga ha la sua storia e anche la 49.a ha molto da raccontare. O meglio ne avrebbe poco, almeno per la prova maschile. Gara soleggiata, oggi tra i binari delle Valli di Fassa e di Fiemme, fresco la mattina, caldo quando il sole è spuntato al di là delle cime dolomitiche colorate di rosa dall’Enrosadira.

 

 

Ha vinto il russo Ermil Vokuev, scappato via da solo fin dalle prime battute, una fuga durata 70 interminabili chilometri, un fatto mai successo in 49 edizioni. Sul podio, dopo il fotofinish, Kasper Stadaas (NOR) l’ha spuntata per pochi centimetri su Maxim Vylegzhanin (RUS). Tra le donne successo non scontato, ma previsto, della svedese Ida Dahl brava a controllare Astrid Øyre Slind (NOR) e Lina Korsgren (SWE).

 

Vittorie del finlandese Robin Maenpaa e della trentina Stefania Corradini nella Marcialonga Light di 45 km. In tutti questa mattina sono stati 4120 i fondisti realmente partiti, un numero che di questi tempi non è male, in rappresentanza di 38 nazioni.

Sono partiti per primi gli atleti di Visma Ski Classics, il russo Vokuev aveva fretta questa mattina e, giusto il tempo di uscire dal campo sportivo di Moena, e si è trovato già davanti a guidare il gruppo. Il favorito Tord Asle Gjerdalen, oggi senza berretto ma con i suoi Ray-Ban sugli occhi, lo ha inseguito subito formando un gruppetto di trenta atleti. Vokuev ha fatto piazza pulita conquistando tutti gli ‘Sprint’, dal primo al km 7 di Vigo di Fassa, fino all’ultimo di Molina di Fiemme al km 65. Spinta dopo spinta ha continuato a guadagnare secondi sugli inseguitori Johansson, Vylegzhanin, Berg, Vesterheim già dai primi km a Pera di Fassa.

Sgranati, poco più indietro transitavano il finlandese Maenpaa, i due del Team Robinson Cerutti e Bompard, impegnati tutti nella ‘Light’ di 45 km. A Pozza di Fassa Vokuev continuava la sua fuga in solitaria, Nygaard, Berg, Vesterheim, Gjerdalen, Novak ed Eklöf più attardati. Gli italiani si posizionavano nel gruppetto dietro, l’altoatesino Nöckler fra i primi 20 e Brigadoi 36°. Un determinato Gjerdalen ha cercato di tirare il gruppo per ricucire il gap di 2’ sul primo, che si stava approssimando a Predazzo. Non c’è intesa però nel gruppo inseguitore e Vokuev invece va ad incrementare il vantaggio e transita allo ‘Sprint’ di Lago di Tesero con ben 2’14 su Berg, Johansson, Gjerdalen, Vylegzhanin, Persson e Stadaas, mentre gli italiani Nöckler e Brigadoi incassano un ritardo di 3’.

Sulla salita di Cascata, a circa 3 km dall’arrivo di Cavalese, Vokuev guarda indietro per capire la situazione, non vede nessuno e allora continua la sua azione spettacolare in direzione traguardo. Un pimpante Gjerdalen prova a staccarsi, si accordano poi Novak e Vylegzhanin. Il russo Ermil Vokuev, dopo aver concluso la fuga più incredibile (2h51’58”) della Marcialonga, viene incoronato dal presidente Angelo Corradini e dalla ‘Soreghina’ Silvia Zorzi. Lotta al fotofinish per il secondo posto tra il norvegese Stadaas e il russo Vylegzhanin, quest’ultimo si è risparmiato per tutta la gara e poi ha concluso secondo con un fantastico attacco finale. Terzo Stadaas, alla sua prima esperienza in Marcialonga. I norvegesi Nygaard e Gjerdalen chiudevano rispettivamente quarto e quinto. Miglior italiano Mauro Brigadoi, 30° (Internorm Trentino).

Il clou della gara al femminile avveniva al km 36, quando la svedese Dahl e la norvegese Slind decidevano di staccarsi dal gruppo dopo la salita di Soraga, mentre a 12” inseguivano Britta Johansson Norgren e Lina Korsgren. Ida Dahl transitava per prima allo ‘Sprint’ di Lago di Tesero, seguita da Slind e Korsgren. Dahl all’imbocco della salita di Cascata cambiava ritmo, mentre Slind faticava a tenere il suo passo. La svedese Dahl, con addosso il pettorale giallo di leader Ski Classics, andava così a conquistare la prima grande classica della sua carriera, seconda la Slind e a completare il podio la svedese Korsgren. Johansson si deve accontentare della quarta posizione. Migliore delle italiane Elisa Brocard, 22.a (CS Esercito).

Al traguardo della ‘Light’ di Predazzo gli italiani Lorenzo Cerutti e Andrea Bompard, entrambi del Team Robinson Trentino, hanno concluso rispettivamente secondo e terzo, trionfo invece per il finlandese Robin Maenpaa. Al femminile centra la vittoria la trentina Stefania Corradini (Internorm Trentino), seguita dalla tedesca Franziska Mueller e dalla ceca Adela Boudikova. Appena giù dal podio l’altoatesina Thea Schwingshackl del Team Futura Alta Quota, giunta quarta.

Il russo Maxim Vylegzhanin e la svedese Ida Dahl hanno vinto il premio Final Climb Dolomiti Energia, mentre Andreas Nygaard e ancora la Dahl sono stati i migliori nell’Ultimo Chilometro Vuerich, infine il premio Team Star Pool è stato conquistato dal Russian Winter Team con Ermil Vokuev e dal Team Ramudden con Ida Dahl.

Marcialonga era anche tappa di Coppa Italia, vinta dal poliziotto delle FFOO Mattia Armellini e dalla portacolori del CS Esercito Elisa Brocard.

In attesa dell’ultimo al traguardo, nel pomeriggio sono proseguiti gli arrivi: visi stanchissimi, ma per tutti grande soddisfazione, la medaglia di finisher ha un valore inestimabile alla Marcialonga.

Tutto è andato per il meglio, dalla pista che ha retto al passaggio dei 4000 e più, alle disposizioni anti Covid rispettate da atleti e appassionati. Calato il sipario, i volontari e il direttivo guidato dal presidente Angelo Corradini inizieranno le “operazioni” per l’edizione numero 50.

 

Marcialonga 70 km – men

1 VOKUEV Ermil RUS 02:51:58; 2 STADAAS Kasper NOR 02:52:43; 3 VYLEGZHANIN Maxim RUS 02:52:43; 4 NYGAARD Andreas NOR 02:52:43; 5 GJERDALEN Tord Asle NOR 02:52:44; 6 EKLOEF Johannes SWE 02:52:53; 7 SHEMIAKIN Alexey RUS 02:52:54; 8 NOVAK Max SWE 02:52:57; 9 PAUS Herman NOR 02:53:05; 10 VESTERHEIM Magnus NOR 02:53:16

 

Marcialonga 70 km – women

1 DAHL Ida SWE 03:15:16; 2 SLIND Astrid Oeyre NOR 03:15:47; 3 KORSGREN Lina SWE 03:18:16; 4 JOHANSSON NORGREN Britta SWE 03:18:39; 5 SMEDAAS Magni NOR 03:19:10; 6 TSAREVA Olga RUS 03:19:12; 7 KVELI Laila SWE 03:21:23; 8 ALNAES Anikken Gjerde NOR 03:22:24; 9 HEISKANEN Heli FIN 03:24:51; 10 JOENSSON HAAG Anna SWE 3:24:57

 

Marcialonga Light – men

1 MAENPAA Robin FIN 01:55:53; 2 CERUTTI Lorenzo ITA 02:00:59; 3 BOMPARD Andrea ITA 02:02:46; 4 SANDOZ Daniel SUI 02:11:40; 5 VINOGRADOV Alexey RUS 02:14:28; 6 CARRARO Lorenzo ITA 02:19:52; 7 IHLE HANSEN Hakon NOR 02:22:10; 8 CHISTALEV Mikhail RUS 02:23:59; 9 KOMLEV Yury AUT 02:24:38; 10 FERRARI Stefano ITA 02:34:46

 

Marcialonga Light – women

1 CORRADINI Stefania ITA 02:12:40; 2 MUELLER Franziska GER 02:15:48; 3 BOUDIKOVA Adela CZE 02:17:05; 4 SCHWINGSHACKL Thea ITA 02:39:54; 5 BERI Paola ITA 02:47:30; 6 BONELLI Laura ITA 02:58:09; 7 SDOBNIKOVA Ksenia RUS 03:00:30; 8 JOSEFSSON Tilde SWE 03:02:26; 9 JOEBSTL Barbara AUT 03:06:51; 10 KLINC Lora MON 03:27:03

 

 

La stagione mondiale della bike riparte con “Met Val di Fassa Enduro World Series”.

Dal 23 al 26, in un clima di festa, tornano le prestigiose competizioni di enduro nella valle ladina che, tra gli ospiti apripista, vede anche Marco Melandri e Kristian Ghedina.

 

 

Arrivano da Nuova Zelanda, Australia, Sudafrica e Usa i riders, più lontani dalle Dolomiti, che hanno raggiunto Canazei per partecipare, dal 23 al 26 giugno, a “Met Val di Fassa Enduro World Series”. Riparte dalla Val di Fassa la stagione mondiale della bike con un clima di allegria decisamente palpabile tra organizzatori e soprattutto atleti. «Si tratta – spiegano gli organizzatori – della prima gara della serie mondiale di quest’anno. È comprensibile, quindi, l’emozione da parte di tutti per il ritorno alle competizioni, dopo una stagione in parte forzata come quella dell’anno scorso. Ricominciare da qui, tra questi panorami baciati dal sole che già hanno lasciato il segno nel 2019, per i rider è entusiasmante.

 

È il miglior inizio che ci si potesse augurare». Oltre ai grandi nomi dell’enduro pronti all’appello per l’avvio della stagione internazionale più prestigiosa, anche qualche volto noto al grande pubblico. «Marco Melandri, oltre ad aver preso parte alle prove odierne, domani farà da apripista per tutta la prima gara. Non solo, il 25 giugno avremo anche Kristian Ghedina come apripista della prova speciale Dainese». In questo clima di festa, si sono ultimati i dettagli delle prove che vedono i partecipanti misurarsi su tracciati impegnativi come Titans e Tutti Frutti.

 

Le quattro prove speciali interessate dalle due gare sono ognuna sponsorizzata da un partner dell’evento che ne personalizza anche la brandizzazione: Titans – Dainese, Ciasates – Northwave, Animal House – Trentino e Tutti Frutti – MET Helmets. Tutte le aziende che supportano l’evento sono brand italiani leader nel proprio settore, sia che si tratti di marchi della bike industry che di turismo, e questo è un deciso segnale verso l’estero che esalta il prodotto made in Italy anche in un periodo di crisi e difficoltà come quello che stiamo vivendo.


Il dati complessivi delle due gare sono di 32 km e 2.390 metri di dislivello nel round 1 e di 38,5 km e 3.370 metri di dislivello nel round 2.

Valanga in Val di Fassa nei pressi del rifugio Gardeccia: un freerider coinvolto ma illeso.

Si è concluso verso le 12.15 un intervento in soccorso di un freerider di Sèn Jan di Fassa del 1981 travolto da una valanga nei pressi del rifugio Gardeccia (Catinaccio, Val di Fassa).

 

L’uomo è stato coinvolto da una slavina staccatasi sopra di lui, con un fronte di circa 100 metri di larghezza e 100 metri di scorrimento, che lo ha trascinato per circa 20 metri e sepolto completamente. I compagni di escursione sono riusciti prontamente a individuarlo grazie all’Artva e ad estrarlo cosciente dalla neve. Contemporaneamente hanno chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112 poco prima delle 11.30.

Sul posto si è portato l’elisoccorso che ha verricellato il Tecnico di Elisoccorso con l’equipe medica per prestare le prime cure all’infortunato. L’uomo, praticamente illeso, è stato stabilizzato e recuperato a bordo dell’elicottero per essere trasferito all’ospedale di Cavalese per accertamenti.

Sentiti i compagni dell’infortunato, è stata esclusa la presenza di altre persone sotto la valanga. Non è stato necessario l’intervento degli operatori della Stazione Alta Fassa, pronti in piazzola per dare supporto all’equipaggio dell’elisoccorso.

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