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Notizie Giudicarie Esteriori

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Domenica 2 ottobre, in occasione di "Domenica al museo", sarà gratuito l'ingresso al Parco Archeo Natura e al Museo delle Palafitte di Fiavé che saranno visitabili dalle ore 13 alle 18.

Sempre domenica 2 ottobre il Parco ospita inoltre la "Festa dei nonni al villaggio palafitticolo" proponendo un doppio appuntamento dedicato ai più piccoli e ai loro nonni e nonne: alle ore 10.30 "Un giorno in palafitta", una visita partecipata alla scoperta della vita quotidiana nei villaggi preistorici di Fiavé e alle ore 14.30 "Sulle tracce della strega casara", un'attività per conoscere metodi e strumenti usati nell'antichità per la produzione di latticini. Informazioni e iscrizioni tel. 0465 735019 - 334 6807276 - 331 1739336 oppure sul sito www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia.

Altro appuntamento atteso dalle famiglie, domenica 9 ottobre, è la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, il cui tema quest'anno è "Diversi ma uguali". Al Parco è previsto al mattino "Due pali e una capanna", un laboratorio per grandi e piccini per mettersi in gioco e scoprire differenze e somiglianze tra le case di ieri e quelle di oggi, mentre il Museo, nel pomeriggio, ospiterà "Trame di pace": la lettura di alcuni albi illustrati tematici e un racconto animato condurranno i partecipanti alla scoperta di gioielli, armi e materiali preziosi utilizzati e ricercati dagli abitanti delle palafitte. Adulti e bambini saranno chiamati ad affrontare e risolvere in maniera pacifica un piccolo conflitto, creando infine alcuni intrecci ispirati alle tematiche della pace. Informazioni e prenotazioni presso il Museo tel. 0465 735019 - 334 6807276 e il Parco tel. 331 1739336 oppure sul sito www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia

Il Parco e il Museo sono visitabili fino al 23 ottobre nei giorni di sabato, domenica e lunedì con orario 13-18.

 

L'associazione “Fare un Paese” di Ponte Arche ha proposto durante l'estate quattro incontri dedicati agli ambienti fluviali per ragionare sullo stato di salute e la gestione dell'acqua, elemento simbolo delle Giudicarie Esteriori. La prossima iniziativa, dal titolo “Ri(fare) un fiume. Esplorare l'ecosistema fluviale” è in programma sabato 10 settembre: un'esplorazione, accompagnati dalla biologa Luana Silveri, lungo il Carera, alla ricerca di quei segnali che indicano l'impatto dell'uomo sullo stato di salute del fiume. Il progetto, ogni volta avvalendosi dell'aiuto di esperti, ha cercato di individuare possibili soluzioni a problemi locali, anche attraverso il confronto con buone pratiche esterne. È venuto il tempo in questo ultimo appuntamento prima delle iniziative invernali di indossare gli scarponcini e andare a vedere con i propri occhi che cosa sono, nel concreto, i dati e i fenomeni che gli esperti hanno spiegato durante gli appuntamenti precedenti. Che effetti hanno i comportamenti umani sulla fauna e la flora acquatiche e poi a cascata su tanti aspetti della nostra vita quotidiana ai quali spesso non si pensa. L'escursione è prevista ungo il torrente Carera - dal paese di Dasindo a quello di Fiavè - per poi concludersi con un pranzo degustazione e una visita ad un altro ambiente acquatico, in questo caso recuperato e valorizzato, come il sito palafitticolo di Fiavè. «L'idea a monte di questi incontri - spiega Fabio Parisi, dell'associazione Fare un Paese - è stata quella di avvicinare la comunità al mondo acquatico, a maggior ragione in una valle dove il collegamento con l'acqua è fortissimo e saper gestire i fiumi, mantenerne la qualità elevata ed istaurare delle “best practices” diffuse credo sia oggi diventato essenziale. Abbiamo scelto il torrente Carera per l'escursione a conclusione di questo percorso perché ci è stato segnalato dall'Appa come uno dei corsi d'acqua a maggior rischio della vallata, o possiamo quindi usare come terreno d'indagine per andare a riconoscere quelle tracce dell'impatto umano che segnalano delle criticità e la necessità di cambiare abitudini o pratiche negative». L'appuntamento è al Municipio di Comano Terme, a Ponte Arche, alle ore 10 di sabato 10 settembre. Prenotazione necessaria entro il 9 settembre all'email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Chi è la biologa Luana Silveri

Biologa con un dottorato in Ecologia, Luana Silveri si occupa di gestione delle risorse naturali e strategie di conservazione, cambiamenti climatici e strategie di resilienza, governance partecipata e sviluppo rurale. Negli ultimi anni ha impiegato a sua esperienza e competenze nei campi dello sviluppo sostenibile, della gestione dell'eredità naturale e immateriale e della conservazione naturale. Sta lavorando come espeta tecnica per EASME e gestisce progetti europei su questi temi. È un'appassionata camminatrice e curiosa fotografa.

 

FIAVE'. Ricco programma di iniziative che, per tutto il mese di agosto e fino al 2 settembre, consente ai visitatori di immergersi nell’atmosfera del villaggio di 3.500 anni fa e di sperimentare in prima persona le attività della vita quotidiana di nostri antenati dell’età del Bronzo che vivevano sulle sponde del lago Carera.

 


Al Museo delle Palafitte di Fiavé e al Parco Archeo Natura, aperti dalle 10.00 alle 19.00, sono davvero tanti gli appuntamenti in calendario. Per conoscere il lavoro dell’archeologo ogni mercoledì c’è “L’archeologo cercastorie”, mentre il venerdì “Palafitticolo a chi?” propone una visita partecipata sulle tracce degli antichi abitanti delle palafitte.


Prosegue anche la rassegna “Ma come facevano a fare?” nella quale ci si può cimentare in prima persona con antiche tecniche. “Terra, acqua e fuoco: la filiera della ceramica preistorica” il 20 agosto e “Arco e frecce” il 21 agosto.

Non mancheranno nel fine settimana le visite guidate partecipate al Parco Archeo Natura con gli archeologi: “Un giorno in palafitta”, il 20 e 21 agosto.

 

Si terrà poi il 26 agosto la presentazione delle guide “Alfabeto dei sentieri silenziosi” e ”Avventuroso viaggio nelle Valli Giudicarie”, due guide insolite per grandi e piccoli camminatori. È ispirato alle tematiche della pace “Trame di pace”, laboratorio per bambini con letture animate del 27 agosto.

 

Infine di particolare suggestione il 28 agosto, al Parco Archeo Natura, il concerto del Coro Cima d’Ambiez. Particolarmente coinvolgenti sono anche i laboratori per famiglie dedicati alla lavorazione dell’argilla e del legno, alla produzione dei latticini, alla conoscenza delle piante ritrovate nelle palafitte e alla loro coltivazione, all’utilizzo dei colori naturali per tingere e dipingere, alla lavorazione delle fibre vegetali e alla tessitura. 

 

Numerosi anche gli eventi a partire dalla mostra “Sulle palafitte: una storia che continua” con fotografie di Anna Brenna, presso il Museo.

L'appuntamento internazionale si è concentrato sull'importanza della ricerca scientifica. Comano ha avuto ancora una volta il ruolo di capofila con la presentazione di un importante studio sul ruolo del microbiota nell'efficacia delle cure termali in pazienti con psoriasi.

Si è da poco concluso a Castel San Pietro Terme (Bologna) il 73esimo Congresso mondiale del termalismo, organizzato da Femtec (Federazione mondiale di Idroterapia e Climatologia).

Alla presenza di circa un centinaio di partecipanti provenienti da oltre ventiquattro Paesi di tutto il mondo e di moltissimi altri collegati da remoto, tra i temi trattati particolare importanza è stata data alla ricerca scientifica in ambito termale e allo studio del microbiota.

L'efficacia di molte terapie termali sulle malattie della pelle, come ad esempio la psoriasi, è dimostrata ormai da moltissimi anni, ma è solo di recente, proprio grazie alle ricerche sul microbiota, che si comincia a conoscere l'importante ruolo che i batteri giocano nella cura termale. Oltre alla composizione chimica e alla temperatura, che rimangono fattori fondamentali, si ritiene che molto del potere curativo di alcune acque termali potrebbe essere infatti dovuto all'interazione dei batteri contenuti nell’acqua con i batteri delle lesioni cutanee.

Le Terme di Comano da questo punto di vista sono da sempre un punto di riferimento per la comunità internazionale, basti pensare che nell’ultimo quinquennio gli investimenti in ricerca sull’acqua e il suo microbiota hanno superato i 700 mila euro.

In occasione del Congresso mondiale di Castel San Pietro Terme, in rappresentanza delle Terme di Comano sono intervenuti il dottor Mario Cristofolini, già primario dermatologo all'Ospedale di Trento e oggi presidente dell'Istituto di Ricerca Termale 'G.B.Mattei' delle Terme di Comano, che ha presentato i risultati della ricerca frutto della collaborazione l’equipe del professor Olivier Jousson del Dipartimento di Biologia cellulare, Computazionale e Integrata (Cibio) dell'Università degli Studi di Trento.

In particolare, il professor Jousson, che si è occupato anche di uno studio del microbiota di tutte le acque termali del Trentino, ha rilevato nell’acqua di Comano un microbiota non alterato composto da 250 specie batteriche, di cui circa il 40% ignote alla scienza. Molte specie sono state isolate in coltura pura e hanno dimostrato di avere proprietà immunomodulanti, alcune antinfiammatorie e altre proinfiammatorie.

Scopo del prossimo lavoro”, dice Jousson, “è di dimostrare come l'efficacia della cura termale sia determinata, nell'interazione tra il microbiota dell'acqua termale di Comano (bicarbonato-calcio-magnesiaca) e quello della lesione psorisiaca, dal prevalere dei batteri dell'acqua con proprietà antinfiammatorie”.

“La ricerca scientifica è necessaria per il progresso della medicina, e lo è anche per la medicina termale al fine di documentare l attività curativa in molte patologie” aggiunge Mario Cristofolini. “Gli studi sull acqua di Comano condotti dal CIBIO dell'Università di Trento e dall Istituto G.B. Mattei individuano tra i primi al mondo il microbiota delle acque termali – finora sconosciuto e non studiato – come meccanismo d azione responsabile della favorevole attività terapeutica del termalismo.”

La soddisfazione per il successo dell'evento è espressa anche dal Direttore Sanitario delle Terme di Comano, il dottor Emanuele Clo’: “Il Congresso Mondiale del Termalismo ha confermato ancora una volta l interesse di Comano non solo nei confronti del proprio comparto ma soprattutto per la ricerca di base e clinica, di cui si conferma primo centro termale per investimenti in Italia. Il congresso di Castel San Pietro Terme è soltanto l ultimo di numerosi altri eventi e convegni scientifici che quest'anno ci hanno visto protagonisti come Terme di Comano assieme all Istituto 'G.B. Mattei', ad esempio il Congresso della Scuola della Psoriasi di Genova (16 e 17 settembre) e, grazie alla collaborazione con la professoressa Vairetti, la sessione accademica del Master di idrologia medica e medicina termale dell’Università degli Studi di Pavia (28 ottobre), che ci ha permesso di rafforzare la nostra partnership con gli enti accademici e lavorare nella formazione dei futuri medici termali”.

 

COMANO TERME. Si è tenuto sabato scorso 13 agosto il convegno “siAMO acqua”, organizzato nell’ambito della trentesima edizione della Festa dell’Agricoltura Palio dei 7 Comuni di Dasindo - Comano Terme, un momento di riflessione sul tema “acqua” dopo un’estate drammatica dal punto di vista di questa risorsa.


Dopo il saluto istituzionale del sindaco di Comano Terme, sono intervenuti il direttore di APRIE (Agenzia Provinciale Risorse Idriche e Energia), che ha posto l'accento sull’importanza dell’acqua nella vita e di come viene gestita nei vari sistemi che utilizziamo ogni giorno e il presidente di GEAS spa (Giudicarie Energia Acqua Servizi), che ha presentato la gestione delle infrastrutture dell’acqua sul territorio.


Sull’uso dell’acqua in agricoltura, ha parlato il direttore della Federazione provinciale dei Consorzi Irrigui, mentre rappresentanti di APPA e della Fondazione Edmund Mach hanno incentrato i loro interventi sulla qualità dell’acqua per le attività produttive e sulle buone pratiche in agricoltura. In chiusura è intervenuto il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, assessore all'urbanistica, ambiente e cooperazione.

 

 

Nel suo contributo, il vicepresidente della PAT ha portato i saluti dell’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca e ha ringraziato soprattutto i volontari di questa festa della tradizione, esempio di comunità e di solidarietà. Proprio come quello dimostrato dal Trentino in occasione della drammatica carenza idrica di quest’estate, dove ancora una volta, il nostro territorio si è dimostrato pronto nel rispondere alle richieste degli agricoltori locali ma anche delle regioni vicine. Grazie al lavoro fatto negli anni scorsi, agli investimenti, alla realizzazione di infrastrutture importanti e al miglioramento dei sistemi di irrigazione, la nostra provincia eccelle ancora una volta come esempio virtuoso, perché è impensabile che di fronte a queste difficoltà, destinate a diventare sempre più frequenti, nei territori dove l’agricoltura è asse portante dell’economia, non si investa, ancor di più oggi con le risorse messe a disposizione dal Pnrr.

I dati avevano previsto un’estate difficile dal punto di vista meteorologico, ma ben presto la difficoltà è diventata emergenza. Le misure oggetto degli interventi della Provincia condivisi con gli enti locali hanno riguardato principalmente, la riduzione della domanda, come interruzione o limitazione dell’erogazione di acqua pubblica, ma anche l'obbligatorietà del Bilancio idrico di acquedotto annuale, per intervenire puntualmente e limitare gli sprechi e garantire la qualità dell’acqua. L’uso dell'acqua, infatti, riguarda ambiti diversi, dall’agricoltura al mondo civile, a quello ambientale, per cui si rendono necessari ed urgenti una visione e un impegno unitari. Serve fare gioco di squadra, lavorare con trasversalità sulle competenze degli assessorati, in primis con il turismo, nel quale l’agricoltura trova una delle sue massime fonti di valorizzazione e di promozione ma anche con l’idroelettrico che grazie ad intuizioni del passato, ha visto progettualità lungimiranti nelle centrali e nei bacini di accumulo, nonché in concessioni importanti che hanno garantito ricadute significative in termini economici. Come ha sottolineato l’assessore, parlare di acqua alla Festa dell’agricoltura ricopre un significato e un valore maggiori, perché è proprio tra gli agricoltori che si conosce l’importanza di questo tema, non solo per la sopravvivenza ma anche per un’agricoltura sempre più di eccellenza, dove l’acqua è sempre già protagonista.

 

 

DASINDO. Un ragazzo in sella alla sua moto è uscito di strada e ne ha investito un altro alle ore una della scorsa notte, dopo la festa del paese a Dasindo, frazione di Comano Terme.

Feriti due ragazzi di 15 e 17 anni, che hanno riportato traumi vari. Entrambi i giovani sono stati portati all’ospedale Santa Chiara e fortunatamente non sono in pericolo di vita.

Oltre ad ambulanzieri e vigili del fuoco, sul posto anche una pattuglia di carabinieri di Riva del Garda, che stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente.

 

Foto Archivio

 

Da festa che omaggia il salume tipico locale ad occasione per riscoprire l'identità dei paesi di montagna attraverso la musica, la cucina, l'artigianato, l'arte e l'architettura: nella sua lunga storia la Sagra della Ciuìga (presentata questa mattina in conferenza stampa a Trentino Marketing) ha permesso alla comunità di guardare al proprio passato facendone risorsa per capire meglio il presente e rivitalizzare il suo borgo.

Lo dimostrano i numeri sempre in crescita dei visitatori (nelle edizioni pre covid erano 15.000), e il coinvolgimento delle moltissime associazioni (10 quest'anno) e i tanti espositori (circa 60) che, sotto la regia della Pro Loco di San Lorenzo in Banale, hanno dato vita a  questa 21°edizione. Insignita dal 2018 del titolo di "Sagra di Qualità" dall' UNPLI - Unione Nazionale Pro Loco d'Italia, la storica manifestazione enogastronomica è la sola in tutto il Trentino a vantare un tale riconoscimento.

 

Una manifestazione in cui trova sempre più spazio l'aggancio con la tradizione popolare locale: novità di quest'anno è infatti "El paes de sti ani" una storica frazione con bellissime case rurali dove per due giorni rivivono antichi mestieri e tradizione contadine (aperta domenica 30 e lunedì 31 ottobre dalle 10 alle 17). 

 

Ma sono moltissimi i motivi per visitare la sagra: la parte principale la gioca sicuramente l'enogastronomia, con il mercato dei prodotti tipici nelle cantine delle vecchie case contadine, le locande gastronomiche con specialità regionali preparate dalle associazioni, e poi i menù a tema nei ristoranti e la Dolomiti Wine and Food experience, con una gamma di degustazioni per conoscere le migliori produzioni trentine, dal vino all'olio, dalle grappe al cioccolato al miele. 

 

Ampio spazio poi alla storia della ciuìga, con le dimostrazioni della sua preparazione con la ricetta di un tempo preparata dallo storico macellaio del paese, la visita all'antico affumicatoio, i filmati d'epoca. 

Per completare il tutto, non mancano le visite guidate a carattere culturale e ambientale nel borgo e nelle vicinanze, le botteghe degli artigiani con le loro creazioni, le dimostrazioni della caseificazione.  Ad accompagnare le esperienze sarà la musica, con fisarmonicisti, cori di montagna e musiche popolari che riempiranno il borgo durante tutta la festa. 

 

Infine, grande attenzione anche ai bambini, con un programma dedicato, "La ciuiga dei balocchi", con laboratori, caccia al tesoro, spettacoli di burattini e laboratori.

 

L'evento è organizzato come sempre dalla Pro Loco San Lorenzo in Banale,  insieme ad altre 10 associazioni,  e si avvale del contributo di oltre 250 volontari. 

 

L'evento e le novità

  • mercato tipico: nelle cantine delle vecchie case contadine produttori di eccellenze del Trentino e artigiani con i loro manufatti, dalle ore 9.30 alle 18.30

  • visite guidate gratuite alla scoperta delle bellezze del borgo e dei luoghi di produzione della ciuìga

  • rassegna di cori di montagna nelle chiesette del borgo e musica della tradizione popolare

  • ristoranti del borgo che propongono speciali menu al sapor di ciuìga

  • NOVITA' : la sagra dei bambini "la ciuiga dei balocchi":laboratori creativi, letture di fiabe, giochi di una volta, spettacoli di burattini e caccia al tesoro

  • Dolomiti Wine and Food experience: degustazioni guidate delle eccellenze enogastronomiche del Trentino: vini, grappa, spumanti, miele, olio d'oliva e cioccolato.

  • NOVITA' El paes de sti ani:  nella villa di Senaso per un viaggio nel passato e rievocazione di antichi mestieri. Durante la Sagra della Ciuìga, nella storica villa di Senaso del borgo di San Lorenzo in Banale, tra vecchie case contadine e vicoli acciottolati, va in scena la rievocazione di antichi mestieri e tradizioni contadine. Troverai: l'arrotino, il cestaio, il calzolaio, l'impagliatore di sedie, la lavandaia, le contadine, le donne del filò, la lavoratrice del tombolo, lo scultore del legno, il costruttore di violini, il mugnaio, il tornitore, l'intagliatore del legno, il pirografista, la filiera della lana, il fabbro, il casaro e tanti altri. Ma anche una vecchia scuola, un piccolo cinema, un'osteria contadina dove gustare la minestra d'orzo alla trentina o una rustica merenda, un teatrino e la bottega della ciuìga dove assistere al confezionamento della ciuìga come si faceva un tempo. 

 

 

LE DICHIARAZIONI

Roberto Failoni, assessore al turismo Provincia di Trento: "Questa sagra diventa un'occasione per fare i complimenti a tutte le pro loco trentine e ai loro volontari, per la grande varietà di eventi organizzati in queste ultime settimane: eventi che sono riusciti nell'intento di allungare la stagione turistica a tutto l'autunno, e allo stesso tempo di far conoscere ai trentini stessi la ricchezza dei nostri borghi. La sagra della Ciuiga, nel suo obiettivo di valorizzare un prodotto trentino di eccellenza, è pienamente in linea con la nostra visione di turismo Trentino, in cui il comparto turistico è composto di una rete allargata di cui fanno parte l'enogastronomia e le comunità locali."

 

Monica Viola, presidente Federazione Trentina Pro Loco: "Presentare la Sagra della Ciuiga a Trentino Marketing è un segnale della forte sinergia che si sta costruendo tra le organizzazioni turistiche trentine e le Pro Loco. Ma questa sagra porta anche un altro significato: mostra infatti come un evento possa diventare opportunità di crescita per un intero paese, e possa creare coesione e riconoscimento per l'intera comunità. Credo che il merito della Pro Loco e della comunità di San Lorenzo sia quello di essere riusciti a trasformare la ciuiga in un veicolo per valorizzare le tradizioni e l'identità del luogo, e che in questo senso diventi un modo trasversale per valorizzare tutte le realtà del Trentino. Sono migliaia infatti i volontari in tutto il Trentino che si impegnano per far risplendere i loro paesi con i loro eventi."

 

Samuele Aldrighetti, presidente Pro Loco San Lorenzo in Banale: "La Pro Loco di San Lorenzo si confronta con un evento che ha dei numeri importanti, che è un motore per tutta la comunità. Siamo orgogliosi della sinergia che si è creata con le tante associazioni, con il ricettivo, con la pubblica amministrazione e con gli attori del turismo."

 

Ilaria Rigotti, sindaco di San Lorenzo Dorsino: "Evento che rende il borgo per 4 giorni una vetrina di prodotti e tradizioni. Per la comunità serve per riscoprire le proprie radici e per riscoprirsi comunità."

 

Luca d'Angelo, direttore ApT Dolomiti Paganella: "Il valore di questo evento sta nella sua autenticità, nel suo legame con la tradizione e la storia locale. E' il frutto di un grande lavoro di rete e collaborazione tra associazioni, ApT, Pro Loco e Consorzio, in cui tutti lavorano in modo coerente e condividono gli stessi obiettivi."

 

Alberto Bosetti, presidente Consorzio Borgo Vivo: " Il successo dell'evento è dato dalle tradizioni che porta con sè e dalla larga partecipazione della comunità e delle realtà commerciali locali, che condividono un senso di appartenenza e di orgoglio. Siamo sempre alla ricerca di qualcosa di stuzzicante che renda unica ogni edizione. Le tradizioni sono uno degli elementi caratterizzanti, che quest'anno abbiamo voluto enfatizzare con "El paes de sti ani", in cui sarà bellissimo vedere dal vivo attività artigianali solo sentite nominare dai nonni. Altra novità di quest'anno è l'attenzione ai bambini, per avvicinare anche loro alle tradizioni e alla cultura locale. La sagra infine diventa anche un elemento attrattivo per far conoscere tutto il nostro territorio."



LA TRADIZIONE DELLA CIUIGA

La Ciuiga viene ideata a San Lorenzo in Banale nella seconda metà dell'Ottocento, combinando gli scarti di maiale con la rapa bianca: un abbinamento dettato dalla necessità di reperire qualcosa di commestibile in periodi di ristrettezze economiche. Oggi, l'insaccato prevede l'utilizzo delle parti nobili del maiale (il 70 % circa) e della rapa bianca ben strizzata (il restante 30%). Ogni produttore aggiunge il suo tocco d'artista per ricavarne una Ciuiga dal sapore più o meno intenso; ci si aggiunge il pepe, oppure l'aglio o il vino rosso. Quando fu ideata, la regina dei prodotti alimentari sanlorenzini era un concentrato di rape con gli scarti del maiale; il prodotto odierno, più raffinato, è stato insignito del titolo di Presidio Slow Food.

 

Sono ben tre le cordate portate in salvo nella serata di ieri sul gruppo delle Pale di San Martino e sulle Dolomiti di Brenta

 

Alle 20.20 di ieri, domenica 31 luglio, la Centrale Unica per le Emergenze è stata allertata per due alpinisti – un uomo del 1978 e un uomo del 1977 di Padova – illesi ma sfiniti mentre stavano affrontando la calata in corda doppia di rientro da cima Tosa sulle Dolomiti di Brenta, a circa 3.000 m.s.l.m..

Il Tecnico di centrale del Soccorso Alpino e Speleologico, con il Coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale, ha chiesto l’intervento dell’elicottero, mentre in piazzola si mettevano a disposizione sia gli operatori della Stazione San Lorenzo in Banale che gli operatori della Stazione di Madonna di Campiglio. Volato in quota, l’elicottero ha recuperato a bordo i due e li ha trasferiti a valle, affidandoli agli operatori della Stazione di San Lorenzo in Banale. Per loro non è stato necessario il ricovero in ospedale.

 

 

Poche ore prima invece, intorno alle 18.40, la Centrale Unica per le Emergenze è stata allertata per una cordata di due alpinisti veneti del 1976 e del 2022 in difficoltà mentre stavano affrontando la discesa in corda doppia, a circa 30 metri sotto la cima del Campanile Pradidali nel gruppo delle Pale di San Martino, lungo il versante nord-ovest, a una quota di circa 2.500 m.s.l.m.. I due si sono trovati fuori via, senza più riuscire a proseguire in autonomia.

Il Tecnico di centrale del Soccorso Alpino e Speleologico, con il Coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale, ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha imbarcato a bordo un operatore della Stazione del Primiero per dare supporto nelle fasi di recupero. L’elicottero è volato in quota ed ha verricellato in parete il Tecnico di elisoccorso e il secondo soccorritore su una cengia sottostante la cordata. Dopo aver attrezzato un ancoraggio, la cordata è stata messa in sicurezza e recuperata a bordo del velivolo tramite due verricelli. I due sono stati portati al rifugio Pradidali, da dove sono rientrati a valle in autonomia.

 

In rientro dall’intervento verso la base di Mattarello, l’elicottero è stato deviato su un intervento successivo sul gruppo delle Pale di San Martino per prestare soccorso ad un’altra cordata di tre alpinisti – una donna del 1977 della provincia di Modena, un uomo del 1989 della provincia di Modena e un uomo del 1970 di Pesaro – in difficoltà all’ultimo tiro della via Solleder a cima Immink. I tre alpinisti hanno chiamato il Numero Unico per le Emergenze intorno alle 19.40. Dopo un breve sorvolo, la cordata è stata individuata dall’equipaggio. Il Tecnico di elisoccorso e un secondo operatore, precedentemente imbarcato a bordo, sono stati verricellati in parete. Con due verricelli, tutti e tre gli alpinisti sono stati recuperati e trasferiti a Fiera di Primiero, dove sono stati affidati agli operatori della Stazione del Soccorso Alpino.

 

 

 

Questo evento rappresenta un importante momento di riflessione sul nostro rapporto con l’ambiente, e con le nostre montagne in particolare. Proprio qui, in questo splendido anfiteatro dolomitico nel Parco Naturale Adamello Brenta, patrimonio inestimabile quanto fragile, avvertiamo la responsabilità di preservare questa ricchezza unica al mondo e consegnarla in salute alle nuove generazioni. È un impegno di cui tutti noi dobbiamo farci quotidianamente carico, anche di fronte ai segnali che l’ambiente ci pone davanti, come la recente tragedia della Marmolada. Oggi, qui, ci interroghiamo sul rapporto fra l’uomo e la natura con particolare riferimento alla caccia ma non solo: in questa cornice naturale avvertiamo particolarmente l’importanza di trovare un punto di equilibrio fra tutte le attività umane e il territorio.”


Così il vicepresidente Mario Tonina è intervenuto ieri alle celebrazioni per il ventennale della Sacra Edicola del Cacciatore, organizzate in Val d’Ambiez dal Comune di San Lorenzo Dorsino, dal Circolo culturale Ars Venandi e dall’Associazione Cacciatori Trentini.

 

 

Nell’agosto del 2002, Anno internazionale della Montagna, venne  commissionata da Ars Venandi, a ricordo di tutti i cacciatori scomparsi, una grande lastra bronzea, scolpita ad altorilievo e infissa su un enorme masso granitico. Fu realizzata da don Luciano Carnessali, uomo della montagna, artista e prete, ma anche alpinista, scalatore e cacciatore originario di Godenzo (frazione di Comano Terme) e amico, fra gli altri, di Fortunato Depero. Don Luciano morì tragicamente in un incidente stradale un anno dopo l’inaugurazione dell’opera. La lastra bronzea rappresenta la preghiera dei cacciatori rivolta a Dio che in un grande abbraccio accoglie tutte le creature della montagna.
Un’opera – ha detto Tonina salutando i presenti nella doppia veste di vicepresidente della giunta provinciale e di presidente della Fondazione Dolomiti Unesco – che ben esprime i valori di don Carnessali. A tutti quelli che hanno organizzato questo evento e a coloro che sono qui oggi va il mio più sentito ringraziamento, perché con la loro presenza testimoniano la volontà della comunità di guardare al futuro nella consapevolezza e nella testimonianza di quegli insegnamenti che l’arte di don Luciano ha saputo esprimere.”
L’importanza di un equilibrio fra uomo e ambiente è stato sottolineato in tutti gli interventi moderati dal presidente di Ars Venandi Marco Zeni, a cominciare dal sindaco di San Lorenzo Dorsino Ilaria Rigotti: “Di fronte a questa opera bronzea, raffigurante Cristo che a braccia aperte ci offre il suo Creato nella sua abbondanza e che nell’insieme ci invita alla parsimonia, alla prudenza e al rispetto, il passante resta in silenzio quasi a percepire la presenza di questo Cristo nella valle”. Fra gli amministratori presenti anche il sindaco di Stenico, Monica Mattevi.


Celebrando la messa assieme a don Sergio Nicolli e con la cornice musicale del Coro “Cima d’Ambiez”, monsignor Luigi Bressan ha ricordato che la caccia è menzionata nelle sacre scritture, sottolineando al contempo l’importanza del senso di responsabilità nell’approcciarsi al mondo animale e più in generale al contesto naturale.
Nella commemorazione di don Luciano Carnessali, autore dell’Edicola, da parte di Graziano Riccadonna, Sandro Flaim e Serena Morelli, sono stati ricordati la costante presenza e il contributo di don Luciano all’interno della comunità anche oltre l’attività sacerdotale. “La sua Edicola – è stato detto – rappresenta il suo testamento.”


Ieri è stato anche assegnato il Premio Uomo Probo da parte del Comune di San Lorenzo Dorsino e del Circolo culturale Ars Venandi. Il Premio, giunto all’11° edizione, viene attribuito a donne e uomini che nella loro vita si sono distinti per l’onestà, la solidarietà e la disponibilità verso il prossimo. Il riconoscimento, sostenuto in passato anche dallo scrittore e intellettuale di montagna Mario Rigoni Stern, è andato quest’anno ad Annibale Salsa, già presidente dei CAI e oggi, fra le molteplici attività, anche membro del comitato scientifico della Fondazione Dolomiti Unesco in rappresentanza della Provincia autonoma di Trento. Gli organizzatori ne hanno voluto premiare la competenza, il costante impegno e l’autorevolezza quale, come è stato detto, “autentico figlio della montagna”.


Da Salsa è giunto un invito a superare gli estremismi, le ideologie e il dilagante “analfabetismo territoriale”, cercando invece un’armonia di rapporti fra uomo e natura.
Farci accompagnare – ha detto il vicepresidente Tonina – nel nostro cammino di comunità da persone come Annibale Salsa è importante. Le azioni riportate nella Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile, approvata lo scorso anno, riprendono anche i valori e i messaggi che Salsa ricorda continuamente”. Nel corso delle celebrazioni oggi Tonina ha ricevuto lo stemma di Ars Venandi per la sua vicinanza ai temi cari al Circolo.