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Storo, posata la prima pietra della nuova scuola primaria

Valle del Chiese
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STORO –  A Storo in data 15 marzo 1953  tra  le attuali  Vie San Floriano e Cesare Battisti stava per prendere corpo e consistenza l’allora nuova sede scolastica elementare. Ebbene , a distanza di ben 70 anni quell’edificio è stato demolito per far posto ad una nuova costruzione la cui prima pietra è stata posta  nel corso di un cerimoniale, banda cittadina compresa,   svoltosi stamane   domenica 26 marzo. Una concentrazione    che comprendeva  ad ore 11 santa messa  in chiesa  da parte di don Andrea Fava e successivo trasferimento nella sottostante area cantieristica. Tanti relatori provinciali ,tanti sindaci e vari resoconti legati a quella fondazione scolastica   dove in sette decenni  sono passate e formate più generazioni.  “È una grande emozione partecipare a questo evento e trovare una comunità così unita che crede fortemente nei valori che la scuola rappresenta. La grande partecipazione di cittadini, associazionismo, volontariato e istituzioni qui testimoniata è il più bel messaggio che questa giornata ci trasmette. Questa scuola, una volta ultimata, preparerà i nostri ragazzi al mondo di domani, già oggi in grande cambiamento. Un mondo che rappresenta grandi sfide di fronte alle quali è importante porsi con una comunità viva, interprete di valori positivi, che sa ricordare il passato e guardare con grande speranza al futuro.”

Così l’assessore all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti, che oggi è intervenuto a Storo, con il vicepresidente Mario Tonina, alla posa della prima pietra presso il cantiere della nuova Scuola Primaria, un’opera all’avanguardia sul piano della sicurezza, del risparmio energetico e della didattica. La struttura viene realizzata con un finanziamento provinciale di circa 7,1 milioni di euro e con risorse del Comune per 1,4 milioni.

“Oggi – ha detto Bisesti – con il vicepresidente Tonina voglio testimoniare l’impegno della Provincia verso il mondo della scuola, ma desidero anche sottolineare il ruolo della comunità locale quale motore di sviluppo e coesione sociale. Il folto pubblico presente a questa cerimonia esprime il riconoscimento da parte dei cittadini dell’importanza di quest’opera come luogo di cultura ma anche quale laboratorio di cittadinanza attiva, valori di fondamentale importanza per il nostro territorio “.