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Thu, Jun

Le palafitte del Trentino alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. A conclusione della prima stagione di apertura del Parco Archeo Natura delle Palafitte di Fiavé, che ha visto un notevole successo di visitatori con 18.000 presenze nei mesi estivi, un importante riconoscimento è giunto dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che si è svolta a Paestum dal 25 al 28 novembre scorsi. Al soprintendente provinciale per i beni culturali Franco Marzatico è stato assegnato il 1° Premio Internazionale di Archeologia Subacquea Sebastiano Tusa per la sezione dedicata al progetto più innovativo a cura di Istituzioni, Musei e Parchi archeologici. Il progetto vincitore è stato presentato dallo stesso soprintendente nel corso della conferenza “Il nuovo Parco Archeo Natura delle palafitte di Fiavé in Trentino. Una ricostruzione sulla base dei dati di scavo per un’esperienza educativa immersiva nello scenario naturalistico della biosfera UNESCO”. La Provincia autonoma di Trento ha partecipato all’importante appuntamento con uno stand che ha riproposto l’atmosfera dei villaggi palafitticoli scoperti nelle Valli Giudicarie e a Ledro, presentando le attività sperimentali rivolte al pubblico per immergersi nella vita dei nostri antenati dell’età del Bronzo, nel II millennio a.C.

 

 

Il soprintendente Franco Marzatico ha così commentato l’assegnazione: “Il Premio rappresenta un prestigioso riconoscimento, che va condiviso con le tante colleghe e colleghi, Servizi della Provincia autonoma di Trento - in primis il Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale (SOVA) e il Servizio sviluppo sostenibile e aree protette -, professionisti, soggetti pubblici e privati che, a vario titolo, hanno creduto nel progetto e collaborato per il suo buon esito. Fiavé è assurta a grande notorietà nel campo scientifico per più fortunate circostanze. Da una parte si deve alla ricchezza sorprendente di imponenti strutture lignee, associate a resti della cultura materiale conservati in uno stato eccezionale. Dall’altra parte le ricerche multidisciplinari condotte a Fiavé da una équipe internazionale, sotto la direzione di Renato Perini, hanno offerto un contributo decisivo per superare l’annosa disputa sull’esistenza o meno di capanne erette sull’acqua, retaggio della visione romantica delle palafitte. Grazie agli esiti delle indagini archeologiche e alla concomitante crescita delle sensibilità ambientali, sono tramontati i progetti di bonifica della torbiera e si è preservato un ambiente naturale di grande pregio e rara suggestione”.

Questa la motivazione che ha accompagnato l’attribuzione del premio al progetto trentino: “Per la progettazione e realizzazione del Parco Archeo Natura di Fiavé dove è stata rinvenuta una delle palafitte più importanti dell’Europa preistorica. Il Parco conferisce, per la prima volta, a un’area lacustre la possibilità di una fruizione pubblica di una vasta area archeologica umido-subacquea. Realizzato in uno scenario che vanta tre riconoscimenti UNESCO (palafitte preistoriche dell’arco alpino, sito naturale delle Dolomiti, Biosfera Alpi Ledrensi e Judicaria) propone un percorso didattico ed esperienziale innovativo e scenografico dal forte impatto emozionale, grazie alla ricostruzione, più aderente possibile alla realtà della documentazione di scavo, dei villaggi palafitticoli preistorici e delle loro ingegnose fondazioni. Il dialogo tra archeologia e ambiente naturale accresce conoscenza e consapevolezze culturali e favorisce l’attrattività e lo sviluppo ecosistemico del territorio.”


 

Il Museo delle Palafitte di Fiavé è pronto ad accogliere il pubblico in occasione del periodo natalizio con un calendario di aperture straordinarie e attività per famiglie che permetteranno di immergersi nella vita quotidiana degli abitanti del villaggio palafitticolo di 3.500 anni fa. Il percorso espositivo sarà visitabile nelle giornate del 7, 8, 11, 12, 18, 19, 26, 29 e 30 dicembre dalle ore 10 alle 17. Il programma di iniziative, messo a punto dai Servizi Educativi dell'Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali, prevede visite guidate (il 7, 11, 18 e 26 dicembre), laboratori per famiglie (il 19, 29 e 30 dicembre) e due eventi speciali: “FiavEsplora” l’8 dicembre e “Aspettando Santa Lucia” il 12 dicembre. La partecipazione è gratuita con posti limitati, previa prenotazione al numero telefonico 335 1578640 entro le ore 18 del giorno precedente le iniziative.

 

 

Per il ponte dell’Immacolata, martedì 7 dicembre alle ore 14.30, il museo propone Palafitticolo a chi?”, una visita partecipata in compagnia di un’archeologa per un avvincente viaggio nel passato sulle tracce dei nostri antenati dell’età del Bronzo. L’iniziativa sarà ripetuta l’11, 18 e 26 dicembre sempre alle ore 14.30. Sono dedicati ai più piccoli due eventi realizzati in collaborazione con la Pro Loco di Fiavé: FiavEsplora”, in programma mercoledì 8 dicembre alle ore 14, prevede una caccia al reperto nelle sale del museo per poi proseguire con una passeggiata con il cavallo lungo le vie più suggestive del borgo e terminare con una gustosa merenda per tutti i bambini offerta dal ristorante “Al Contrario”. Promette magia e incanto, il 12 dicembre alle ore 15.30, Aspettando Santa Lucia”: il ritrovo è al museo per un laboratorio per famiglie per realizzare e decorare uno scacciapensieri con materiali e tecniche documentati nei villaggi preistorici di Fiavé. Al termine, tutti nel giardino in attesa dell’arrivo di Santa Lucia.

Per mettere alla prova creatività e manualità si potrà partecipare al laboratorio Il museo delle storie nascoste” (19 dicembre alle ore 14.30) ideato in collaborazione con la Biblioteca di Valle delle Giudicarie Esteriori. Dopo la lettura di alcuni racconti della nuova bibliografia di “Nati per leggere”, ogni partecipante sarà invitato a creare un piccolo albo illustrato ispirato ai reperti esposti in museo. I laboratori proseguono il 29 dicembre alle ore 14.30 con L’officina della lana cotta” (per bambini dai 5 anni) per conoscere i molteplici utilizzi di questo materiale e realizzare un’originale creazione in feltro. È in collaborazione con l’Ecomuseo della Judicaria, il 30 dicembre alle ore 14.30, Prepariamo insieme il bio-dentifricio”, laboratorio per realizzare uno speciale dentifricio a base di erbe officinali.

Per partecipare a tutte le attività è obbligatoria la prenotazione. Per accedere al museo e partecipare alle attività è necessario esibire la certificazione verde (green pass). Le disposizioni non si applicano ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica e ai minori di 12 anni. I visitatori dovranno indossare la mascherina. Sono esenti i bambini sotto i 6 anni di età.

Il programma

7, 11, 18, 26 dicembre 2021 ore 14.30

Palafitticolo a chi?

Visita guidata al museo

Partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria tel. 335 1578640 entro le ore 18 del giorno precedente l’iniziativa, minimo 5 massimo 20persone. La visita non comprende l’ingresso al museo: intero 3,50 euro, ridotto 2,50 euro, gratuito fino ai 14 anni, convenzionato con Trentino Guest Card e Museum Pass.

8 dicembre 2021 ore 14

FiavEsplora

Caccia al reperto e al particolare nelle sale del Museo delle Palafitte e passeggiata con il cavallo lungo le vie più suggestive del paese di Fiavé con merenda per i bambini.

Attività adatta per bambini dai 5 anni.

In collaborazione con la Pro Loco di Fiavé e il ristorante “Al Contrario”.

Partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria tel. 335 1578640 entro le ore 18 del giorno precedente l’iniziativa, minimo 5 massimo 20persone.

12 dicembre 2021 ore 15.30

Aspettando Santa Lucia

Laboratorio per famiglie per realizzare e decorare uno scacciapensieri con materiali e tecniche documentati nei villaggi preistorici di Fiavé. Alle ore 17 nel giardino del museo tradizionale arrivo di Santa Lucia.

Attività adatta per bambini dai 4 anni. In collaborazione con la Pro Loco di Fiavé.

Partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria tel. 335 1578640 entro le ore 18 del giorno precedente l’iniziativa, minimo 5 massimo 15 persone.

19 dicembre 2021 ore 14.30

Il museo delle storie nascoste

Laboratorio per famiglie per creare un piccolo albo illustrato ispirato ai racconti di “Nati per leggere” e ai reperti esposti in museo. Attività adatta per bambini dai 4 anni.

In collaborazione con la Biblioteca di Valle delle Giudicarie Esteriori

Partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria tel. 335 1578640 entro le ore 18 del giorno precedente l’iniziativa, minimo 5 massimo 15 persone. L’attività non comprende l’ingresso al museo: intero 3,50 euro, ridotto 2,50 euro, gratuito fino ai 14 anni, convenzionato con Trentino Guest Card e Museum Pass.

29 dicembre 2021 ore 14.30

L’officina della lana cotta

Laboratorio per famiglie alla scoperta della lana per realizzare un’originale creazione in feltro.

Attività adatta per bambini dai 5 anni.

Partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria tel. 335 1578640 entro le ore 18 del giorno precedente l’iniziativa, minimo 5 massimo 15persone. L’attività non comprende l’ingresso al museo: intero 3,50 euro, ridotto 2,50 euro, gratuito fino ai 14 anni, convenzionato con Trentino Guest Card e Museum Pass.

30 dicembre 2021 ore 14.30

Prepariamo insieme il bio-dentifricio

Laboratorio per famiglie in collaborazione con l’Ecomuseo della Judicaria.

Attività adatta per bambini dai 5 anni.

Partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria tel. 335 1578640 entro le ore 18 del giorno precedente l’iniziativa, minimo 5 massimo 15 persone.

Il Parco Archeo Natura di Fiavé alla Borsa del Turismo Archeologico di Paestum. Il sito sarà insignito del Premio di Archeologia Subacquea Sebastiano Tusa.

 

 

La Provincia autonoma di Trento sarà presente alla XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum con uno stand dedicato all’archeologia del Trentino e in particolare al nuovo Parco Archeo Natura di Fiavé, un’importante novità tra le numerose offerte di qualità del patrimonio archeologico trentino, come i Musei delle Palafitte di Fiavé e del Lago di Ledro, gestito dal Muse, il Museo Retico di Sanzeno e le aree archeologiche disseminate sul territorio.

 

A conclusione della prima stagione di apertura del Parco Archeo Natura, un prestigioso riconoscimento sarà assegnato al soprintendente provinciale per i beni culturali, Franco Marzatico, responsabile del Parco e referente della parte italiana del sito UNESCO seriale transazionale “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”. Si tratta della prima edizione del “Premio di Archeologia Subacquea Sebastiano Tusa” per la sezione dedicata al progetto più innovativo a cura di Istituzioni, Musei e Parchi archeologici.

 

Il Premio di Archeologia Subacquea Sebastiano Tusa sarà consegnato sabato 27 novembre alle ore 10.00 in sala Cerere nella nuova sede della Borsa Turismo Archeologico di Paestum, che si trova presso il complesso immobiliare dell’ex Tabacchificio nel Borgo Cafasso.

 

Venerdì 26 novembre in Sala Velia dalle ore 12.00 alle 13.00 il progetto vincitore del premio sarà presentato dal dott. Marzatico nel corso della conferenza “Il nuovo Parco Archeo Natura delle palafitte di Fiavé in trentino. Una ricostruzione sulla base dei dati di scavo per un’esperienza educativa immersiva nello scenario naturalistico della biosfera UNESCO”.


Presso lo stand della Provincia autonoma di Trento sarà riproposta l’atmosfera dei villaggi palafitticoli scoperti nelle Valli Giudicarie e a Ledro,tra il lago di Garda e le Dolomiti di Brenta, e si potranno conoscere le attività sperimentali organizzate per immergersi nella vita dei nostri antenati dell’età del Bronzo, nel II millenio a.C.

 

Il Parco Archeo Natura di Fiavé, inaugurato il 26 giugno 2021, ha registrato a fine settembre oltre 17.000 ingressi. Si tratta di un percorso di scoperta esperienziale nello scenario suggestivo della riserva naturale di Fiavé-Carera, a poche decine di metri dall’area archeologica dove sono tuttora visibili i resti dei pali che sorreggevano le costruzioni preistoriche. Zona di notevole interesse storico e naturalistico sulla quale insistono tre riconoscimenti UNESCO, Fiavé è una delle 111 località, insieme a Ledro, che costituiscono il sito transnazionale “Palafitte preistoriche dell’arco alpino” iscritto dal 2011 nella lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità.

 

La valorizzazione dell’offerta territoriale è il risultato della collaborazione di numerosi soggetti che nel corso del tempo hanno unito capacità e sforzi per la restituzione al pubblico del sito palafitticolo di Fiavé, straordinario patrimonio collettivo.

 

È stato presentato nell’ambito dell’incontro di studio “Alla ricerca delle miniere”, svoltosi nelle settimane scorse a Fiavé, il volume “Fare Rame. La metallurgia primaria della tarda età del Bronzo in Trentino: nuovi scavi e stato dell’arte della ricerca sul campo”, curato da Paolo Bellintani e Elena Silvestri, archeologi della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento. La pubblicazione aggiorna, con le ricerche condotte dopo il 2000 dall’Ufficio beni archeologici, le conoscenze sullo sfruttamento dei giacimenti di rame nella pre-protostoria del Trentino: oltre 200 segnalazioni di aree dedicate alla lavorazione dei minerali di rame datate dalla fine dell’età del Rame all’età del Bronzo, circa 4500-3000 anni fa.


Il volume di 326 pagine si avvale di 12 contributi relativi soprattutto a recenti interventi su siti fusori della tarda età del Bronzo del settore orientale della provincia, ma anche all’archeologia mineraria del versante nord delle Alpi centro-orientali (nord-Tirolo).

 

 

Gli approfondimenti relativi al territorio trentino riportati nel volume riguardano i siti fusori di Segonzano - Peciapian, Transacqua - Pezhe Alte e Acquedotto del Faoro in Primiero, Fierozzo e Sant’Orsola in Val dei Mòcheni, Malga Rivetta a Lavarone e Platz Von Motze a Luserna – sugli omonimi altopiani. Un’ampia sintesi finale fa il punto sulle conoscenze dei contesti archeologici meglio conosciuti nella catena operativa del rame: i siti di lavorazione del minerale di rame (siti fusori), precisandone la natura dei depositi archeologici, i tipi di strutture, quali ad esempio i forni, e l’organizzazione degli spazi di lavoro.


Grazie a queste ricerche è stato possibile aggiornare le conoscenze su uno degli aspetti più interessanti del passato più antico del Trentino. Attorno a 3300 anni fa, all’apice della richiesta di questa materia prima, il rame della Valsugana e dei territori limitrofi era sfruttato non solo per uso locale, ma anche veicolato attraverso una rete di scambi che le più recenti indagini ipotizzano estesa su buona parte del continente europeo. Come sottolinea il Soprintendente per i beni culturali Franco Marzatico nell’introduzione al volume, “tracce di rame ‘trentino’ sono state segnalate infatti in spazi ben lontani dall’area di provenienza, fino all’Italia meridionale, ai Balcani, alla Grecia e alla Scandinavia.” La tematica è avvincente poiché coinvolge molte altre discipline scientifiche, essenziali per la ricostruzione degli aspetti paleo-ambientali e tecnologici, ed è centrale negli studi sulla formazione e lo sviluppo delle prime società complesse, all’alba della Storia.


Il volume evidenzia inoltre le collaborazioni con istituti italiani e stranieri a partire da quella con il Deutsches Bergbau-Museum di Bochum, avviata già negli anni ‘80, e ora con le Università di Padova, Innsbruck e Bochum, preziose occasioni di scambio, confronto e arricchimento culturale.
L’auspicio dei curatori è che il lavoro svolto possa servire anche per avviare una più specifica riflessione sulla ricerca e sulla tutela di questi contesti nelle altre regioni minerarie della Penisola e delle grandi isole d’Italia.


All’attività di studio e ricerca riportata nel volume, si aggiunge ora un altro fondamentale tassello della ricostruzione della “via del rame” sud-alpino: la riscoperta dell’area mineraria di Vetriolo, sul versante sud della Panarotta. I primi dati sono stati presentati nel corso del convegno di Fiavé (“Alla ricerca delle miniere”, 24-25 settembre 2021). Il deposito archeologico, situato a 1.500 metri di quota, è stato messo in luce in seguito alla devastazione provocata nel 2018 dalla tempesta Vaia e ai lavori che l’hanno seguita. Si tratta di un’area mineraria pre-protostorica, già segnalata negli anni ‘60, per la quale si avvia ora una nuova stagione di ricerca grazie anche alla collaborazione con l’Università di Bochum.

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