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Fri, Jun

Porta un nonno al villaggio!” è l’iniziativa proposta al Parco Archeo Natura di Fiavé sabato 2 ottobre in occasione della Festa dei Nonni. Un invito rivolto ai più piccoli dalle educatrici museali dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali per festeggiare nonne e nonni in modo speciale e condividere in maniera giocosa l’esperienza di esplorare insieme il villaggio palafitticolo dell’età del Bronzo. L’attività si svolge alle ore 14 e alle ore 16. La partecipazione è gratuita previa prenotazione al numero 335 1578640 entro le ore 12 di sabato 2 ottobre (ingresso al Parco a pagamento, gratuito fino ai 14 anni).

 

 

Nonne, nonni e nipoti saranno coinvolti in un affascinante racconto che li porterà indietro nel tempo quando sull’antico lago Carera, l’odierna torbiera, sorgevano le palafitte preistoriche e potranno scoprire abitudini, attività e curiosità degli abitanti del villaggio sul lago che scompare.
Percorrendo la passerella sospesa sull’acqua attraverseranno la selva di pali, tra animali domestici e selvatici, per giungere alle capanne ricostruite a grandezza naturale dove saranno invitati a cercare alcuni oggetti realizzati e utilizzati dai protagonisti del racconto.
Molte le sorprese, a partire dal labirinto circolare che riprende la decorazione di un vaso dell’età del Bronzo rinvenuto durante gli scavi nella torbiera alle tappe che rievocano la vita dell’antico villaggio e illustrano le occupazioni quotidiane ai tempi delle palafitte.
Per accedere al Parco è necessario esibire la Certificazione Verde Covid-19 (Green Pass) o presentare il referto negativo di un tampone rapido effettuato nelle 48 ore precedenti. Le disposizioni non si applicano ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica e ai minori di 12 anni.

FIAVE'. A Fiavé nel corso del week end si è tenuto l’incontro di studi “Alla ricerca delle miniere” con la presentazione del volume “Fare Rame”.

 

 

Il convegno è il risultato di una nuova stagione della ricerca nel campo dello sfruttamento minerario preistorico e protostorico del territorio trentino e nella regione subalpina. Un importante momento di confronto e discussione per specialisti di istituti di ricerca italiani e di altri paesi europei che hanno presentato dati inediti relativi ai più recenti scavi archeologici.

 

Solo in Trentino sono quasi i 200 siti dedicati alla lavorazione del minerale di rame, datati quasi tutti tra 3400 e 3000 anni fa. Una fase importante per il nostro territorio che entrò in una rete di scambi di dimensioni continentali: dalla Scandinavia alla Bulgaria. Tra i siti più interessanti l’area minerario protostorica di Vetriolo, nella catena del Lagorai, portata alla luce in seguito alla devastazione della tempesta Vaia. La storia metallurgica del Trentino è ricca e può riservare ulteriori sorprese come dimostrano i “siti fusori” preistorici, collocati ad alta quota e poco distanti dai sentieri del turismo alpino, ma anche le miniere medievali, come quelle del monte Calisio.

 

Il video:

 

Sono all'insegna dell'inclusione e dell'accessibilità le Giornate Europee del Patrimonio in programma sabato 25 e domenica 26 settembre. "Patrimonio culturale: TUTTI inclusi!" è infatti il tema dell'edizione 2021 alla quale aderisce anche l'Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento.

Il filo conduttore di quest'anno vuole essere una riflessione sulla partecipazione al patrimonio culturale estesa a tutti i cittadini. Proprio in questa direzione vanno le iniziative proposte dai Servizi Educativi che da alcuni anni sono impegnati nell'offrire momenti di partecipazione e condivisione aperti ad ogni tipo di pubblico. Le iniziative si svolgono al Museo delle Palafitte e al Parco Archeo Natura di Fiavé, al Museo Retico a Sanzeno, presso la Tridentum romana e l'area archeologica Acqua Fredda al passo del Redebus. 

Un'occasione per vivere assieme agli archeologi e agli esperti esperienze di conoscenza della storia più antica del nostro territorio. Il tutto in sicurezza, con prenotazione obbligatoria e rispettando quanto previsto dalle normative per il contenimento dell'emergenza sanitaria.

 



In particolare farà da prologo alle giornate l’incontro di studio “Alla ricerca delle miniere. Tracce di sfruttamento dei giacimenti di rame nella pre-protostoria della regione sudalpina” che si terrà a Fiavé il 24 e 25 settembre con possibilità di seguire i lavori in presenza con posti limitati o in modalità streaming, previa iscrizione (Informazioni tel. 0461 492161 – This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.).

Sabato 25 settembre alle ore 14.30 a Fiavé, si svolge “Insieme in cammino”, una passeggiata di sensibilizzazione sull’Alzheimer dal Museo delle Palafitte al Parco Archeo Natura attraverso la riserva naturale, organizzata in collaborazione con l’Associazione Alzheimer Trento e UISP (partecipazione gratuita previa iscrizione tel. 3316201376 – 3351578640).

Domenica26 settembre a Fiavé viene proposta una giornata di archeologia imitativa nell’ambito del convegno “Alla ricerca delle miniere” e in conclusione delle iniziative per il decennale dell’inserimento delle palafitte di Fiavé e Ledro nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Alle ore 14 al Parco Archeo Natura è prevista una visita guidata alla capanna del metallurgo fonditore e alle ore 16 al Museo delle Palafitte si terrà Per fare un’ascia ci vuole il rame” laboratorio per famiglie (partecipazione gratuita previa iscrizione tel. 3316201376 – 3351578640).

Alla ricerca delle miniere. Tracce di sfruttamento dei giacimenti di rame nella pre-protostoria della regione sudalpina.Il 24 e 25 settembre a Fiavé un incontro internazionale di archeometallurgia.

 

 

Sono chiuse le iscrizioni all’incontro internazionale di studio “Alla ricerca delle miniere. Tracce di sfruttamento dei giacimenti di rame nella pre-protostoria della regione sudalpina” che si terrà il 24 e 25 settembre prossimi a Fiavé. Curato da Paolo Bellintani e Elena Silvestri, archeologi della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, il convegno affronterà il tema del più antico sfruttamento dei giacimenti di rame del versante meridionale delle Alpi.

 

Nella prima giornata saranno presentate le ricerche in corso in Trentino: dalla pubblicazione del volume “Fare Rame”, alla recente riscoperta della miniera di Vetriolo, in Valsugana. Il secondo giorno dei lavori sarà dedicato alle ricerche nei distretti minerari sud-alpini, dalla Liguria al Friuli. I posti in presenza sono limitati in base alle disposizioni per il contenimento dell’emergenza sanitaria. I lavori potranno essere seguiti anche da remoto. In entrambi i casi è necessaria l’iscrizione. Informazioni, programma e modalità di partecipazione sono disponibili sul portale Trentino Cultura: www.cultura.trentino.it/Approfondimenti/Alla-ricerca-delle-miniere

 

Domenica 26 settembre, nell’ambito del convegno e in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, è prevista una giornata di archeologia imitativa per il pubblico con le archeologhe dei Servizi Educativi della Soprintendenza che propongono al Parco Archeo Natura, alle ore 14, una visita guidata alla capanna del metallurgo fonditore e al Museo delle Palafitte, alle ore 16, “Per fare un’ascia ci vuole il rame” laboratorio di archeometallurgia per famiglie (partecipazione gratuita previa iscrizione tel. 3316201376 – 3351578640).

 

Le iniziative sono legate all’inaugurazione del Parco Archeo Natura e al decennale dell’inserimento delle palafitte di Fiavé nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

L’incontro di studio “Alla ricerca delle miniere”, al quale prenderanno parte specialisti di istituti di ricerca italiani e di altri paesi europei, si pone un duplice obiettivo: un aggiornamento sullo stato della ricerca in Trentino e un confronto con simili realtà sul versante meridionale dell’arco alpino. L’aggiornamento è contenuto nel volume “Fare Rame” dedicato ai principali interventi di scavo di emergenza eseguiti dalla Soprintendenza negli ultimi 20 anni in particolari siti archeologici in cui sono state individuate chiare tracce di estrazione del rame dal minerale locale. A questa attività di ricerca e di indagine si aggiunge la riscoperta dell’area mineraria pre-protostorica di Vetriolo, già segnalata negli anni ‘60 ed oggi ritornata in luce in seguito agli sconvolgimenti della tempesta Vaia.

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