18
Tue, Jun

Da sabato 15 maggio porte aperte al Museo delle Palafitte di Fiavé che sarà visitabile su prenotazione nei giorni di sabato, domenica e festivi dalle ore 14 alle 18 fino al 19 giugno. Dal 20 giugno da martedì a domenica con orario 10-13/14-18. Come Fiavé anche il Museo Retico a Sanzeno: l'accesso ai due musei dedicati alla storia più antica del Trentino avverrà nel rispetto delle norme previste per garantire la sicurezza del personale e dei visitatori che dovranno essere dotati di mascherina e osservare il distanziamento. I percorsi di visita non sono stati ridotti, ma sono stati differenziati ingresso e uscita. Dispenser per l'igienizzazione delle mani sono disponibili all'ingresso e lungo i percorsi espositivi.

 



Al Museo delle Palafitte di Fiavé l’ammissione dei visitatori avviene in gruppi di massimo 10 persone alle ore 14, 15, 16 e 17 previa prenotazione telefonica da effettuarsi entro il giorno precedente al numero 3346807276. In attesa dell’apertura, prevista a fine giugno, del nuovo Parco Archeo Natura nei pressi della vicina area archeologica nota a livello internazionale e inserita nei “siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” patrimonio dell’umanità UNESCO, il museo offre un’opportunità unica per conoscere la vita dei nostri antenati dell’età del Bronzo.



Per la visita al Museo Retico - Centro per l'archeologia e la storia antica della Val di Non è necessaria la prenotazione da effettuarsi telefonicamente entro il giorno precedente presso l'Apt della Val di Non al numero 0463 830133 fino a sabato alle ore 12 e presso il museo al numero 0463 434125 il sabato e la domenica pomeriggio. Il percorso si snoda nel “pozzo del tempo”, dai cacciatori paleolitici ai martiri d'Anaunia, tra preziosi reperti e antiche testimonianze, in particolare quelle dei Reti, la popolazione pre-romana che abitava la valle nell'età del Ferro.



Informazioni

Provincia autonoma di Trento

Soprintendenza per i beni culturali

Ufficio beni archeologici

Via Mantova, 67 - 38122 Trento

Tel. 0461 492161

This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia

 

 

Una collaborazione tra i numerosi soggetti e le strutture provinciali, che nel corso del tempo hanno unito capacità e sforzi per la valorizzazione e la restituzione al pubblico dell'area naturale e del sito palafitticolo di Fiavé, lo straordinario patrimonio collettivo che si configurerà a breve in un vero e proprio polo archeologico costituito dal Museo delle Palafitte, la Riserva Naturale e il Parco Archeo Natura di prossima apertura: si tratta di una tappa importante per il comparto culturale del Trentino che andrà ad integrare ed arricchire l’attrattiva del territorio, fungendo anche da volano per la sua valorizzazione, con il coinvolgimento delle comunità locali.
Per questi importanti motivi e per fare il punto della situazione in vista dell'inaugurazione del Parco prevista per il 26 giugno, si sono recati oggi sul sito di Fiavé il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore all’ambiente Mario Tonina, l’assessore alla cultura Mirko Bisesti e il dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura Roberto Ceccato, ai quali il soprintendente per i beni culturali della Provincia Franco Marzatico ha presentato ‘dal vivo’ l'intero progetto. Presenti anche la sindaca di Fiavé Nicoletta Aloisi e numerosi rappresentanti dell’amministrazione comunale.
Il vicepresidente Tonina ha annunciato la sottoscrizione di un protocollo operativo per l'apertura e la gestione del Parco tra Provincia autonoma di Trento, Comune di Fiavè, Trentino Marketing S.p.A., Azienda per il Turismo Terme di Comano - Dolomiti di Brenta (che a breve confluirà nel nuovo ambito Garda-Dolomiti) e Cassa del Trentino S.p.A.: “Il Protocollo declina impegni e ruoli dei soggetti coinvolti affinché ciascuno apporti contributi coerenti con la propria mission, strettamente funzionali al positivo avvio della gestione di Parco e Museo insieme ed è rivolto a instaurare tra le parti una stretta collaborazione, esplicitando le attività in capo a ciascun soggetto, per il migliore coordinamento ed efficacia della gestione stessa. L'obiettivo è massimizzare le potenzialità in termini di attrattività e ricadute per il territorio, anche in previsione di un coinvolgimento di terzi, secondo schemi di partenariato pubblico-privato”, ha detto Tonina, spiegando anche che il protocollo prevede lo schema di una nuova Convenzione tra la Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento e il Comune di Fiavé, che tiene conto della proprietà distinta dell'area del Parco e del Museo, rispettivamente provinciale e comunale.
L’assessore Bisesti ha invece sottolineato che l'ambientazione prevista intende trasformare la visita in “un’esperienza coinvolgente e immersiva, per offrire un affascinante viaggio nel tempo che ci guiderà a sperimentare la vita dei nostri antenati dell’età del Bronzo". "Il percorso sarà corredato da pannelli informativi e installazioni che illustrano la vita ai tempi delle palafitte, un centro visitatori con filmati e apparati multimediali, aree di sosta e spazi dedicati alle famiglie e ai visitatori più piccoli”, ha detto ancora Bisesti annunciando la data dell’inaugurazione.


 

Ideato e realizzato dalla Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, il Parco Archeo Natura è appunto in fase di completamento. La Soprintendenza ha avviato il cantiere di realizzazione del Parco archeologico in Località Doss-Torbiera, nel Comune di Fiavé in un'area di proprietà della Provincia autonoma di Trento, integrando il Museo con uno dei più importanti siti palafitticoli dell’età del Bronzo in Europa, come spazio culturale open air. Il sito naturale e archeologico è tutelato quale Riserva naturale provinciale e Zona Speciale di Conservazione della Rete Natura 2000, sul quale insistono direttamente due riconoscimenti UNESCO (Patrimonio mondiale Palafitte preistoriche dell'arco alpino, Biosfera MaB Alpi Ledrensi e Judicaria), mentre le Dolomiti di Brenta, un altro bene riconosciuto come Patrimonio Mondiale, fanno da sfondo a distanza di pochi chilometri. Le finalità cui tende il Parco sono ampie: le strutturano criteri di sostenibilità, inclusione e partecipazione, con la prospettiva di generare opportunità di lavoro, con particolare riguardo alle nuove generazioni.
Esteso su una superficie di 12.000 metri quadrati, nello scenario suggestivo della riserva naturale, il Parco si trova nei pressi dell'area archeologica dove sono tuttora visibili i resti dei pali che sorreggevano le costruzioni preistoriche ed è il risultato di un lungo cammino iniziato con le prime ricerche archeologiche condotte da Renato Perini negli anni Sessanta e proseguite da Franco Marzatico. L'antico lago Carera, divenuto torbiera, ha conservato per millenni preziose testimonianze e reperti messi in luce dagli archeologi e ora in parte esposti nel Museo delle Palafitte.
È proprio dai dati di scavo che prendono vita le minuziose ricostruzioni del villaggio palafitticolo dell’età del Bronzo, con capanne realizzate in scala 1:1 e con installazioni che evocano la “selva di pali”, per usare la definizione dei primi archeologi che indagarono le palafitte.
Sul fronte naturalistico, invece, il contesto della Riserva tutela una delle più vaste torbiere del Trentino – elemento di forte connessione tra aspetto naturalistico ed aspetto storico-economico – caratterizzata da vegetazione e fauna di grande interesse conservativo, con alcune specie rare e grande varietà di ambienti, con una conseguente preziosa biodiversità. La conservazione e tutela dell'area protetta sono competenza del Servizio sviluppo sostenibile e aree protette della Provincia che, per la sua gestione e valorizzazione, si avvale della collaborazione del “Parco Fluviale della Sarca”, la rete di riserve il cui soggetto capofila è il Consorzio dei Comuni BIM del Sarca. La disciplina provinciale di settore ha individuato nello strumento della rete di riserve la modalità organizzativa per gestire e valorizzare le aree protette non ricomprese nei parchi naturali provinciali, con un approccio dal basso e partecipato.  
Il Servizio sviluppo sostenibile e aree protette, quindi,  oltre a realizzare gli interventi di conservazione attiva nella Riserva,  ha garantito alla Soprintendenza la necessaria collaborazione in fase progettuale ed esecutiva, soprattutto in relazione all'opportunità di integrare la comunicazione rivolta ai visitatori del Parco; comunicazione che presenterà entrambe le valenze, archeologica e naturalistica. Si è reso inoltre disponibile a collaborare attraverso l'individuazione di contributi specifici nella gestione del Parco da parte dei soggetti e degli strumenti della Riserva della Biosfera e del Parco Fluviale, nonché del PNAB.

 

Nel 2021 ricorrono i dieci anni dell'iscrizione nella lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO del sito seriale e transnazionale “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”.

Ne fanno parte anche le palafitte trentine di Fiavé e Ledro, scelte assieme ad altre 109 aree archeologiche tra le oltre 1.000 realtà palafitticole situate in Italia, Francia, Svizzera, Germania, Austria e Slovenia. Un anniversario importante e significativo per Fiavé dove, a completamento del Museo delle Palafitte, sta sorgendo il Parco Archeo Natura, la cui apertura è prevista nel prossimo giugno.
In occasione del decennale il Gruppo di Coordinamento internazionale del sito UNESCO ha messo a punto una serie di attività volte alla valorizzazione e alla divulgazione di questo inestimabile bene della collettività. Le iniziative sono raccolte sul sito web ufficiale www.palafittes.org. Tra queste “10 years - 100 stories”, 10 anni - 100 storie, una vetrina digitale nella quale ciascuna realtà propone tre reperti particolarmente significativi o curiosi della propria collezione.

 

L’obiettivo è di offrire una panoramica del sito seriale UNESCO e presentare i ritrovamenti nei singoli siti palafitticoli e le loro caratteristiche. Un’esposizione dinamica dove per ogni oggetto sono riportati una breve descrizione, il materiale, la datazione e il museo nel quale è esposto. Cliccando sull'immagine si apre una scheda di approfondimento per chi desideri saperne di più: a cosa serviva l’oggetto, come è stato realizzato, cosa ci racconta della vita quotidiana di 4.000 anni fa.
Il Museo delle Palafitte di Fiavé ha scelto tre reperti molto particolari, sia per l’eccezionale stato di conservazione sia per la loro funzione. L’ambiente della torbiera, povero di ossigeno, ha rallentato di molto la decomposizione degli oggetti consentendo la conservazione fino ai nostri giorni di materiali organici come il legno e addirittura le fibre vegetali. Sono realizzati in questi materiali i reperti di Fiavé dell’età del Bronzo esposti in museo e mostrati anche nella vetrina digitale: un copricapo in fibre di pino e viburno, un frullino in legno di abete per la produzione del burro e un recipiente in legno di conifera. Si tratta di testimonianze importanti che sottolineano l’unicità dei ritrovamenti di Fiavé e della straordinaria collezione di 300 oggetti in legno, unica in Europa.
Oltre alla vetrina digitale, il sito 
www.palafittes.org propone un viaggio di esplorazione virtuale nel mondo delle palafitte. Le sezioni sono ricche di informazioni sui siti e i relativi musei, sulle ricerche condotte dagli archeologi e non mancano immagini, spunti con cenni storici, curiosità, un blog dedicato al cibo e alla cucina, novità, progetti e notizie sui futuri eventi organizzati nei vari siti dei sei Paesi interessati. Ulteriori informazioni sono disponibili anche sul sito web delle palafitte italiane UNESCO www.unescopalafitteitalia.beniculturali.it.

Il sito seriale Unesco "Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”
Sono 111 i siti archeologici, fra i quali anche Fiavé e Ledro, che insieme costituiscono i “siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” dal 27 giugno 2011 inclusi nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO. I sei Paesi interessati sono, oltre all’Italia (con le regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento), Francia, Svizzera, Germania, Austria e Slovenia. La decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale di includere Fiavé e Ledro nella prestigiosa Lista è il riconoscimento ufficiale della validità e dell'importanza dei due siti trentini.
I motivi della candidatura sono legati a diversi aspetti, a partire dalla scarsa rappresentanza, nel patrimonio mondiale, della preistoria, rispetto alla quale le palafitte costituiscono uno dei fenomeni più appariscenti, molto conosciuti dal grande pubblico e nel contempo ricchi di testimonianze di valore storico. I villaggi palafitticoli sono infatti una delle più importanti fonti archeologiche per lo studio delle comunità umane europee tra il 5000 e il 500 a.C. Le condizioni di conservazione in ambiente umido hanno permesso la sopravvivenza di materiali organici che contribuiscono in modo straordinario a comprendere il Neolitico, ovvero l’avvento delle prime società agrarie, l'età del Bronzo, caratterizzata dalla diffusione di tecnologie complesse come la metallurgia e gli scambi su lunga distanza, ed infine le interazioni fra gruppi umani e territorio a fronte dell'impatto dei cambiamenti climatici.

Informazioni
Provincia autonoma di Trento
Soprintendenza per i beni culturali
Via S. Marco, 27 - 38122 Trento
tel. 0461 496616
e-mail: 
This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.">This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. 
www.cultura.trentino.it 

 

FIAVE'. Nel decennale dell'iscrizione delle palafitte trentine nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO è in fase di completamento a Fiavé il Parco Archeo Natura, la cui apertura è prevista nel prossimo giugno. Ideato e realizzato dalla Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, il parco si estende su una superficie di 12.000 mq. nello scenario suggestivo della riserva naturale, nei pressi dell’area archeologica dove sono tuttora visibili i resti dei pali che sorreggevano le costruzioni preistoriche. Assieme al Museo delle Palafitte, situato nell’abitato di Fiavé, il Parco Archeo Natura costituisce un vero e proprio polo archeologico e una tappa importante per il comparto culturale del Trentino, che andrà ad integrare e arricchire l’attrattività del territorio con il coinvolgimento delle comunità locali.

 

Il nuovo parco è il risultato di un lungo cammino iniziato con le prime ricerche archeologiche condotte da Renato Perini negli anni Sessanta e proseguite da Franco Marzatico, attuale soprintendente per i beni culturali del Trentino. L’antico lago Carera, divenuto torbiera, ha conservato per millenni preziose testimonianze e reperti messi in luce dagli archeologi e ora in parte esposti nel Museo delle Palafitte. È proprio dai dati di scavo che prendono vita le minuziose ricostruzioni del villaggio palafitticolo dell’età del Bronzo, con capanne realizzate in scala 1:1 e con installazioni che evocano la “selva di pali”, per usare la definizione dei primi archeologi che indagarono le palafitte. Un’ambientazione che intende trasformare la visita in un’esperienza coinvolgente e immersiva e offrire un affascinante viaggio nel tempo per sperimentare la vita dei nostri antenati dell’età del Bronzo. Il percorso sarà corredato da pannelli informativi e installazioni che illustrano la vita ai tempi delle palafitte, un centro visitatori con filmati e apparati multimediali, aree di sosta e spazi dedicati alle famiglie e ai visitatori più piccoli.

 

A questo si aggiunge che il parco si colloca in una zona di grande interesse storico e naturalistico sulla quale insistono tre riconoscimenti UNESCO. Fiavé è una delle 111 località, insieme a Ledro, che costituiscono il sito transnazionale dedicato alle palafitte preistoriche dell’arco alpino, entrate nel 2011 a far parte della lista del Patrimonio mondiale dell'Umanità. Inoltre, il territorio delle Giudicarie è stato riconosciuto Riserva della Biosfera UNESCO, senza dimenticare le vicine Dolomiti di Brenta anch’esse dichiarate Patrimonio dell’Umanità.

L’apertura del parco e la sua promozione nel contesto della valorizzazione dell’offerta territoriale è il risultato della collaborazione di numerosi soggetti che nel corso del tempo hanno unito capacità e sforzi per la valorizzazione e la restituzione al pubblico del sito palafitticolo di Fiavé, straordinario patrimonio collettivo.

 

Riprese e immagini a cura dell'Ufficio Stampa

Informazioni
Provincia autonoma di Trento
Soprintendenza per i beni culturali
Via S.Marco, 27 - 38122 Trento
tel. 0461 496616
e-mail: sopr.
This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
www.cultura.trentino.it 

 

More Articles ...