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Tue, Jun

I nove Ecomusei del Trentino hanno festeggiato ieri attraverso un convegno ospitato nella suggestiva cornice di Maso al Pont di Stenico il loro ventesimo compleanno di attività. Un traguardo importante che guarda al passato e soprattutto al futuro di un'istituzione che rappresenta ciò che un territorio è e ciò che sono i suoi abitanti. Accanto al sindaco di Stenico, all'appuntamento hanno preso parte il vicepresidente della Provincia e l'assessore provinciale alla cultura. Nell'esprimere il proprio grazie a chi ha avuto questa intuizione vent’anni fa, il vicepresidente ha indicato gli Ecomusei come importante presidio per valorizzare il territorio e favorire la conoscenza delle sue caratteristiche da parte dei trentini e degli ospiti che scelgono questa terra per trascorrere le vacanze. Il segreto del successo di esperienze come quelle che sono state ricordate, secondo l'esponente della Giunta è dato dalla capacità di coinvolgere attivamente le comunità, spingendole, di nuovo, a guardarsi indietro, a rivisitare la propria identità, le proprie radici, per poi rivolgersi con maggiore fiducia e consapevolezza a ciò che hanno davanti. La Rete degli Ecomusei – ha concluso il vicepresidente - deve dunque continuare ad essere uno strumento di dialogo, di scambio di esperienze e di reciproco supporto per tutti gli Ecomusei del Trentino, nel loro cammino di lavoro e di crescita. L'assessore alla cultura ha dunque evidenziato come gli Ecomusei rientrino a pieno titolo nell’offerta culturale del Trentino: il loro ventesimo compleanno rappresenta la giusta occasione per ribadire questo concetto. La Provincia ha approvato quest’anno un protocollo d’intesa con gli Ecomusei del Trentino per regolare i rapporti che riguardano la programmazione e il sostegno finanziario delle attività ed un bando pubblico, per il 2021, che prevede risorse per 150mila euro.

 

 

L'Ecomuseo è un progetto che parte dal basso quindi la prima cosa che dà valore agli Ecomusei è quello di essere radicati sul territorio. In questi vent'anni queste realtà hanno lavorato tanto sulla consapevolezza delle persone che vivono sul territorio in merito alle risorse culturali, tradizionali e ambientali che sono insite in quel territorio nella convinzione che se la popolazione è consapevole è maggiore la possibilità che i beni siano tutelati e preservati per il futuro. Quindi quello dell'Ecomuseo è un importante lavoro di costruzione del futuro. Proprio di futuro si è parlato nel convegno celebrativo odierno. La sfida principale è quella di riuscire a far dialogare le varie realtà provinciali perché come tutte le iniziative che nascono dal basso è grande la fatica nel fare un'azione di coordinamento visto che non è sempre facile mettere tutti d'accordo.
In Trentino gli Ecomusei sono stati riconosciuti con le leggi provinciali n.13/2000 e 15/2007 quale strumento dello sviluppo locale. Si tratta dei nove Ecomusei di Tesino, Valsugana, Vanoi, Argentario, Judicaria, Valle dei Laghi, Valle di Peio, Val Meledrio e Lagorai. Ogni Ecomuseo rappresenta situazioni territoriali diverse, ma tutti svolgono una delle forme più innovative nella difficile coniugazione di conservazione e sviluppo, cultura e ambiente, identità locale e turismo.
Al termine del convegno – nel corso del quale i rappresentanti degli Ecomusei hanno condiviso le proprie esperienze, guardando alle nuove sfide per il futuro – i partecipanti hanno avuto modo di scoprire di persona gli itinerari nel territorio dei sei Comuni dell'Ecomuseo della Judicaria.

 

STENICO. Un convegno per celebrare il ventennale degli Ecomusei del Trentino e per guardare anche ai prossimi vent’anni: così la Rete degli Ecomusei si mette a confronto sabato 16 ottobre, dalle 9.30 alle 12.30, presso l’Ecomuseo della Judicaria a Maso al Pont, in Comune di Stenico, per trovare nuove chiavi di scambio e di crescita. Un traguardo importante che guarda al passato e, soprattutto al futuro, è il commento del presidente della Rete degli Ecomusei del Trentino. L’Ecomuseo rappresenta ciò che un territorio è, e ciò che sono i suoi abitanti. Rappresenta la cultura viva delle persone, il loro ambiente, ciò che hanno ereditato dal passato, ciò che amano e desiderano. Secondo la definizione che ne ha dato Hugues de Varine, ancora nel lontano 1970: l’Ecomuseo è ‘Il futuro del passato’.

Il convegno si aprirà alle ore 9.00 con i saluti istituzionali del vicepresidente e assessore provinciale all'urbanistica, ambiente e cooperazione e dell'assessore provinciale all'istruzione, università e cultura, nonché di Franco Marzatico dirigente della Soprintendenza dei Beni Culturali e della presidente dell'Ecomuseo della Judicaria.

 

 

Quindi una tavola vedrà confrontarsi i principali referenti delle istituzioni culturali, turistiche e associative trentine, nonché i presidenti dei nove Ecomusei del Trentino che aderiscono alla Rete, ovvero Ecomuseo Argentario, Ecomuseo della Judicaria - Dalle Dolomiti al Garda, Ecomuseo del Lagorai, Ecomuseo della Val Di Peio “Piccolo Mondo Alpino”, Ecomuseo del Vanoi, Ecomuseo Tesino - Terra di Viaggiatori, Ecomuseo Valsugana - Dalle Sorgenti di Rava al Brenta, Ecomuseo della Valle dei Laghi, Ecomuseo Val Meledrio - La Via degli imperatori,

I lavori si chiuderanno alle 12.30.

In Trentino gli Ecomusei sono stati riconosciuti con le Leggi Provinciali n.13/2000 e 15/2007. Ogni Ecomuseo rappresenta situazioni territoriali diverse, ma tutti svolgono una delle forme più innovative nella difficile coniugazione di conservazione e sviluppo, cultura e ambiente, identità locale e turismo. Il convegno sarà utile per ripercorre le tappe che hanno portato alla nascita degli Ecomusei, della Rete nel 2011, e guarderà al futuro.

 

Quali sfide attendono gli Ecomusei? Come accrescere il senso di appartenenza al territorio partendo dalla comunità, incrementare lo spirito di “cittadinanza attiva”, ampliare il sistema per il coordinamento delle risorse? Il compito della Rete degli Ecomusei del Trentino oggi è quello di elaborare e realizzare pratiche innovative di partecipazione delle comunità locali, puntualizza il presidente della Rete degli Ecomusei, attraverso la rivitalizzazione dei territori e puntando sulla ricerca di una frequentazione turistica 'dolce', culturale, ecologica. La pandemia ha messo in discussione diversi parametri delle nostre vite e delle nostre abitudini. Compito degli Ecomusei sarà quello di raccogliere e accompagnare questi cambiamenti.

 

Per approfondimenti: https://www.ecomusei.trentino.it/ 

 

Il convegno della mattina sarà disponibile in streaming sui profili Facebook Rete Ecomusei del Trentino (https://bit.ly/3aAz3xu) e Ecomuseo della Judicaria (https://www.facebook.com/EcomuseoDellaJudicaria) 

 

(us)

 

Dedicata alla flora ospita un punto-lettura della Biblioteca delle Giudicarie Esteriori. Aperta continuativamente fino al 26 settembre la Casa del Parco di Stenico.

 

 

Prosegue il periodo di apertura continuativa – ovvero tutti i giorni tranne il lunedì – della Casa del Parco di Stenico dedicata alla splendida flora del Parco Naturale Adamello Brenta. Il Centro visite, inserito nell’“Area Natura Rio Bianco” sarà aperto tutti i giorni (ad eccezione dei lunedì) fino al 26 settembre. Nei soli week end – quindi sabato e domenica – il Centro rimarrà aperto invece fino al 31 ottobre.

 

All’esterno del Centro, un ex-casino di bersaglio di epoca asburgica, camminando lungo un comodo sentiero, è possibile arrivare ad un notevole punto panoramico sulla zona di Bleggio e Lomaso e alla sorgente carsica del Rio Bianco. La Casa del Parco ospita inoltre anche un allestimento della Biblioteca delle Giudicarie Esteriori, un punto-lettura con una settantina di titoli a tema realizzato nell’ambito del progetto “Biblioteca fuori di sé”.

 

Questi gli orari e il periodo di apertura:

10.00 – 13.00 e 14:00 –18:00; continuativo fino al 26 settembre (lunedì chiuso)

nei weekend (sabato e domenica): dal 5 giugno al 31 ottobre

 

Area Natura Rio Bianco” è un nome un po’ enigmatico. Ma bisogna lasciarsi incuriosire per scoprire, nel comune di Stenico, uno scrigno di sorprese colorate e profumate. Nella Casa del Parco e nell’area circostante si parla di piante, in tutte le loro parti. Dalle radici alle foglie, in tutte le loro forme, erbacee, arbustive e arboree. E in tutte le loro famiglie e ambienti: nelle torbiere, nei boschi di faggio, nelle praterie alpine. Camminando, lungo un comodo sentiero, si può arrivare anche alle sorgenti carsiche di rio Bianco.

Da sabato 21 agosto partono i tre fine settimana dedicati all'arte della caccia con il falco a Castel Stenico, nell'ambito della rassegna curata dal Centro Servizi Culturali Santa Chiara “Dicastelincastello”. Ingresso con green pass obbligatorio e prenotazione online.

 

 

La falconeria è l’arte della caccia con il falco, le origini sono molto antiche e le prime testimonianze provengono da un’area dell’Asia Centrale compresa tra Cina e Mongolia. Da qui si è poi diffusa verso l'Europa e verso l'Asia minore.
Per quanto riguarda l'Italia, la Falconeria è giunta sia dalla Sicilia per mano  degli arabi e normanni, sia dalla Germania. Il massimo esponente della Falconeria italiana è stato Federico II imperatore del Sacro Romano Impero. Nel Medioevo e nel Rinascimento la falconeria non era  prerogativa solo dei signori e delle dame, ma comincia ad essere praticata anche da vescovi ed abati. La caccia rappresentava una delle attività predilette anche dagli ospiti che frequentavano la residenza estiva dei principi vescovi trentini.
A questo tema saranno ispirati i tre fine settimana del 21 e 22 agosto, 28 e 29 agosto e 4 e 5 settembre della rassegna “DiCastelincastello”, curata dal Centro Servizi Culturali Santa Chiara, che vedranno a Castel Stenico le esibizioni di falconieri e dimostrazioni di addestramento dei volatili. Nel corso della giornata saranno proposte tre esibizioni alle 12.00, alle 14.00 e alle 16.00.
I visitatori saranno aiutati a conoscere i rapaci presenti nel nostro territorio, purtroppo a rischio di estinzione a causa della minaccia continua dell’uomo e dell’ambiente.
In ottemperanza delle disposizioni vigenti, si informa che l’ingresso alle esibizioni sarà contingentato e si assisterà agli spettacoli seduti. L’accesso al maniero sarà a pagamento con green pass e si dovrà prenotare l’ingresso on line sul sito del museo www.buonconsiglio.it o telefonicamente allo 0461 492811. Le esibizioni saranno gratuite  previa prenotazione che si potrà fare telefonicamente o sul posto fino ad esaurimento posti.

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