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CADERZONE TERME. Una Montagna di Salute: appuntamento domenica 10 ottobre 2021 – c/o Rifugio San Giuliano per una Camminata con esperti di salute

 

Il programma prevede partenza ad ore 8.30 dal parcheggio Pòc da li Falc con ritrovo 10 minuti in anticipo; la strada parte da Caderzone Terme. Ad ore 11.30 ci sarà il pranzo al Rifugio, per poi incamminarsi per il rientro. Il tragitto è ad anello e termina al parcheggio.  

 

Il percorso è su un sentiero escursionistico, durante la camminata verranno forniti suggerimenti sui benefici che la montagna ha sulla salute, come farmaco senza effetti collaterali a costo zero! La chiacchierata continuerà al rifugio.

 

 

CADERZONE TERME. Un incendio è divampato verso mezzogiorno in un appartamento nel centro di Caderzone Terme: il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco salva la situazione e limita i danni.

 

La selettiva sarebbe giunta attorno alle 12.15 di oggi giovedì 15 aprile – così riporta l'articolo completo di Il Dolomiti – e faceva riferimento ad un incendio in un appartamento nel centro dell'abitato di Caderzone Terme.

 

Le fiamme sarebbero divampate dal piano cottura a gas della cucina, causa un ritorno di fiamma; si sono velocemente propagate a parte dell'arredo circostante.

 

 

A dare l'allarme gli stessi inquilini. Sul posto per spegnere il rogo i Vigili del Fuoco di Caderzone Terme: hanno proceduto con la messa in sicurezza, areazione, bonifica e necessarie verifiche. Il loro intervento tempestivo ha permesso di limitare i danni, specialmente di quelli riferiti al fumo.

Era un caro amico, una bella persona, un uomo che sapeva ascoltare, attento, riflessivo, misurato nelle parole e nei comportamenti. Oltre che buono d’animo e modesto.

Mai avrei potuto immaginare gli sarebbe potuta capitare una disgrazia, come quella che ce l’ha portato via sulle sue montagne. Montagne che ha tanto amato e che conosceva a menadito per averle percorse fin da bambino col padre, il guardacaccia Valentino, e con lo zio Giovanni, una vita da guardaboschi.

Incrociai le prime volte Fausto Masè “Zabèt” in Val Genova, al rifugio Fontanabona, nei primi anni Settanta, ma ebbi modo di conoscerlo bene più tardi, negli anni Novanta a Trento in Cooperazione, quando si rese necessario sostituire il presidente di Sait Marco Giordani, chiamato a reggere la PAT, e gli chiesero di subentrargli nell’incarico prestigioso e ben remunerato. Rifiutò nonostante le pressioni, anche mie, e lasciò aperta la strada a Giorgio Fiorini.

Allora dirigeva – si era laureato in economia a Trieste - una cooperativa che lavorava il porfido ad Albiano, cui dedicava tempo, energie e professionalità.  Abbandonarla gli sembrava di tradirne la fiducia. Partecipò attivamente alla vita del movimento cooperativo, nel quale rivestì diversi incarichi (presidente di Cooperfidi, presidente della Famiglia cooperativa di Strembo, membro di tante commissioni) e si spese generosamente per il suo sviluppo. Abitava a Trento, ma appena poteva, specie nei fine settimana ,tornava a Strembo, a respirare l’aria di casa, o in Val Genova, dove il padre aveva una “villa”/ baita, a rigenerarsi.

In questi ultimi anni, trascorsi in valle, era suo costume fare una passeggiata in compagnia della moglie lungo l’argine della Sarca da Strembo a Pinzolo, dove ci incontravamo per bere un caffè e scambiarci due parole su quanto capitava in Via Segantini e sul mondo che tanto ci stava a cuore. Alla sua signora, al figlio voglio esprimere i sensi più vivi del mio cordoglio con un abbraccio fraterno.

CADERZONE. Sabato 29 agosto alle ore 17.00 nella suggestiva cornice di Palazzo Lodron Bertelli a Caderzone Terme, sarà inaugurata la Mostra d’Arte dell’artista Biagio Venincasa dal titolo “40 e più e più di 40 – anni di pittura”.

Si tratta di una antologica dell’opera di Biagio, che sarà presentata dal critico d’arte Alessandro Togni, da tempo curatore di Mostre in seno al Centro Studi Judicaria. La mostra rimarrà aperta tutti i giorni fino a domenica 6 settembre con orario 16/18. 

Programmata per lo scorso febbraio, la mostra era stata sospesa causa emergenza Coronavirus; a distanza di mesi è finalmente proposta al pubblico.

 

Biagio Venincasa è nato a Cosenza nel 1952 e, dopo aver compiuto gli studi classici a Roma all’Istituto San Gabriele, si è laureato in architettura a Firenze. Nei primi anni del Liceo la passione per il disegno, per la pittura e per il mondo classico lo porta a riprodurre a matita alcuni particolari ornamentali dell’architettura greca quali capitelli, colonne frontoni ecc. Negli anni ’70, è attratto dalla pittura metafisica di Dalì, De Chirico, Carrà e altri. Spinto dalla passione artistica realizza i primi suoi due quadri ad olio su tela. Successivamente diviene funzionario informatico e, nonostante l’impegno nel mondo del lavoro, continua la sua passione per la pittura che lo vedrà protagonista in molte mostre soprattutto su invito di Associazioni pubbliche e private.

 

Alessandro Togni, riferendosi alla mostra, parla di unità stilistica e variabilità dell’opera di Biagio. 

"Le opere dell’autore sono significativamente le nuove esperienze linguistiche del ’90 e le ricerche per una nuova teoria dei segni, le entità concettuali capaci di relazionare circa gli aspetti fenomenologici e dei caratteri soggettivi la personalità degli autori, oltre a trasferire l’informazione dell’arte nel terzo millennio. 40 e più e più di 40 riesce attraverso una verifica antologica a disporre per la comprensione dei tracciati passati e delle proiezioni future di questo artista – afferma Togni – tanto ricercato nella retorica delle idee, quanto sostenuto da impulsi visionari nella produzione.

 

Non è da meno anche la presentazione di Riccarda Turrina che, nel ’96 ebbe a presentare l’artista. Così ne parla: “Egli percorre le strade della memoria recente per catturare gli oggetti entrati a far parte della sua vita non solo occasionalmente, oggetti diventati custodi di percorsi interiori, nati dal bisogno di essere dentro il proprio tempo”. E ancora la Turrina: “ogni opera di Biagio è una sorta di scrittura per immagini, che sull’immediata percezione e riconoscibilità del soggetto ha impostato la propria poetica, volta alla comunicazione di contenuti strettamente legati al linguaggio contemporaneo”.

 

In allegato la foto di Biagio Venincasa

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