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Wed, Apr

 

160.000 euro per il sostegno di investimenti materiali e progetti in ambito formativo culturale e sociale

 

Dopo il Bando Attività 2021 che ha visto la Cassa Rurale sostenere 369 associazioni ed enti del proprio territorio con  242.450 euro, ed il bando Soci Solidali attraverso il quale sono stati messi a disposizione 143.000 euro a favore di 28 realtà operanti nell’ambito socio-sanitario e socio-assistenziale, la Cassa Rurale promuove  altri due bandi per favorire l’ideazione e sostenere la realizzazione di iniziative da parte di associazioni ed enti di volontariato che operano sul territorio di competenza della Cassa Rurale.

I progetti presentati dovranno avere un carattere straordinario rispetto alla ordinaria attività annuale.

 “L’obiettivo dei bandi promossi dalla nostra Cassa – sostiene la Presidente Monia Bonenti  - è quello di favorire l’ideazione di iniziative che sappiano rispondere in modo innovativo ai bisogni specifici del territorio, favorendo la collaborazione degli enti e delle associazioni ed il coinvolgimento delle comunità”

Il bando per il sostegno di investimenti materiali intende finanziare opere di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, storico ed ambientale, la costruzione, valorizzazione e ristrutturazione di edifici e l’acquisto di materiali, attrezzature e automezzi strettamente connessi all’attività dei soggetti richiedenti. Saranno valutate le domande per investimenti di importo preventivato compreso tra Euro 4.000 ed Euro 80.000: le domande selezionate potranno ricevere un contributo fino ad un massimo di Euro 5.000.

Il secondo bando è finalizzato a sostenere progetti sia in ambito formativo - culturale, come percorsi formativi, attività educative ed iniziative culturali nei settori delle arti visive, musica, cinema, storia e cultura locale, sia in ambito sociale con iniziative a favore di persone bisognose o svantaggiate e relative alla conciliazione dei tempi lavoro famiglia. Saranno ammessi al bando i progetti che prevedano una spesa minima di 3.000 €. Il contributo erogato dalla Cassa per ogni singolo progetto non potrà essere superiore a 8.000 € e potrà coprire al massimo il 60% dei costi complessivi sostenuti.

Il prossimo Martedì 20 luglio alle ore 18.00 in videoconferenza è stato programmato un incontro di presentazione dei bandi con un approfondimento formativo sul tema della progettazione. Le associazioni potranno iscriversi compilando il form disponibile su www.lacassarurale.it entro il 19 luglio.

Inoltre alle associazioni interessate a presentare un progetto in ambito formativo culturale o sociale la Cassa Rurale offre la possibilità di un incontro individuale (in presenza oppure on line) con dei professionisti esperti in progettazione, per una consulenza sul progetto ed una verifica delle modalità di stesura della domanda. L’adesione alla consulenza individuale dovrà essere segnalata compilando l’apposito form sul sito de La Cassa Rurale entro il 23 luglio prossimo. Gli incontri si terranno nella settimana tra il 26 e il 30 luglio.

Regolamento e modulistica relativi ai due bandi sono disponibili sul sito internet della Cassa Rurale www.lacassarurale.it. Le domande dovranno essere presentate entro 23/08/2021. Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio Relazioni scrivendo a  This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.  oppure telefonicamente ai numeri 0465/896510 e 0465/896511.

È stata ultimata la distribuzione del Giornale delle Giudicarie di luglio da parte della Cooperativa sociale Lavoro, con sede in località Copera a Zuclo.

L'associazione che edita il Giornale delle Giudicarie chiede a chi non lo avesse ricevuto di segnalarlo all'indirizzo di posta elettronica This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. oppure di chiamare il numero della cooperativa: 0465-326420 oppure quello del Giornale delle Giudicarie, 0465322934.

 

Chi lo vuole sfogliare online lo trova qui

 

 

 

Alex Marini: “L'alveo del fiume ha subito modificazioni tali da rendere utopistico un ritorno alle morfologie dei secoli passati e assai limitate le possibilità di una "rinaturazione" del fiume». Così l'assessore Zanotelli rispondendo ad una mia interrogazione riguardo alla sicurezza degli argini della Sarca. In effetti l'assessore ha ragione... e infatti nessuno aveva chiesto di tornare allo stato della Sarca com'era ai tempi del Principe Vescovo (e no, non ci riferiamo all'epoca dellaiana). Ciò che si chiedeva è un progetto di riqualificazione del fiume Sarca. Cosa vuol dire? Come ha spiegato benissimo nei mesi scorsi Giuliano Trentini del Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale (Cirf) "trovare un nuovo assetto morfologico dell'alveo della Sarca che sia in equilibrio col nuovo assetto del bacino". Questo è assolutamente fattibile. Il problema infatti non è tecnico ma urbanistico e di uso concorrente del territorio, ovvero a livello politico bisogna decidere se si ritiene utile e consono riservare parte delle aree attraversato dalla Sarca allo sviluppo del fiume o se si ritenga di continuare a restringerlo e ingabbiarlo fino a trasformarlo in un canale che di naturale non ha nulla. La scelta è eminentemente politica ed è falso affermare che dal punto di vista tecnico ci sia qualcosa di impossibile.”

 

Ma le risposte sorprendenti dell'assessore Zanotelli sono state anche altre. Avevamo chiesto se si fosse agito per far dialogare il Servizio Bacini Montani col Parco Fluviale del Sarca, in maniera simile a quanto fatto in Provincia di Bolzano per la messa in sicurezza degli alvei dei fiumi. Zanotelli ci ha risposto che i Bacini Montani hanno partecipati ai gruppi di lavoro istituiti in occasione della nascita del Parco Fluviale del Sarca, al fine di spiegare quale fosse il loro ruolo istituzionale e che cose simili a quelle messe in atto dalla Provincia di Bolzano, Trento le fa assieme alla Carinzia. Questo purtroppo a noi non risulta, visto che non si possono confrontare né per tipologia né per estensione gli interventi bolzanini a quelli trentini. Ad esempio, a Bolzano hanno rimosso tutte le briglie sul Talvera, anche in città, e comunque hanno un piano molto ambizioso con decine di chilometri di riqualificazioni che un pezzo alla volta stanno portando avanti. A Bolzano si lavora in maniera innovativa insomma. In Trentino invece siamo più o meno fermi a un'iniziativa del 1999, con interventi che datano decenni. A prescindere da tutto questo, col Parco Fluviale del Sarca dalla Provincia hanno condiviso in tutto il documento "Piano di gestione della vegetazione del Sarca", il che non sembra esattamente una collaborazione  in grande stile, anzi...”

 

 

E a proposito di messa in sicurezza degli argini, come vanno le cose? A occhio e croce non proprio benissimo. Avevamo chiesto se esistessero piani di rischio per i corsi d'acqua trentini e se fossero stati aggiornati a seguito delle alluvioni degli ultimi 10 anni. Risposta: esiste una Carta della Pericolosità da fenomeni alluvionali e torrentizi che sta alla base della Carta di Sintesi della Pericolosità. Per quanto riguarda il bacino del Basso Sarca l'aggiornamento di questa Carta è subordinato ad uno studio idrologico e idraulico, commissionato quasi un anno fa e attualmente ancora in corso. Detto altrimenti, allo stato i piani di rischio della Sarca non sono aggiornati mentre per quanto riguarda gli altri corsi d'acqua trentini l'assessore ha preferito non elaborare.”

 

Insomma, a conti fatti ci pare che la gestione della Sarca e della sua sicurezza ponga più di un interrogativo, ma di fondo la questione è quella che accennavamo all'inizio. La politica deve decidere se vuole un fiume vitale, attrattivo e autentico, che rappresenti una ricchezza per il territorio e la popolazione oppure preferisca realizzare un canale di scolo da tenere nascosto e che sia costante fonte di disagio e pericolo per chi vive nelle sue vicinanze. A oggi, purtroppo, ci pare che chi governa il Trentino sia orientato più per la seconda ipotesi che per la prima.”

Titoli & Zootecnia. (La leggenda della mafia delle malghe parte II). Tra paventate speculazioni e aziende agricole che vengono private di importanti opportunità, c’è soltanto la cruda realtà del lavoro di allevatori. Uno dei lavori più pesanti del mondo, sia chiaro per tutti.

 

Così una sera d’estate in val del Chiese ci siamo trovati tra vecchi e nuovi amici pastori a parlar di titoli e di occasioni mancate. Ne abbiamo discusso ampiamente tra i prati del campiglio ad ammirare qualche bella agnella per ritrovarci poi nella cucina della baita. Abbiam finito per fare mezzanotte raccontandoci dell’uno o dell’altro caso.

 

In fondo, siamo arrivati alla conclusione che il primo plauso va fatto a quei sindaci, a quegli amministratori locali, che si siano spesi per impedire le speculazioni e favorire la zootecnia locale. Sono loro gli unici arbitri che si frappongono ad un’importante disponibilità finanziaria messa a fattor comune dalla Comunità Europea e l’ingordigia di alcuni allevatori o l’inedia di altri. Entrambe le tipologie vanno aiutate, guidate, governate.

Detto tra noi, nella zona, a mio modestissimo avviso, uno dei migliori è stato il comune di Sella Giudicarie.

 

Tra gli allevatori invece, io stimo quelli che ai Pagamenti Diretti ci badano e ci credono. Non è facile ottenere un “pacchetto titoli” adatto e di soddisfacente risposta economica. Possono rendersi necessarie ristrutturazioni aziendali in funzione della normativa che questi fondi li assegna. L’importante è attenersi sempre al proprio profilo aziendale senza lasciarsi tentare dall’ingordigia. Della criminalità non voglio nemmeno sentirne parlare. In Trentino i controlli ci sono e sono molto seri. Punto!

 

Per rendere edotto un qualsiasi poco informato ma curioso lettore, potrei scarificare l’oggetto di questo ragionamento raccontando una cosa. Se i contributi per i pascoli, (detti titoli) non vengono richiesti, Bruxelles se li tiene e li da qualcun altro (anche ad Orban ad esempio come potete tristemente leggere aprendo qui).

 

Io sto dalla parte delle malghe e della zootecnia genuina.

Lo avete sicuramente capito. Dalla parte di chi le malghe le coltiva, ci fa allevamento, ci fa il formaggio, le coltiva per le generazioni future. Non certo di chi le malghe non le pascola o fa trucchi dichiarando documentalmente che gli animali sono in malga quando non è vero. Ma a chi si lamenta che gli affitti salgono troppo e non si sa come fare, si risponde stimolandoli ad imitare chi si attrezza col miglior “Pacchetto Titoli” possibile.

 

Non basta, i proprietari, i comuni, le ASUC, gli enti locali devono fare da garanti sull’utilizzo tradizionale delle malghe. Mezzi per difendersi ne hanno a bizzeffe.

Il sistema di difesa non può essere infrangibile o perfetto.

Qualcosa può sempre andare storto. Ma quando la cronaca dipinge questi fatti con termini abominevoli come “mafia delle malghe” o speculatori senza scrupoli, fa male ad un intero settore, a tutta una categoria.

 

Tornando al caso dell’assegnazione guidata, gestita. Nella generalità dei casi funziona. E bene. Grazie alle estensioni delle nostre montagne, oggi in Trentino, arrivano ogni anno quasi 20 milioni di euro. Alimentando giusti canoni di affitto, in parte, finiscono anche nelle casse comunali. Altro motivo non da poco, che dovrebbe spingere a governare anziché subire questo sistema.

 

 

 

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Il perchè delle disparità

Sapete secondo me perchè si è generata tanta disparità, e di conseguenza invidia, tra alcuni allevatori rispetto ad altri? Per anni il Trentino ha vissuto un regime di omertà dove i premi li introitava solo chi sapeva. E se ne stava ben attento a non parlarne tanto in giro. Alla restante parte degli allevatori le notizie venivano passate poco quando non, per nulla.

Promuovere la reattività del mondo zootecnico ad un adeguamento a questo sistema pone noi amministratori davanti ad una responsabilità. Questi finanziamenti comunitari hanno aiutato anche molti trentini. Se questi non ne avessero approfittato, ci avrebbe comunque pensato qualcun altro, trentino o meno! Intorno a noi infatti, questo sistema lo conoscono in tanti. E lo usano pure molto bene.

 

Al motto del “chi dorme non piglia pesci” arrivi dunque il monito a chi ha sollevato un polverone sulla stampa in questi giorni. Arrivi forte la raccomandazione agli enti locali ad essere più incisivi nei bandi di assegnazione. All’uopo l’utilizzo dell’offerta economicamente vantaggiosa può andare benissimo.

 

Agli allevatori, ripeterò alla nausea di rivolgersi ai propri patronati agricoli, agli uffici periferici PAT, a qualche bravo commercialista, a chiunque trovino disponibile a verificare per bene se la propria azienda ha davvero valorizzato tutte le opportunità che la PAC prevede. Il suo Primo Pilastro, continuerà a finanziare i titoli. Se non ne approfitteranno i trentini lo farà qualcun altro.

 

Il conto è semplice. Attualmente la domanda unica in Trentino vale meno di 20 milioni€. Con 100mila ha di malghe se solo tutti avessero titoli non storici ma ricontrattati o riassegnati al proprio valore, solo con quelli potremmo superare di lunghezza i 25 milioni. Che affiancato ai premi per il bio, macellazione, razze in estinzione e poco altro comporterebbe a sfiorare i 30. Coraggio, allevatori, datevi da fare. Lo dico per voi.

Ah, un’ultima raccomandazione. Viste le info dalla stampa di settore di questi giorni, Bruxelles ha finalmente fornito le conferme che tutti aspettavamo – almeno fino al 2027 -. Per una volta questo tipo di burocrazia (e solo questo), porta gran bene alla zootecnia.

 

*

Michele Dallapiccola

Consigliere provinciale Pat, già Assessore Pat a Turismo ed Agricoltura

 

Avviso di selezione pubblica per soli esami per l’assunzione a tempo determinato e a tempo pieno di un “operatore elettrico”

 

In esecuzione della deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 94/2021, GEAS spa, indice una selezione pubblica, per soli esami, per l’assunzione a tempo determinato e a tempo pieno di un “operatore elettrico”. L’assunzione sarà effettuata per dodici mesi, a partire indicativamente da settembre 2021, periodo prorogabile con specifiche motivazioni fino a ventiquattro mesi complessivi, a discrezione insindacabile di GEAS spa. La figura professionale oggetto di assunzione rientra nella categoria “CS” prevista nel Contratto Collettivo Nazionale dei Lavoratori Elettrici e relativi accordi sindacali e sarà soggetta agli obblighi vigenti per il personale delle società a partecipazione pubblica nonché a quelli previsti nello statuto di GEAS spa e nei regolamenti interni applicabili.

La figura professionale oggetto di assunzione sarà impiegata da GEAS spa per lo svolgimento di svariate attività di tipo tecnico e operativo tra le quali le principali sono di seguito elencate a titolo indicativo e non esaustivo:

attività connesse alla gestione e manutenzione di impianti termici di edifici;

attività connesse alla gestione delle stazioni di telecontrollo di centrali termiche e acquedotti;

attività connesse alla gestione della qualità delle acque destinate al consumo umano;

altre attività operative rientranti nelle commesse affidate in house dagli enti soci di GEAS spa;

reperibilità connessa alle attività sopra elencate. Il trattamento economico spettante per la figura professionale in questione è il seguente, al lordo delle trattenute di legge:

stipendio tabellare mensile: 1.578.43 € lordi;

tredicesima e quattordicesima mensilità;

ogni altra spettanza dovuta per legge o contratto collettivo.

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É stato un duro inizio di weekend quello di sabato 3 luglio per il Soccorso Alpino che si é visto impegnato su piú fronti nell'arco di una sola giornata

 

Un’escursionista del 1969 di Bergamo si è infortunata al ginocchio dopo essere scivolata sul sentiero che porta a Malga Matarot alta in Val Genova, a una quota di circa 2.000 m.s.l.m.. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 14.50 da parte del compagno di escursione dell’infortunata.

 

Il Tecnico di Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino ha chiesto l’intervento degli operatori della Stazione di Pinzolo che hanno raggiunto l’infortunata, le hanno prestato le prime cure e la hanno stabilizzata per permettere il recupero con l’elicottero, avvenuto tramite il verricello. La donna è stata trasferita all’ospedale di Tione, mentre il compagno è stato accompagnato a valle dai soccorritori. Sul posto anche il gestore del rifugio Bedole.

 

Subito dopo aver terminato l’intervento, lo stesso elicottero è volato in val San Valentino per il recupero di due escursionisti illesi, incrodati a causa del maltempo sul sentiero attrezzato 225, in prossimità della Valletta alta, a una quota di circa 2.300 m.s.l.m.. Dopo un breve sorvolo i due escursionisti sono stati avvistati tra le nebbie. Il Tecnico di Elisoccorso del Soccorso Alpino è stato fatto sbarcare poco più in basso e, risalendo il pendio, li ha raggiunti e preparati per il recupero a bordo dell’elicottero con il verricello. Elitrasportati a valle, sono stati affidati agli operatori della Stazione Val Rendena Busa di Tione.

 

Foto dall'archivio

 

Tra gli interventi fuori dalle Giudicarie, giá poco prima delle 12, la Centrale Unica Emergenze è stata allertata per un biker del 1998 di Pordenone, infortunatosi ad un arto inferiore mentre stava facendo downhill sulle piste del Bike Park Alpe Tognola (San Martino di Castrozza). Il ragazzo ha perso il controllo della sua mountain bike in uscita da un salto ed è caduto a terra dopo un volo di circa tre metri, a una quota di circa 1.400 m.s.l.m..

Il Tecnico di Centrale Operativa del Soccorso Alpino ha chiesto l’intervento degli operatori della Stazione di San Martino di Castrozza che sono arrivati sul posto ed hanno prestato le prime cure mediche all’infortunato. Il ragazzo è stato stabilizzato, imbarellato, trasportato con la barella portantina per circa 200 metri e caricato sul fuoristrada in dotazione alla Stazione, attrezzato per il trasporto degli infortunati. E’ stato quindi consegnato all’ambulanza alla partenza degli impianti, per essere trasferito all’ospedale di Feltre

 

 

Intorno alle 15.20 invece la Centrale Unica Emergenze è stata allertata per un parapendio precipitato su una pianta in località Tizzon (comune di Samone) a una quota di circa 1.300 m.s.l.m. Gli operatori delle Stazioni Bassa Valsugana e Levico sono arrivati sul posto e con l’attrezzatura da tree climbing hanno scalato l’albero fino a raggiungere il pilota, illeso. Lo hanno quindi messo in sicurezza, calato a terra e accompagnato a valle. Per lui non è stato necessario il ricovero in ospedale.

 

 

 

TIONE - VALLE DEL CHIESE. “Alla prima edizione di Fly Fishing Festival, l'evento dedicato alla pesca a mosca in svolgimento nel corso di questo fine settimana a Tione e nei corsi d'acqua verso Storo, coinvolge non solo l'intero territorio delle Giudicarie e l'Alto Garda e relativi ambiti turistici, ma di fatto anche buona parte del Trentino.

Lo ha ribadito lo stesso assessore provinciale Roberto Failoni che assieme al collega Gottardi, all'onorevole Binelli e allo stesso sindaco di Tione Eugenio Antolini nonché Serafini, Marchetti e Bertolini hanno onorato il parterre dislocato all'interno dell'area fieristica - sportiva di Sesena. Assessori e parlamentari, anche se con toni e sfumature diverse, hanno rimarcato la portata dell'evento e ringraziato sia il Comune di Tione e Riva del Garda, Fierecongressi, l'Associazione Pescatori Alto Sarca e Alto Chiese per quanto hanno fatto e per quanto ancora andranno a fare in ambito ittico e di immagine.

 

 

Mi pare che con il Fly Fishing Festival - ha poi aggiunto l'assessore di Pinzolo - si sta andando verso la strada giusta, ossia quella della pesca a mosca oramai considerata una delle opportunità da cogliere e sviluppare; ciò darà modo di incentivare l'arrivo di quell'utenza italiana e internazionale che ancora non conosce realtà e patrimonio di queste acque , principalmodo Sarca & Chiese”. A dare ulteriore colore e risonanza all'evento anche la banda cittadina di Tione che conta una quarantina di strumentisti, diretta dal maestro Simone Serafini che tra le varie partiture ha eseguito il brano “Inno al Trentino”.

 

Ma sulla spettacolarità di Chiese e Val di Fumo si è sofferamato pure Domenico Zocchi che dei pescatori del Chiese è considerato il numero uno. “Non siamo solo noi a vedere la bellezza di quella tratta, ma anche gli stessi che provengono da fuori ne decantano colori, acqua e una natura alla pari di un Canada Trentino”. Zocchi con molta sportività e riconoscenza ringrazia poi rappresentanti istituzionali e suoi collaboratori. Grande riguardo a Hydro Dolomiti Energia Green Trophy non solo per la disponibilità in questa circostanza ma anche per quanto si andrà a fare tra un anno (3 – 4 luglio 2022) quando da queste parti si svolgeranno i Mondiali”.

 

Nel corso della due giorni ittica (sabato e domenica 26 e 27giugno) gli appassionati di pesca e di attività outdoor avranno l'opportunità di visionare il territorio nostrano oramai considerato capitale italiana della pesca a mosca con i suoi 500 km di acque cristalline.

Il fiume Sarca - tengono a far sapere Helga Spagnolo, Daniele Scaglia, Cristian Turrini e Luigi Barzaghi che con altri fanno parte alla sala macchine della realtà ittica del fondovalle - è sicuramente il luogo ideale per cimentarsi in prove di lancio, sperimentare l'antica tecnica della tenkara e allenarsi nella pesca con la ninfa mentre il fiume Chiese rappresenta di sicuro la miglior palestra lungo la quale addentrarsi in gara di pesca a coppie no kill a numero chiuso.”

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