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Wed, Apr

Sono arrivate in redazione due lettere, per molti aspetti diverse, ma accomunate dallo stesso senso di disgusto per un decreto sostegni che, a loro dire, non riesce minimamente a ristorare le enormi perdite dovute alle chiusure imposte dal governo alle attività commerciali. Ristori che effettivamente appaiono dei palliativi che non tengono minimamente conto delle esigenze delle piccole attività che nell'ultimo anno hanno registrato perdite sostanziose mentre hanno continuato ad avere praticamente le stesse spese. La domanda che sorge spontanea è quindi: Come fa un governo ad obbligare a tenere chiusa un'attività promettendo ristori e poi a distanza di un anno non vengono proposte che briciole che non servono a niente? 

La paura è che i piccoli imprenditori, le partite iva di piccole aziende e i liberi professionisti siano costretti a chiudere e che vengano spazzate via una moltitudine di persone che creavano ricchezza anche in Trentino. Di seguito le due lettere.

 

 

Ma stiamo scherzando? io lo spero proprio. E spero di non aver inteso bene la portata di questo decreto sostegni. Perché se è vero che vogliono liquidare imprese che sono ridotte allo stremo con questa elemosina è da partire con le forche. Stando a quello che scrivono i giornali questi potrebbero essere i ristori per un'impresa che ha registrato un totale di fatturato nel 2019 pari a 124.000 euro, ridotto a 40.000 euro nel 2020. La differenza complessiva di fatturato ammonta a 84.000 euro, superando quindi lo “scoglio” della perdita minima del 30 per cento prevista dal decreto Sostegni. Prima di applicare la percentuale di fondo perduto prevista per la propria classe di ricavi e compensi, bisognerà suddividere il dato della perdita totale di fatturato per i 12 mesi dell’anno. La perdita media mensile registrata nel 2020 rispetto al 2019 è pari in questa fattispecie a 5000 euro. Applicando la percentuale di fondo perduto spettante (50 per cento) alla perdita media mensile (7000 euro), l’importo spettante che ne risulta ammonta a 3.500 euro. Cioè, un'impresa che ha perso 84 mila euro, pari al 67% del fatturato, dovrebbe essere ristorata con 3500 euro. E cosa dovrebbe farci con 3500 euro? Se questa è la logica. Voi politici che non siete riusciti a contenere in nessun modo gli effetti della pandemia adottate lo stesso criterio sui vostri stipendi. Il vostro stipendio dovrebbe essere di 120 mila euro netti all'anno? Bene. Dividete per dodici mensilità e trovate che la mensilità media è di 10mila euro. Poi applicate il 50% e trovate che vi spettano in un anno 5 mila euro. incominciate a fare questo, poi potrete provare a proporre anche a noi questa porcata di ristori. Che vergogna! una presa in giro inaccettabile.

Roberto

 

 

Scrivo questa lettera perché ormai disgustato da quanto vedo ogni giorno in televisione e sui giornali non trovo altro sfogo che condividere con altri il mio stato di rabbia per una situazione che sto vivendo ma che non dipende da me, una situazione che ho subito e dalla quale difficilmente troverò una via d'uscita. Per mesi e mesi ho aspettato paziente che le promesse di ristori si materializzassero in aiuti concreti. Ed ecco finalmente il proclama del Presidente Draghi: “Questo decreto è una risposta significativa, molto consistente alla povertà, al bisogno che hanno imprese e lavoratori, una risposta parziale ma il massimo che abbiamo potuto fare all’interno di questo stanziamento” .  Una presa in giro colossale. Altro che risposta significativa l bisogno delle imprese. La mia piccola azienda nel settore del turismo da marzo 2020 a febbraio 2021 ha perso il 65% del fatturato. Ma se calcoliamo solo il 2020 ha perso "solo" il 28%, mentre attualmente nel 2021 ha perso il 96%. Pur quindi avendo perso per le chiusure legate al coronavirus oltre il 65% del mio fatturato non avrò diritto a nessun ristoro. Ora a me si prospettano due possibilità. Perdere tutto e mandare all'aria i sacrifici fatti fino ad ora. Combattere fino all'ultimo per rivendicare il mio diritto ad essere risarcito per i danni che le chiusure imposte dal governo hanno provocato. Spero di avere la forza di prendere questa seconda strada.

 

Mario 

 

Investire sulla crescita delle competenze delle persone è una prerogativa per La Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella, che prosegue nell’intento avviando per il quarto anno consecutivo “Associazione in Formazione online”, un’iniziativa che prevede l’organizzazione di una serie di percorsi formativi gratuiti online rivolti ai membri delle associazioni di volontariato operanti sul territorio di competenza della Cassa.

 

La Cassa Rurale si distingue per il proprio orientamento sociale, per la scelta di costruire il bene comune e di favorire il tessuto associativo proponendo iniziative in grado di creare opportunità di riflessione e informazione – afferma la Presidente Monia Bonenticon l’obiettivo di stimolare una crescita responsabile e sostenibile del nostro territorio.”

 

I corsi proposti hanno infatti l’obiettivo di fornire ai volontari un supporto formativo e strumenti conoscitivi utili per migliorare il loro operato e, per il secondo anno consecutivo, verranno erogati completamente online.

 

“Una modalità imposta da questo momento storico – commenta la Presidente - ma che riserva sicuramente delle opportunità: consente infatti di far incontrare volontari che operano su territori molto distanti, ma che condividono gli stessi valori e obiettivi. Ci piace allora immaginare che iniziative come questa siano in grado di creare anche occasioni di scambio, contaminazione e collaborazione tra le varie realtà associative presenti nella nostra zona operativa.”

 

I corsi si svolgeranno a partire dal 23 marzo e fino al 13 maggio sulla piattaforma Microsoft Teams.  Di seguito i titoli dei corsi disponibili:

1.       La sfida di essere e fare associazione oggi

2.       SPID, PEC e altre diavolerie

3.       Aggiornamento sulla Riforma del Terzo Settore

4.       Privacy, come gestirla?

5.       Piattaforme on line per incontrarsi

6.       Eventi online: dai live streaming ai webinar

7.       Ospitare un volontario europeo

8.       Associazioni in sicurezza

9.       Nuovi schemi di bilancio

10.   HACCP - corso di aggiornamento

11.   HACCP - primo corso

 

Form di iscrizione, calendario e contenuti dei corsi sono disponibili sul sito www.lacassarurale.it nella sezione dedicata alle Associazioni. Le iscrizioni dovranno pervenire entro 2 giorni dalla data di inizio del corso e per partecipare i volontari dovranno essere muniti di computer o tablet e disporre di un’adeguata connessione internet.

 

 

 

 

È nata la nuova Azienda per il Turismo (Apt) operativa da Madonna di Campiglio al lago d'Idro e risultato della riorganizzazione degli ambiti turistici regolata dalla Legge provinciale n° 8 del 12 agosto 2020 che ha ridefinito la promozione turistica territoriale e il marketing turistico in Trentino.

L'ASSEMBLEA STRAORDINARIA.

La costituzione della nuova Apt, con la nuova dimensione prevista dalla "Legge Failoni" (che ridisegna i confini degli ambiti turistici territoriali riducendoli da 20 a 11), è stata approvata dai soci dell'Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena nell'assemblea straordinaria (presente il 97,65% del capitale sociale) conclusasi poco fa in videoconforenza e coordinata dal presidente Tullio Serafini in collegamento dagli uffici di Pinzolo.

Tecnicamente, la neonata Azienda per il Turismo, che da oggi unisce in un unico ente Consorzio turistico Valle del Chiese, Consorzio turistico Giudicarie centrali e Apt Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena Spa, nasce da un'operazione straordinaria con la modalità del conferimento d'azienda dei due consorzi all'interno della società Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena Azienda per il Turismo Spa attraverso il conseguente aumento di capitale sociale della stessa (sono state emesse 1.600 nuove azioni di categoria speciale del prezzo nominale di 10 euro).

Una parte del valore per l'acquisizione delle azioni dei due consorzi, stabilito attraverso una perizia, sarà iscritta nel bilancio della nuova Azienda per il Turismo rafforzando ulteriormente il patrimonio netto di ApT stessa, il suo valore e, di conseguenza, anche il valore delle azioni detenute dai soci. Inoltre, l'aumento di capitale sociale di ApT non ha comportato alcun esborso in termini monetari per i soci attuali che hanno sì visto una riduzione minima della percentuale detenuta del capitale sociale di Apt, ma in alcun modo influente sugli equilibri tra gli attuali soci nella ripartizione del capitale sociale stesso. Le quote sono state infatti ridotte proporzionalmente sulla totalità degli azionisti.

Del nuovo Cda dell'Azienda per il Turismo fanno ora parte anche Daiana Cominotti (attuale rappresentante del Consorzio turistico Valle del Chiese) e Daniele Bertolini (attuale rappresentante del Consorzio turistico Giudicarie Centrali).

Ha partecipato all'assemblea straordinaria, per gli adempimenti previsti, anche il notaio Francesco Dalrì.

Il percorso di avvicinamento al risultato ottenuto oggi è stato caratterizzato da un processo di dialogo, confronto e condivisione avviato lo scorso anno dai rispettivi presidenti e direttori di Apt e dei due consorzi coinvolgendo gli operatori economici e gli amministratori rappresentanti dei territori interessati. Inoltre, è stato redatto un "Protocollo d'intesa", perfezionato e deliberato dai singoli consigli di amministrazione, con l'obiettivo di regolare il rapporto tra i tre enti per arrivare alla più efficace ed efficiente gestione turistica del nuovo ambito territoriale unitario.

PIÙ GRANDI SIGNIFICA ANCHE PIÙ FORTI?

Nel nuovo e più grande ambito si legge l'opportunità reciproca, per i territori coinvolti, di ampliare l'integrazione tra prodotti turistici diversi proponendo al potenziale ospite un ampio ventaglio di esperienze-vacanza e servizi disponibili tutto l'anno. Alcuni esempi: Madonna di Campiglio, traino del sistema, con lo sci e l'alta quota; Pinzolo, località "family" e anima "slow" della Skiarea, in costante crescita da un punto di vista qualitativo dell'offerta; la Val Rendena, con la sua ruralità e le bellezze naturalistiche; le Giudicarie Centrali e la Valle del Chiese con la qualità dei prodotti tipici, proposte di nicchia come il fishing e culturali come i forti della prima guerra mondiale. E, ancora, gli sport invernali ed estivi, i top eventi, le top experienze, l'alta gamma, la mondanità e la montanità, la storia, l'arte, la cultura, i borghi, i castelli e il Parco Naturale Adamello Brenta, presenza di grande rilevanza ed elemento unitario per il neonato ambito che si presenta come un mosaico di alta valenza turistica.

L'ambito indirizzerà una particolare attenzione alla creazione del prodotto turistico "all season" e alla vivibilità aumentata, argomenti sui quali i team di progetto interni all'Azienda per il Turismo sono già al lavoro.

ALCUNI DATI SUL NUOVO AMBITO TURISTICO.

Il nuovo ambito turistico si estende da Madonna di Campiglio al lago d'Idro, sul confine con la Lombardia, comprende 20 comuni amministrativi con 28.800 abitanti residenti. I posti letto alberghieri sono 9.600, 6.500 quelli del comparto extra-alberghiero e 63.000 i posti letto nelle seconde case e negli alloggi privati. La disponibilità di questi numeri genera, ogni anno, 1 milione e 300mila presenze turistiche negli hotel e 200mila nell'extra-alberghiero mentre 2 milioni sono le presenze stimate negli alloggi privati e seconde case. Ampia e diffusa è anche la presenza delle pro loco, ben 35.

Le sedi principali della nuova Azienda per il Turismo sono quattro e si trovano a Madonna di Campiglio, Pinzolo, Tione di Trento e Cologna nel Comune di Pieve di Bono-Prezzo.

LA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE.

"Si conclude oggi un percorso molto impegnativo che ci consegna un nuovo ambito ricco di eccellenze e diversità", afferma il presidente dell'Azienda per il Turismo Tullio Serafini aggiungendo che "queste differenze, all'interno del territorio, si incontrano e si completano le une con le altre rappresentando una solida base sulla quale costruire il turismo di domani, più sostenibile e caratterizzato da una nuova vivibilità. Ringrazio la presidente Daiana Cominotti e il presidente Daniele Bertolini per la sintonia e lo spirito collaborativo che hanno messo a disposizione lungo questo importante e complesso cammino".

 

Sono stati emessi ieri dall’Istat i dati aggiornati sulla mortalità nel 2020 in Italia, nelle provincie e in tutti i comuni italiani.  A livello italiano sono morte nel 2020 746146 persone a fronte di una media di 545620 per gli anni 2015-2019. C’è stato quindi un incremento della mortalità di circa il 15,6%.

 

Per quanto riguarda la provincia di Trento i decessi nel 2020 sono stati 6626, con un aumento della mortalità rispetto alla media 2015-2019 del 29,9%. In provincia di Bolzano i decessi sono stati 5458 con un incremento del 22,7% della mortalità rispetto al quinquennio precedente.

 

Estrapolando dalle tabelle i dati dei comuni giudicariesi emerge un dato molto chiaro. La mortalità nel 2020 in Giudicarie è cresciuta del 45,9%, molto al di sopra della media del Trentino.  Purtroppo nel 2020 in Giudicarie sono morte ben 560 persone, contro le 384 degli anni 2015-2019.  

 

 

Analizzando i dati dei singoli comuni non vi è uniformità. Ci sono 5 comuni che hanno registrato nel 2020 un calo della mortalità rispetto al periodo 2015-2019: Bocenago, Carisolo, Fiavè, Giustino, Castel Condino. Gli altri hanno avuto tutti un aumento della mortalità ma con percentuali totalmente differenti. I comuni che hanno registrato un aumento della mortalità maggiore sono stati Bondone (+203%), Stenico (+109%), Porte di Rendena (+87%), Comano Terme (+72%), Sella Giudicarie (+66%), Borgo Chiese (+61%).

 

Decessi

 

 

COMUNE

2015-2019

2020

incremento

incremento%

Bleggio Superiore

28

39

11

39,29

Bocenago

4

3

-1

-25,00

Bondone

5,6

17

11,4

203,57

Caderzone Terme

7

9

2

28,57

Carisolo

9,4

8

-1,4

-14,89

Castel Condino

2,6

1

-1,6

-61,54

Fiavè

12,2

12

-0,2

-1,64

Giustino

6,8

3

-3,8

-55,88

Massimeno

1,4

2

0,6

42,86

Pelugo

4

6

2

50,00

Pinzolo

28,6

37

8,4

29,37

Spiazzo

17

25

8

47,06

Stenico

11

23

12

109,09

Storo

42,8

60

17,2

40,19

Strembo

4,4

6

1,6

36,36

Tione di Trento

34,4

51

16,6

48,26

Comano Terme

23,2

40

16,8

72,41

San Lorenzo Dorsino

15,2

24

8,8

57,89

Valdaone

10,4

14

3,6

34,62

Pieve di Bono-Prezzo

20,6

28

7,4

35,92

Borgo Chiese

27,8

45

17,2

61,87

Borgo Lares

8,2

9

0,8

9,76

Porte di Rendena

16

30

14

87,50

Sella Giudicarie

25,8

43

17,2

66,67

Tre Ville

17,4

25

7,6

43,68

 

 

 

 

 

Giudicarie

383,8

560

176

45,91

 

 

 

 

È stata ultimata la distribuzione del Giornale delle Giudicarie di marzo da parte della Cooperativa sociale Lavoro, con sede in località Copera a Zuclo.

L'associazione che edita il Giornale delle Giudicarie chiede a chi non lo avesse ricevuto di segnalarlo all'indirizzo di posta elettronica This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. oppure di chiamare il numero della cooperativa: 0465-326420 oppure quello del Giornale delle Giudicarie, 0465322934.

 

Chi lo vuole sfogliare online lo trova qui

 

 

 

Perché un webinar a tema “donna e previdenza”? Perché sebbene il ruolo della donna nel mondo del lavoro sembri un fatto ormai riconosciuto - numerosi studi hanno dimostrato come il ruolo femminile in ambito lavorativo, sociale, finanziario ed economico abbia un impatto significativo sullo sviluppo del Nostro Paese - nella realtà le disuguaglianze sono ancora tante e marcate. La conciliazione e l’armonizzazione tra famiglia e lavoro ricade infatti ancora e sempre sulla donna. Maternità, cura dei familiari e lavori part-time sono fattori che incidono in modo importate sui versamenti previdenziali e conseguentemente sui trattamenti pensionistici riservati alle donne: in media le donne percepiscono pensioni molto più basse rispetto a quelle degli uomini. Ed allora, in questo contesto sociale, diventa non solo opportuno ma determinate anche per le donne pensare al proprio futuro previdenziale - afferma la Presidente Monia Bonenti”

 

 

La costruzione di una pensione integrativa, quale consolidamento del pilastro dell’assegno principale della pensione pubblica, è oggi davvero necessaria anche in considerazione che l’attuale sistema pensionistico italiano non è più in grado di garantire risorse sufficienti ad assicurare nel periodo della fine lavoro lo stesso tenore di vita precedente.  E questo è ancora evidente dopo la riforma Fornero con cui si è consolidato il passaggio dal metodo di calcolo retributivo a quello di calcolo contributivo. Se il metodo retributivo infatti si fondava sul valore delle retribuzioni degli ultimi anni lavorativi, assicurando in media un assegno pensionistico pari all’80% dell’ultimo stipendio, con il metodo contributivo l’assegno di pensione viene calcolato in base ai contributi versati e questo influisce significativamente sull’ammontare pensionistico di ciascuno che si ridurrà progressivamente, soprattutto per le nuove generazioni, fino a  raggiungere il limite del 50% del valore delle ultime retribuzioni.

Diventa dunque importante conoscere in anticipo l’ammontare dell’assegno pensionistico che si prevede di ricevere al fine di valutare l’adozione di un sistema pensionistico integrativo.

Marco Mariotti, Direttore Generale della Cassa Rurale, evidenzia come “in Italia alla fine del 2019, a fronte di una forza lavoro pari ad oltre 25 milioni di unità, gli aderenti ad un fondo pensione complementare rappresentavano solo il 31,4%. Se si analizzano i dati della Cassa Rurale vediamo come le situazioni dei nostri soci-clienti siano in linea con le medie di sistema. Segno questo che, anche nel nostro territorio, si deve aumentare la consapevolezza dell’importanza di rafforzare la copertura previdenziale individuale con strumenti integrativi quali l’adesione a forme di previdenza complementare”

Occuparsi della comunità significa anche questo ovvero creare opportunità di confronto e riflessione sui temi centrali per la nostra esistenza quale quello previdenziale. Temi in grado di migliorare, anche se in prospettiva, la nostra qualità di vita - sottolinea la Presidente Monia Bonenti.

L’appuntamento è per il prossimo 12 marzo alle ore 20.00 in modalità webinar per scoprire come l’essere donna influisca sui tempi e sulle modalità di accesso alla pensione, comprendere l’importanza delle forme di previdenza integrative e conoscere i principali vantaggi previsti dalla legge per favorire l’adesione ai fondi pensione.

Per partecipare è necessario compilare l’apposito form sul sito www.lacassarurale.it entro il prossimo 11 marzo.

 

Continuano gli appuntamenti serali di “I Martedì della Judicaria”, tutti i martedì alle ore 20.00, per un viaggio attraverso la letteratura, l'arte, la storia, l'ambiente della Judicaria.

 

Le conferenze saranno trasmesse in diretta sul canale Youtube “Centro Studi Judicaria”.

 

In allegato la locandina delle date del mese di marzo.

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