22
Wed, Apr

 

È un’iniziativa originale ed importante quella sostenuta dal Consorzio per il turismo Giudicarie Centrali nel prossimo weekend.

L’ente ha infatti deciso di supportare l’ultramaratonista Emilia Juliano che lunedì 12 ottobre alle 00:10, partirà da Campiglio per una nuova sfida: percorrere il Cammino di San Vili in giornata per solidarietà.

«È la prima volta – sottolinea il direttore del Consorzio per il Turismo Giudicarie Centrali Redi Pollini – che ci facciamo promotori e main sponsor di un evento come questo, ma siamo convinti che abbia un’importanza cruciale sia dal punto di vista locale che da quello sociale».

La corsa di Juliano partirà nelle prime ore del 12 di ottobre dalla chiesa di Madonna di Campiglio e si concluderà, nel pomeriggio di lunedì, sulla porta del Duomo di Trento. Un tragitto che l’atleta dovrebbe percorrere in 14 ore seguendo tutto il percorso SAT di San Vili Basso: dalla Val Rendena, alle Giudicarie Centrali, dalle Esteriori al Lago di Toblino passando per Sopramonte ed arrivando nel capoluogo trentino.

Un’iniziativa a cui Juliano non è nuova: «da qualche mese – spiega - vivo in Italia. Sono originaria di Necochea in Argentina e organizzo da molti anni eventi sportivi di beneficenza. Un esempio è la "Maratona del Legno", nella quale ho corso 42km intorno a casa mia a Bolbeno, durante la quarantena a beneficio dell'ospedale della mia città in Argentina, per affrontare la crisi sanitaria Covid-19». Un evento seguito da molte persone sui social che ha catturato anche l’attenzione dei media trentini.

 

Lunedì sarà dunque la volta del Cammino di San Vili ed ogni chilometro percorso sarà “scambiato” con una donazione all'associazione Robin Hood di Tione di Trento. «Da quando sono arrivata qui – prosegue Juliano - sono rimasta colpita dall'acronimo "SV" che ho visto su pietre e muri mentre mi stavo allenando sui sentieri delle Giudicarie... ho iniziato a indagare di cosa si trattasse e ho scoperto che esisteva una storia dietro il luogo dove vivo adesso, molto interessante e che merita di essere conosciuta. Ho iniziato a scoprire i luoghi in cui passa il sentiero, i suoi paesaggi incredibili e il significato di ogni punto che attraversa... e la magia della strada mi ha completamente catturato».

Una proposta che non poteva passare inosservata al Consorzio, ente che, fin dal principio, si è fatto promotore attivo di questo sentiero.

«Il Cammino di San Vili – commenta il presidente del Consorzio Daniele Bertolini – è una realtà che ci sta molto a cuore. Quando abbiamo saputo di questa iniziativa ci siamo fin da subito sentiti positivamente coinvolti. Ecco perché, anche a titolo simbolico, abbiamo deciso di contribuire acquistando i chilometri che si trovano nel nostro ambito».

«Già molte persone – conclude Juliano – sia dall’Italia che dall’Argentina stanno collaborando per la raccolta fondi che permetterà di aiutare un’associazione di cui conosco il lavoro che fanno da quasi 10 anni a Tione e sono davvero gentili. Fanno volontariato per attutire il bisogno delle famiglie che non possono permettersi le spese per il cibo: un bisogno umano fondamentale che non dovrebbe mancare in nessuna circostanza. Credo che tra tutti noi possiamo fare piccoli sforzi o contributi in modo da coesistere in un luogo con pari possibilità».

Chi volesse seguire la sfida di Juliano potrà collegarsi alla pagina Facebook “San Vili X Robin Hood” al link https://www.facebook.com/sanvilixrobinhood.

Gli interessati potranno contribuire scegliendo un chilometro da 1 a 100 e facendo una donazione all’Associazione Robin Hood (Cassa Rurale Adamello - Associazione ONLUS Robin Hood "Padre Matteo D'Agnone" - IBAN: IT86U0802435660000004101589) indicando nella causale il proprio nome ed il numero del kilometro scelto. (es: Emilia Juliano - Km 10).

Approvata dalla Giunta la convenzione per il “Laboratorio alpino”, su proposta del vicepresidente Tonina. Dolomiti patrimonio Unesco, nuova alleanza con la Sat per la valorizzazione.

Si rafforza l’alleanza tra Provincia autonoma di Trento e Sat (Società degli alpinisti tridentini) per la valorizzazione delle Dolomiti, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. La delibera approvata dalla Giunta, su proposta del vicepresidente Mario Tonina – che ricopre il ruolo di presidente della Fondazione Dolomiti-Unesco – prevede che sia proprio la “Casa della Sat” ad ospitare le iniziative del “Laboratorio alpino e delle Dolomiti bene Unesco” anche nel 2020 in collaborazione con Fondazione, Trento Film Festival, Tsm – Trentino school of management e il Muse.

Grazie a questo progetto, la nostra terra di autonomia continuerà a fare leva sui propri elementi caratteristici, come l’ambiente e il territorio montano, per consolidarne la vocazione turistica e sostenere le comunità locali perché siano competitive e innovative in un mercato sempre più globalizzato, preservando caratteristiche distintive ed equilibrio sostenibile” sono le parole dell’assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione.

Per Piazza Dante l’iniziativa richiede una spesa di 18mila euro, a fronte dei buoni risultati già ottenuti dalla Sat in termini di progetti culturali e di conoscenza delle Dolomiti. Nelle premesse della convenzione tra Provincia e Sat si rileva dunque la volontà di proseguire nella collaborazione tra i due enti per sostenere la diffusione dei valori del riconoscimento Unesco, stimolando la partecipazione attiva nell’ambito del Laboratorio alpino allestito presso la Biblioteca della montagna della Sat.

Si garantisce così il confronto e la circolazione delle idee e dei contributi della cittadinanza e di tutte le realtà che, a diverso titolo, si interessano della promozione della montagna e del suo patrimonio su diversi fronti: naturalistico, ambientale, culturale, paesaggistico e percettivo. Il Laboratorio continuerà ad essere teatro di attività culturali e iniziative di vario genere che spaziano dai laboratori ai cineforum, fino ai seminari e alle esposizioni tematiche ed esperienziali. Tra gli obiettivi, figura anche l’implementazione del patrimonio librario e documentario della Biblioteca della montagna.

Durante quest’estate sono ripassato a Passo Tremalzo, una delle località turistiche dell’antica Judicaria, oggi Val di Ledro, più rinomate e belle del Trentino occidentale ai confini con la Lombardia, tanto è vero che negli anni sessanta, settanta e ottanta era una meta sia estiva che invernale per migliaia di turisti e dove furono fatti iniziali investimenti immobiliari e sciistici. Una meta che per altitudine e panorami sul lago di Garda, sul Monte Altissimo e sul Gruppo Adamello non ha nulla da invidiare alle decine dei già famosi noti passi tra il Trentino e l’Alto Adige.

Per la popolazione del Basso Chiese, Val di Ledro, Riva del Garda e Basso Sarca era diventata una località, dove trascorrere una giornata in alta quota per mangiare e passeggiare e per i più decisi valicare Passo Tremalzo per scendere a Tremosine e sul Lago di Garda, in una delle più belle e spettacolari traversate. un’attrattiva turistica che aveva  importanti ricadute economiche e occupazionali sull’intera area. 

Quando la stazione lavorava a pieno ritmo c’erano tre ristoranti attivi, tra cui un vero e proprio albergo, una serie di complessi residenziali ed esercizi commerciali.

La stazione montana che era stata anche un’importante area sede del CAI, il Club Alpino Italiano, con una vera e propria imponente costruzione autonoma, segno e dell’importanza che aveva avuto prima e durante la Grande Guerra per la sua posizione esattamente sul confine con l’Austria che divenne teatro di guerra del fronte tra il monte Cadria, il monte Sperone e Riva del Garda. Trasformarla in un museo della guerra ’15-’18 come il museo al passo Fedaia potrebbe essere un iniziativa con importanti ricadute.

La decadenza è iniziata alla fine degli anni Novanta quando di fronte alla necessità di rinnovare gli impianti sciistici con una nuova gestione e manutenzione della strada che scende a Tremosine e Limone, li stessi comuni locali non trovarono un accordo, lasciati soli anche dall’indifferenza delle autorità provinciali, orientate esclusivamente verso alle grandi stazioni ai confini con l’Alto Adige.

Il mancato rinnovo degli impianti e i sempre più stringenti regolamenti paesaggistici hanno così via via reso sempre più difficoltosa la manutenzione e il passaggio dei veicoli sul passo, diradando sempre più la presenza turistica soprattutto lombarda e tedesca.

Oggi andando a Tremalzo che rimane una stazione montana di una bellezza naturale sublime, attenzione naturale perché dissodata e usata dall’uomo per millenni, si apre una visione di alberghi e appartamenti chiusi quando non abbandonati e in parte diroccati, la casa del CAI che sta perdendo le ante alle finestre.

Le due strade che scendono a passo Nota e Tremosine una vietata e l’altra impraticabile dalle autombile con il fatto che in pieno agosto di vedere pochissimi turisti in un luogo strategico.

Allora viene in mente la recente costruzione del ponte tibetano ad Arco, opera che possiamo definire come ultimo miglio e che offre al turista i panorami che possono essere visti, attraversati, percorsi, grazie opere come appunto i ponti tibetani, ma anche piccole cremagliere e funivie, compreso l’ultimo chilometro finale nella piccola località per salire a castelli ristrutturati, seguendo le indicazioni dell’urbanistica tedesca, uscendo dall’esagerata considerazione del reperto archeologico, o cascate e punti panoramici creando flussi turistici e diffuso reddito e benessere, oltre che tassazione per i bilanci provinciali.

E’ una tendenza verso cui si stanno orientando tutti i paesi turistici del mondo, vincendo le reazioni esagerate degli ambientalisti e dell’urbanistica, che mette mille regole per riparare il tetto di una malga o di una casa rurale che poi cadono, mentre autorizza laghi artificiali per l’innevamento e piste di down hill. 

Il governo del territorio Trentino, sembra aver voluto impostare un modello di economia di scala influenzato dal modello padano basato sull’accentramento d’imprese e servizi, che in montagna finiscono con il creare delle periferie mentre in Alto Adige, anche per effetto del trilinguismo, nessun ambito anche nei territori più periferici, è stato abbandonato. 

Il Trentino turistico era partito con centinaia di piccoli skilift e tutte le montagne erano piene anche di gente locale. Tremalzo era tra queste e aveva attirato folle di primi sciatori e molti ristoranti e alberghi che oggi operano sono nati in quel periodo grazie alla libera iniziativa e alle norme urbanistiche che in quegli anni erano molto più razionali. E se oggi abbiamo la montagna parzialmente recuperata lo si deve a quel periodo quando molti iniziarono a ristrutturare le case “da mont” creando un forte indotto economico per imprese, idraulici, elettricisti, falegnami e mobilieri. Molti avevano la casa più bella al monte che non in paese. 

Oggi nelle Giudicarie, come a Tremalzo, un buon 30% per cento dei ristoranti di allora è stato chiuso indicando proprio l’abbandono di un’area strategica che collega la Lombardia al Trentino. 

Ecco perché partendo dalla situazione di abbandono in cui si trova Passo Tremalzo, si deve ripensare a tutta la grande area delle Valli Giudicarie che geograficamente comprendeva Val di Ledro e Basso Sarca, e non sempre solo della Rendena, a partire da nuove regole per riaprire il Passo Tremalzo alla circolazione, e agli aiuti per il ripristino di minima attività sciistica per la Valle distante sia da Pinzolo che da Andalo. 

Per le Giudicarie i collegamenti con Val di Ledro per Riva del Garda, con Val Vestino per Salò e con Brescia via Valle Sabbia hanno un’importanza economico strategica decisiva per l’intero Trentino, che a Trento non hanno mai compreso. Basti pensare al vecchio progetto ferroviario di fine ‘800, sistema di trasposto su cui sta puntando la Svizzera anche per la valle più remota con costi che sono un terzo dei nostri. Forse dovremmo dire alla casta dei tecnici di rivedere norme, procedure e costi di progettazione e realizzazione.

Se pensiamo a come la Provincia di Bolzano ha collegato i comuni tedeschi di Proves con l’Alto Adige, e a quanto siano incapaci gli stessi rendeneri di comprendere un collegamento dignitoso del Basso Chiese con la vecchia Val Vestino trentina e la Val di Ledro, comprendiamo l’abbandono non solo di Tremalzo, ma di tutta l’area giudicariese, dovuta alla miopia strategica della vecchi classe politica nei confronti di questa area geografica strategica e naturalmente bellissima.

 

 

 PAT, maltempo della giornata di ieri:

Fra le criticità maggiori quella del fiume Sarca. Maltempo, la situazione delle strade alle ore 14.00 di ieri. In queste ore il maltempo ha colpito il Trentino. Ecco nel dettaglio i principali problemi alla viabilità, fra le criticità maggiori quella del fiume Sarca.

 

Chiusura per prevenzione esondazione
Statale 249 della Gardesana Orientale in località Linfano per rischio esondazione fiume Sarca.
Statale 45 bis in via della Cinta nel Comune di Arco (ponte) per rischio esondazione fiume Sarca.
Ponte sul Sarca lungo la provinciale 236 al km 0,300 nel comune di Spiazzo Rendena

 

Chiusure per schianti alberi
Statale 620 Passo Lavazè, dal passo fino al confine con provincia di Bolzano; chiuso anche il lato di Bolzano.
Provinciale 31 Passo Manghen, dalla località Piazzol a Molina Fiemme fino alla località Maso Bianco a Telve di Sopra.
Provinciale 224 del Passo Redebus, dall’imbocco della provinciale 83 di Pinè fino al passo.

 

Chiusura per erosione rampa
Provinciale 57 Cis – Livo in località Molini.

 

Chiusura per smottamento
Provinciale 14 di Tovel, dal km 1,600 a fine strada (lago di Tovel)
Provinciale 138 del passo della Borcola da inizio strada (causa smottamenti in provincia di Vicenza).

 

Coppola, Verdi del Trentino: “Non è possibile occuparsi del fiume Sarca solo quando spaventa”

Il Sarca spaventa ancora dopo appena un mese dall’ultima allerta. A causa dell’ondata di maltempo che sta imperversando sul Trentino, il sindaco di Arco ha lanciato l’allarme per possibili esondazioni nella zona industriale di Linfano. La popolazione è stata invitata a restare a casa. Allagamenti a Prabi e a Dro. Chiuso il ponte di Arco. Ma disagi sono stati segnalati anche in tutta la val Rendena. Il Sarca è esondato anche a Ponte Arche e Comano. Le sponde del lago di Garda sono già invase dal materiale trasportato dal torrente a 300 mc al secondo.

Non è possibile occuparsi del Sarca solo quando minaccia l’esondazione o esonda e lo si dimentichi nei momenti in cui non desta preoccupazione. Le conseguenze dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti e le piogge torrenziali sempre più frequenti. È necessario un piano straordinario di riassestamento dell’alvo e degli argini per prevenire eventi drammatici. La manutenzione e la cura di fiumi e torrenti non è più rinviabile. E rappresenta un punto di attenzione che deve avere priorità assoluta”.

 

Alessia Ambrosi, Consigliere Lega Trentino, ringraziamenti ai Vigili

Dopo il verbo “amare” il verbo “aiutare” è il più bello del mondo! E questo è un po’ il motto dei Vvf, gli angeli dei nostri tempi che si interessano agli altri prima di interessarsi a sé stessi. A tal proposito desidero ringraziare i nostri vigili del fuoco che sono impegnati sul territorio per fronteggiare il mal tempo che ha colpito la nostra provincia.

In particolare coloro che in queste ore stanno lavorando a Comano e in Valle dei Laghi”.

 

Anche in Trentino l'uso della mascherina è diventato obbligatorio all'aperto e nei luoghi chiusi. Lo prevede il nuovo Decreto firmato dal presidente del Consiglio dei ministri, che ha peraltro prorogato la dichiarazione dello stato di emergenza da Covid-19 fino al 31 gennaio 2021. Per i trasgressori sono previste multe che vanno da 400 a 1.000 euro.

Il Dpcm prevede che il dispositivo per la protezione di naso e bocca vada sempre portato con sé e indossato quando ci si trovi a contatto con altre persone che non risultino congiunti. Quindi va indoossato anche quando ci si relaziona con familiari ed amici se non conviventi ed in ufficio, a meno che non si stia in stanza da soli. L'obbligo decade qualora “le caratteristiche dei luoghi o le circostanze di fatto” garantiscano in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto alle persone non conviventi: la mascherina va quindi indossata quando si sta in strada o in piazza, mentre nelle zone isolate bisogna essere pronti a metterla se si incontrano altre persone. Il dispositivo non va portato abitualmente in casa propria, ma ne viene comunque raccomandato l'uso in presenza di persone fragili conviventi o in visita occasionale.

Sono tre le categorie esentate dall'obbligo: i bambini di età inferiore ai 6 anni; i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché coloro che per interagire con loro versino nella stessa incompatibilità e le persone che stanno svolgendo attività sportiva. La mascherina deve essere indossata se si viaggia in auto con persone non conviventi, mentre non è necessaria per chi sta da solo o va in bici. L'obbligo rimane su autobus e treni, oltre che alle fermate quando si è in attesa di salire a bordo del mezzo: sugli scuolabus in Trentino la mascherina va indossata per l'intero tragitto da chi ha più di 3 anni di età. Le regole a scuola non cambiano: la mascherina va calata su naso e bocca mentre si raggiunge l'aula, se ci si muove in classe o per andare in bagno, mentre può essere tolta una volta seduti al proprio banco. Al ristorante, al bar o al pub la mascherina deve essere indossata quando non si è al tavolo.

Restano in vigore le misure previste finora, con il distanziamento fisico di almeno un metro, il divieto di assembramento; il rispetto delle misure igieniche come il lavaggio delle mani o l'utilizzo di gel e l'obbligo di rimanere a casa qualora si abbia più di 37,5 gradi di febbre.

Sembra che in questo 2020, per altri versi molto difficile, sia davvero arrivato anche il momento della viabilità giudicariese, dopo anni di lamentele e con dei collegamenti che sono obiettivamente fra i peggiori del territorio provinciale. La Provincia ha inserito in bilancio fra le opere finanziate la variante di Pinzolo, mettendo sul piatto 80 milioni di euro e qualche spicciolo, l’adeguamento della galleria di Ponte Pià, per 25 milioni di euro, la sistemazione della strada nel tratto San Lorenzo - Molveno con 3,6 milioni e 1,4 milioni di euro per l’allargamento della strada provinciale del tratto verso Lundo. 

È già molto più di quanto si è visto negli ultimi anni, ma la ciliegina sulla torta insperata (ma, attenzione, questa è a debito per ora) anche la variante di Comano Terme. Tanta grazia non si era mai vista, la presenza in giunta di tre giudicariesi deve aver presentato il caso, grave, delle condizioni della viabilità locale, in maniera abbastanza convincente da iniziare a vedere dei passi avanti. “A seguito di risorse importanti di cui possiamo disporre anche per le conseguenze sanitarie che ci sono state nei mesi scorsi legate alla pandemia - spiega il vicepresidente della Provincia Mario Tonina - possiamo vedere concretizzati dei progetti importanti che c’erano già e di cui i territori chiedevano la realizzazione ma anche per mancanza di risorse non si era mai riusciti a portare avanti fino al cantiere”. La circonvallazione di Pinzolo era stata inserita dalla giunta in carica in assestamento di bilancio a fine anno scorso, gli altri interventi sono invece arrivati con il documento di programmazione settoriale del comparto viabilità che vale per gli anni 2020-2022, e con i suoi aggiornamenti più recenti, fino alle misure legate al Covid. Si è pescato da diverse parti per mettere risorse sulla viabilità della vallata. L’11 settembre scorso, il documento di programmazione settoriale del comparto viabilità della Provincia è stato ulteriormente aggiornato e nella tabella approvata con delibera del presidente Maurizio Fugatti, la giunta provinciale ha dato l’ok ad una nuova pianificazione di interventi prevedendo lo stanziamento di risorse aggiuntive per 83 milioni di euro. Fra queste opere sono stati inclusi interventi che erano stati sospesi nelle precedenti programmazioni in attesa di reperire le risorse, ma che risultano essere in avanzato stato di progettazione e che quindi si prestano a una rapida realizzazione. Opere che, nel ragionamento della giunta provinciale, permettono di migliorare i collegamenti viari ma anche, essendo avanti nella progettazione e quindi velocemente cantierabili, all’esigenza economica di sostenere le imprese del territorio. È proprio fra questi lavori che compare anche l’adeguamento della galleria di Ponte Pia. “Le gallerie sono un risultato storico per tutte le Giudicarie, erano ferme dal 2003 – spiega l’assessore Mattia Gottardi - la variante di Pinzolo e quella di Comano sono essenziali per il comparto turistico delle due località. Chiaro che la soddisfazione è tanta nel vedere questi progetti diventare finalmente realtà”.

La variante di Comano Terme è un discorso diverso, ferma alla progettazione preliminare, ma già vederla comparire nei piani provinciali fra le opere da finanziare con debito fa sperare tutto il comparto del turismo locale che su una viabilità alternativa conta per poter fare un balzo di qualità e benessere. La circonvallazione di Comano Terme è finanziata a debito: ovvero, il consiglio provinciale ha approvato 300 milioni di euro di investimenti in tre anni e fra questi 80 milioni sono destinati proprio alla variante di Comano. Ora è un percorso da costruire, ben più lungo rispetto alla variante di Pinzolo per cui la progettazione esecutiva è in corso, ma che la circonvallazione di Comano non sia stata depennata dal prossimo decennio, come appariva fino a pochi mesi fa, è una buona notizia. Tanto che si sta ragionando di dirottare i 6 milioni di euro che erano stati previsti per l’allargamento della strada della Selva - quella che sul comune di Stenico ha permesso di bypassre l’abitato di Ponte Arche nelle chiusure estive e rappresentava un tamponamento temporaneo rispetto alla realizzazione della variante - per completare il tratto di ciclabile dopo l’ultima galleria del Limarò nel collegamento verso Sarche. Tratto che diventa strategico visto che il il collegamento fra il paese di Sarche e la ciclabile ricavata dalla vecchia strada verrà realizzato nei prossimi mesi. “Credo che tutti questi interventi - spiega l’assessore Roberto Failoni - siano importanti perché le Giudicarie vanno guardate nella loro completezza: dalla circonvallazione di Comano che ha avuto un primo finanziamento, alla variante di Pinzolo che lo abbiamo visto anche questa estate quanto è indispensabile e con le gallerie andiamo a migliorare sia la viabilità che la sicurezza della ciclabile. Importante è che non si scherzi sulle tempistiche che verranno date, saremo molto vigili su questo perché le opere sono improcrastinabili dopo tanti anni che si attende”.

 

Si sono concluse le operazioni di voto per l'elezione dei sindaci, rinnovare i consigli comunali e per il Referendum Costituzionale. 

In base ai dati della Regione, l'affluenza alle 15 di oggi, lunedì 21 settembre, si attesta al 63,99% dei 442.100 aventi diritto.

In Giudicarie la maggiore affluenza si è avuta a Bocenago dove Luca Riccadonna ha sfidato il sindaco uscente Walter Ferrazza portando l’affluenza all’85%. Buona partecipazione anche a Pelugo, Giustino, Massimeno, Strembo e Fiavè dove si sfidavano deu candidati per la carica di Sindaco. Sottotono l’affluenza a Storo (69%). In altri comuni dove si presentava un unico candidato si è temuto il commissariamento. E’ il caso di Carisolo dove si è arrivati al 52, 95% e di Stenico dove l’affluenza è stata del 53,32%. Confermati comunque tutti i sindaci laddove si presentava un candidato solo. Flavio Riccadonna a Bleggio Superiore, Michele Cereghini a Pinzolo, Giorgio Butterini a Borgo Chiese, Marcello Mosca a Caderzone Terme, Stefano Bagozzi a Castel Condino, Matteo Leonardi a Tre Ville, Monica Mattevi a Stenico, Attilio Maestri a Pieve di Bono Prezzo, Giorgio Marchetti a Borgo Lares, Barbara Chesi a Spiazzo, Arturo Povinelli a Carisolo, Enrico Pellegrini a Porte di Rendena.

  

 

Ora le procedure prevedono lo spoglio delle schede del referendum, mentre dalle 9 di domani, martedì 21 settembre, è previsto quello per le comunali.

More Articles ...