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Wed, Apr

Salgono i contagi in Trentino, e lo fanno in maniera significativa. E salgono i deceduti a 28,  13 nella sola giornata di oggi. La media dell'età dei deceduti è di 86 anni. 

1067 i contagiati ad ieri. 1306 quelli ad oggi, con un più 239 contagi in sole 24 ore. Questi i numeri emersi nella consueta conferenza stampa della Provincia per aggiornare sull'emergenza coronavirus. 

165 i contagiati in Giudicarie sui 1067 registrati in Trentino. 46 in Val Rendena, 15 in Busa di Tione, 92 in Valle del Chiese, 12 nelle Esteriori.

793 persone a domicilio, 198 negli infettivi, 34 in terapia intensiva. Un signore di 85 di Pieve di Bono purtroppo è deceduto. 

Qui sotto i dati comune per comune

 

Val Rendena 46 contagiati

Carisolo 2

Pinzolo 20

Giustino 3

Massimeno 1

Caderzone 8

Bocenago 3

Strembo 1

Spiazzo 5

Porte di Rendena 3

 

 

Busa di Tione, 15 contagiati

Tione 12 

Borgo Lares 2

Tre Ville 1

 

 

Valle del Chiese, 92 contagiati

Sella Giudicarie 11

Pieve di Bono Prezzo 20

Valdaone 5

Borgo Chiese 38

Castel Condino 2

Storo 13

Bondone 3

 

 

Esteriori, 12 contagiati

Bleggio Superiore 2

Comano Terme 4

San Lorenzo Dorsino 2

Stenico 4

 

I bambini hanno il sacrosanto diritto di pensare, sperare e sognare che ANDRÀ TUTTO BENE. Vedere esposti su balconi e finestre (anche di casa mia) disegni raffiguranti un sorriso rovesciato a forma di arcobaleno, diciamocelo, scalda un pochino il cuore in un momento in cui tutto appare freddo (nonostante le belle giornate) e surreale. Siamo colpiti, in particolare, da un “silenzio assordante” che è calato ovunque, una situazione ambientale che ci riporta indietro di decenni e sconosciuta alle generazioni più giovani.

Il mondo si è repentinamente fermato, la storia pare essersi cristallizzata come di fronte a un baratro, per superare il quale, servirebbero ali (un vaccino) di cui oggi, purtroppo, ancora non disponiamo.

NON STA ANDANDO BENE E NON È DETTO CHE “ADRÀ TUTTO BENE”, è ora di rendercene conto.

Oggi, giovedì 19 marzo 2020, in Italia sono state superate le 3.000 vittime provocate dal virus (il numero di morti è maggiore di quello registrato in Cina!) e tante altre ne iscriveremo nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e forse mesi: per lo più “nonni”, costretti a morire lontano dagli affetti più cari, in un letto di ospedale. Questi decessi, devastanti per la persona malata e per i famigliari, sembrano riproiettarci indietro nel tempo, quando piangemmo tanti nostri connazionali caduti al fronte in una condizione di sofferenza resa ancora più amara dalla solitudine: sta accadendo qualcosa che credevamo fosse anacronistico, una possibilità non compatibile con l’epoca contemporanea;

a fianco di queste persone si trovano esclusivamente medici e personale sanitario, le categorie più provate da da questo tsunami, costretti a turni estenuanti e soprattutto a mettere a repentaglio la propria vita per salvaguardare quella degli altri; molti di loro sono stati inevitabilmente contagiati e alcuni non ce l’hanno fatta;

non se la passano molto meglio coloro che non hanno ancora contratto la malattia, costretti improvvisamente ad un cambio radicale delle condizioni esistenziali: alla preoccupazione per cari ed amici malati si somma spesso l’impossibilità di continuare a lavorare in condizioni di normalità, di vedere i figli formarsi a scuola e all’università, di esercitare quelle passioni e quindi quella libertà d’azione e di svago che i tempi moderni ci avevano regalato; siamo tutti costretti ad un periodo di “prigionia” all’interno delle nostre abitazioni e a relazionarci con amici, parenti colleghi solo attraverso le “fredde” (ma mai tanto benedette!) tecnologie;

il Coroinavirus naturalmente non intacca solo la sfera sanitaria e quella sociale, ha ripercussioni drammatiche anche sull’economia: esercizi commerciali, enti e aziende sono costretti a chiusure forzate, rischiando di incanalarsi in situazioni di crisi irreversibile e ponendo i lavoratori in una condizione di grande preoccupazione rispetto alla capacità di garantire un reddito a se stessi e alle famiglie.

E allora riconosciamolo con onestà intellettuale, NON STA ANDANDO E NON ADRÀ TUTTO COSÌ BENE, perché le conseguenze di queste situazioni si protrarranno per molto tempo.

Ma il rischio è quello che possa ANDARE ANCORA PEGGIO per COLPA di chi non ha compreso la dimensione del problema e non rispetta le regole: per responsabilità di coloro che continuano a scappare da casa, per farsi un giro al supermercato o praticare lo jogging; per andare in montagna o recarsi presso la propria baita, non considerando che, tra il resto, un eventuale infortunio genererebbe situazioni di ulteriore stress per strutture sanitarie già pesantemente provate; per quelli che si spostano insieme all’interno di un abitacolo senza le dovute precauzioni e poi magari se la prendono con le forze dell’ordine, che giustamente richiamano comportamenti responsabili e consapevoli; per tanti giovani che, considerando il Coronavirus un problema altrui, non perdono occasione per ritrovarsi e godersi una “vacanza non programmata”.

E’ vero, in Cina ed in particolare a Wuhan le cose stanno tornando a una relativa normalità, ma tutti sappiamo che tra il popolo cinese e quello italiano ci sono delle differenze di comportamento sostanziali. E lo stesso vale per le forme di governo.

Uno sguardo sul futuro non ci lascia maggiormente sereni: non sappiamo se, come e quando finirà questa emergenza, ma abbiamo già certezza del fatto che essa avrà strascichi dolorosi ad ogni livello per molto tempo: negli affetti, nell’economia e nelle abitudini di vita. E allora, lo ripeto per l’ultima volta, ADRÀ (RELATIVAMENTE) BENE, SOLO SE TUTTI FARANNO LA LORO PICCOLA PARTE! Accantoniamo per una volta quell’atteggiamento sognatore, superficiale e buonista così radicato nella cultura nazionale. Lasciamo che i bambini facciano giustamente i bambini e continuino a disegnare ponti con i colori dell’arcobaleno, ma gli adulti, per l’amor di Dio, facciano gli adulti e si carichino di quelle responsabilità che rappresentano la condizione unica e imprescindibile per affrontare con consapevolezza il Coronavirus: la prima cosa da fare per arginare questo male è STARE A CASA. È una questione di rispetto verso se stessi, il prossimo e coloro che si stanno sacrificando per il bene collettivo.

Giorgio Butterini,

Presidente della Comunità di Valle delle Giudicarie

L’eccezionalità dell’emergenza di queste settimane e il susseguirsi dei DPCM, oltre che dei casi di positività al coronavirus anche nelle nostre Valli, ha messo a dura prova tutto il sistema Paese e anche il Trentino. In primis le strutture sanitarie e la protezione civile, ma anche tutti quei servizi di pubblica utilità che non possono mettere in pausa la propria operatività sul territorio. 

È il caso, tra gli altri, del Consorzio Elettrico di Stenico, del Consorzio Elettrico di Storo e dell’Azienda Servizi Municipalizzati di Tione che garantiscono la funzionalità dei servizi essenziali, quali l’energia elettrica e nel caso di ASM Tione anche l’acquedotto potabile.

Tanto ASM Tione quanto i Consorzi di Stenico e di Storo a partire dall’8 marzo, giornata in cui tutto il territorio italiano è stato dichiarato zona rossa, hanno assunto provvedimenti sempre più restrittivi al fine di tutelare e salvaguardare la salute dei propri soci, utenti, collaboratori e dipendenti, in modo da poter, tuttavia, garantire la continuità del servizio.

Fino al 3 aprile e comunque per tutta la durata dell’emergenza, il CEIS, pur avendo a disposizione lo spazio necessario a rispettare le distanze di sicurezza richieste dai DPCM, così come il CEDIS, ha chiuso definitivamente al pubblico gli uffici tecnici e amministrativi garantendo le attività in smart working con assistenza da remoto via telefono e via email. Il Consorzio di Stenico garantirà, comunque, tramite opportuna turnazione, la presenza di almeno una persona allo sportello, sia essa in modalità di telelavoro o in presenza.  L’accesso al pubblico resta interdetto, salvo casi di comprovata esigenza non differibile. ASM Tione, a sua volta, mantiene operativo sul posto di lavoro il 50% del personale, pur avendo vietato l’accesso al pubblico fatti salvo casi improrogabili e particolari relativi alle pratiche dell’acquedotto. 

Le tre società hanno sospeso e differito tutte le attività operative non indispensabili. Le squadre tecniche si muoveranno sul territorio con turnazione settimanale alternata in modo che non vi siano contatti tra i vari operatori.

Proprio per far fronte al lavoro dei tecnici che non possono svolgere la propria funzione da remoto ma sono costretti a presidiare il territorio, in maniera del tutto eccezionale e straordinaria, nell’interesse della non interruzione del servizio e nella gestione di imprevisti e accidenti che si spera non debbano verificarsi mai, CEIS, CEDIS e ASM Tione il 16 marzo hanno siglato a Ponte Arche un Accordo di Cooperazione. “Il fine è quello di garantire ai cittadini interessati dal nostro servizio la continuità anche qualora uno dei partner firmatari, in casi, ci tengo a ribadirlo, che tutti noi speriamo non debbano verificarsi mai, resti sprovvisto di personale in seguito a contagio”, spiega Matteo Ventura, Presidente di ASM. L’accordo resta valido fino al 3 aprile e comunque fino alla fine dell’emergenza e non prevede nessun tipo di scambio commerciale o di penali in caso di uscita. Restano escluse dall’accordo le richieste di intervento che non rappresentino un problema immediato per la continuità del servizio, ciò che significa che l’accordo non potrà supplire a carenze organizzative. Ogni Partner ha nominato un suo Responsabile Tecnico incaricato di validare e determinare le possibilità e i tempi di intervento su territorio diverso dal proprio.

A dimostrazione, ancora una volta, che i Consorzi esistono grazie all’associazione volontaria di persone che in cambio ricevono tutele, benefici, custodia, cura e assistenza CEIS, CEDIS e CEP - Consorzio elettrico Pozza di Fassa - hanno raccolto nel giro di poche ore l’accorato appello del 17 marzo di Alessandro Ceschi, Direttore Generale della Federazione Trentina della Cooperazione, che ha invitato tutte le Cooperative e gli Enti associati a sostenere con un finanziamento l’Azienda Sanitaria Trentina. I tre Consorzi hanno congiuntamente deciso di stanziare una considerevole somma di denaro. Il Ceis, in particolare, ha colto l’occasione di deliberare lo sblocco del fondo, nella serata del 17 marzo, in occasione del CDA al quale tutti e 13 i consiglieri, senza defezioni, insieme al Presidente Dino Vaia e al Direttore Gianluca Schiavi, si sono ritrovati in video conferenza, ognuno dalla propria abitazione, e per oltre 4 ore sono riusciti a portare a termine l’ordine del giorno con condivisione di slide e materiali. 

“Ringrazio per l’impegno e la propositività  tutti i nostri consiglieri che per giorni si sono messi a disposizione per testare la modalità più adatta a rendere fluido un consiglio di amministrazione, per la prima volta da remoto, e quindi a non prorogare o interrompere il grosso lavoro che, da mesi, insieme al Direttore Gianluca Schiavi sto portando avanti. Faccio un plauso al senso di responsabilità e di attaccamento al Consorzio che tutti i consiglieri continuano a dimostrare garantendomi la possibilità di mantenere con loro un  confronto attivo e costante, prezioso e  fondamentale”, commenta il Presidente Dino Vaia. 

QUI il testo dell’ACCORDO DI COOPERAZIONE completo.

 

 

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci impone di operare con responsabilità, avendo a cuore il bene dei i nostri Soci, clienti e collaboratori. 

Per ridurre al minimo il rischio di contagio Cassa Rurale Adamello ha quindi deciso di limitare l’orario di apertura al pubblico nonché di chiudere alcune filiali (come indicato di seguito).

I nostri consulenti continuano ad essere operativi e a vostra disposizione, non serve uscire di casa.

Il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale proseguono con il loro operato rimanendo costantemente aggiornati.

L’erogazione dei servizi bancari viene garantita tramite telefono ed e-mail oppure utilizzando gli strumenti di Remote Banking quali ATM/ATM SELF (Bancomat) ed Inbank. Vi invitiamo a privilegiare i pagamenti con Carte di pagamento (Carta bancomat e Carta di credito) limitando al minimo l’uso del denaro contante.

Recatevi in Cassa Rurale solo per operazioni urgenti ed inderogabili, preferibilmente su appuntamento.

Siamo certi della vostra comprensione, il contrasto alla diffusione del virus dipende dalla sensibilità e dal comportamento di ognuno di noi.

ORARIO DI APERTURA DAL 23.03.2020

  

 

FILIALE

TELEFONO

GIORNATE APERTURA

ORARIO SPORTELLO

M. DI CAMPIGLIO-P.za Righi

0465 509220

Lunedì – Mercoledì – Venerdì

8.30 – 12.30

PINZOLO

0465 509210

Lunedì – Mercoledì – Venerdì

8.30 – 12.30

SPIAZZO RENDENA

0465 801069

Lunedì – Mercoledì – Venerdì

8.30 – 12.30

TIONE

0465 673311

Lunedì – Mercoledì – Venerdì

8.30 – 12.30

RONCONE

0465 673415

Lunedì – Mercoledì – Venerdì

8.30 – 12.30

CONDINO

0465 673430

Lunedì – Mercoledì – Venerdì

8.30 – 12.30

GAVARDO

0465 673465

Lunedì – Mercoledì – Venerdì

8.30 – 12.30

CARISOLO

0465 509230

Martedì - Giovedì

8.30 – 12.30

GIUSTINO

0465 509250

Martedì - Giovedì

8.30 – 12.30

STREMBO

0465 804527

Martedì - Giovedì

8.30 – 12.30

IAVRE’

0465 321371

Martedì - Giovedì

8.30 – 12.30

RAGOLI

0465 673405

Martedì - Giovedì

8.30 – 12.30

BREGUZZO

0465 673410

Martedì - Giovedì

8.30 – 12.30

PIEVE DI BONO - PREZZO

0465 673301

Martedì - Giovedì

8.30 – 12.30

DAONE

0465 673420

Martedì - Giovedì

8.30 – 12.30

SALO’

0465 673470

Martedì - Giovedì

8.30 – 12.30

M. DI CAMPIGLIO-P.za Palù

0465 673400

CHIUSO

/

S. ANTONIO DI MAVIGNOLA

0465 509240

CHIUSO

/

LEDRO

0465 673460

CHIUSO

/

 

Contatti 

 

• Centralino tel. 0465 673311

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124 i contagiati in Giudicarie sugli 857 registrati in Trentino. 35 in Val Rendena, 14 in Busa di Tione, 75 in Valle del Chiese, 10 nelle Esteriori.

Qui sotto i dati comune per comune

 

Val Rendena 35 contagiati

Carisolo 2

Pinzolo 13

Giustino 3

Massimeno 1

Caderzone 5

Bocenago 3

Strembo 1

Spiazzo 4

Porte di Rendena 3

 

 

Busa di Tione, 14 contagiati

Tione 11 

Borgo Lares 2

Tre Ville 1

 

 

Valle del Chiese, 75 contagiati

Sella Giudicarie 7

Pieve di Bono Prezzo 17

Valdaone 4

Borgo Chiese 32

Castel Condino 2

Storo 12

Bondone 3

 

 

Esteriori, 10 contagiati

Bleggio Superiore 2

Comano Terme 2

San Lorenzo Dorsino 3

Stenico 3

116 i contagiati in Giudicarie sui 719 registrati in Trentino. Crescono anche nelle nostre vallate i casi di contagi di Coronavirus, ed in particolare si stanno confermando come zone più problematiche la Valle del Chiese, che risente della vicinanza con la Lombardia e la Val Rendena che risente dell'ondata turistica che c'è stata nell'ultimo periodo precedente alla chiusura degli impianti.

Crescono quindi i numeri soprattutto a Pinzolo (13 contagi) e a Borgo Chiese (27) e Pieve di Bono Prezzo (16). Nella Busa c'è un incremento a Tione (11 casi totali) e compare un primo caso nel comune di Tre Ville. Nella giornata di oggi purtroppo si è registrato il secondo decesso avvenuto in Giudicarie per Covid 19. Anche questo decesso è avvenuto all'interno di una casa di riposo. Come per il decesso della signora di Pinzolo anche in questo caso la persona è un anziano, un signore della Casa di riposo di Bleggio Superiore classe 1927. 

Qui sotto i dati comune per comune

 

Val Rendena 30 contagiati

Carisolo 2

Pinzolo 13

Giustino 2

Massimeno 1

Caderzone 5

Bocenago 3

Strembo 1

Spiazzo 2

Porte di Rendena 1

 

 

Busa di Tione, 13 contagiati

Tione 11 

Borgo Lares 1

Tre Ville 1

 

 

Valle del Chiese, 65 contagiati

Sella Giudicarie 5

Pieve di Bono Prezzo 16

Valdaone 3

Borgo Chiese 27

Castel Condino 2

Storo 9

Bondone 3

 

 

Esteriori, 8 contagiati

Bleggio Superiore 2

Comano Terme 1

San Lorenzo Dorsino 3

Stenico 2

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