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Wed, Apr

Nel corso del pomeriggio le precipitazioni si sono intensificate con quota neve in progressivo rialzo mediamente a 1000-1700 metri nei settori sud-orientali, mentre nei settori nord-occidentali, nelle valli più chiuse e meno ventilate la neve continua a scendere dai 1100 – 1200 metri circa.
Si raccomanda di viaggiare con prudenza per possibili tratti particolarmente sdrucciolevoli, soprattutto nelle zone a quote superiori a 1000 metri dove sono ancora in attività i mezzi sgombero neve e le frese per completare la pulizia ed i trattamenti invernali delle strade.

Si ricorda che dal 15 novembre è in vigore l’obbligo di viaggiare con pneumatici da neve o catene a bordo, montate durante le precipitazioni nevose. 

 

Strade sett 6 – VALLI GIUDICARIE – VAL RENDENA
Nelle valli Giudicarie ed in val Rendena nevica da 1100 - 1200 metri e piove a quote inferiori.
A M. di Campiglio e P. C. Carlo Magno da ieri si registrano accumuli di circa 100 cm.
In alta val Rendena sono in azione già dalla notte scorsa anche le frese per l’allargamento della carreggiata.
Sul tratto della SS 239 da Carisolo a P. C. Carlo Magno sono richieste le catene montate e per questo nel corso del pomeriggio è stato attivato il posto di presidio a Carisolo.
Dopo il taglio di alcune piante instabili da questa mattina è ripresa la circolazione lungo la SP 236 di Spiazzo e Bocenago e lungo la S.P. 222 del Duron.
Non sono segnalati particolari problemi alla viabilità.

 

In foto vista su Pista Fortini ore 18:50

 

 

Nel resto del Trentino

 

Strade sett 1 – ALTA VALSUGANA
Sta piovendo su tutte le strade del Settore.
Sono caduti circa i seguenti quantitativi di neve:

  • Zona Passo Vezzena 60-70 cm.

  • Monte Panarotta parcheggio piste da sci 60 cm.

  • Passo del Redebus - Alta Val dei Mocheni 50 cm.

Prestare particolare attenzione lungo la SS 47 della Valsugana per la formazione di localizzati dissesti nella piattaforma stradale dovuti ad infiltrazioni d’acqua. Altresì prestare attenzione per localizzati tratti ghiacciati lungo le strade dell’altopiano di Lavarone.
Si evidenzia il divieto di transito per gli automezzi complessi con massa a pieno carico maggiore di 7,5 tonn (autotreni e autoarticolati) della SS 350 Folgaria – Val D’Astico tra loc. Carbonare di Folgaria e Lastebasse (confine provinciale).

Strade sett 4 – TRENTO - MONTE BONDONE – PAGANELLA
Nevica a partire da 1400 metri di quota.
Complessivamente non si segnalano particolari problemi alla circolazione.
Sono caduti circa i seguenti quantitativi di neve:

  • Altopiano della Paganella 60 cm.

  • Monte Bondone in loc. Vason e Viote 100 cm.

Chiusa per pericolo valanghe la SP 25 di Garniga tra loc. Garniga Vecchia e loc. Viote.
Istituito senso unico alternato lungo la S.P. 76 Gardolo – Lases per caduta massi.

Strade sett 8 – ROVERETO – VALLARSA – VALLAGARINA
Nevica a partire da 1600 metri di quota, sotto tale quota sta piovendo.
Complessivamente non si segnalano particolari problemi alla circolazione.
Sono caduti circa i seguenti quantitativi di neve:

  • Passo Coe – (Folgaria) 100 cm

  • Passo Sommo (Folgaria) 70 cm

  • Pian delle Fugazze (Vallarsa) 70 cm

  • Monti Lessini 80 cm

  • San Valentino (Altopiano di Brentonico) 90 cm

Chiusa la SS 46 del Monte Pasubio – diramazione Ossario in alta Vallarsa, per pericolo valanghe.
Si rammentano infine le chiusure stagionali fino al confine di provincia, della SP 3 del Monte Baldo da loc. San Valentino e della SP 138 del Passo della Borcola da loc. Incapo a Terragnolo.

 

 

Strade sett 5 – VAL DI NON E SOLE
La quota neve nel corso del pomeriggio si è progressivamente alzata dai 400 ai 130 metri circa.
Strade trattate e percorribili, ad eccezione di:

  • SS 42 nel tratto tra Mostizzolo e Scanna (inersezione con la S.P. 6 di Rumo) e della S.P. 57 Cis Livo, chiuse per pericolo caduta piante;

  • S.P. 141 di Bolentina (in comune di Malè) chiusa per pericolo valanghe.

Permane la chiusura della SS 238 delle Palade nel tratto in provincia di Bolzano.
Nel fondo valle sono caduti circa 40-60 cm; mentre e nelle valli di Rabbi e Peio si registrano accumuli superiori a 120 cm con punte nell’ordine di 200 cm al Passo del Tonale.
In alta val di Sole prosegue ininterrotta da ieri mattina l’attività dei mezzi per lo sgombero neve e delle frese per gli allargamenti della carreggiata.
In val di Non ed in bassa val di Sole per tutto il giorno si sono resi necessari diversi interventi per il taglio di piante instabili, che localmente hanno comportato brevi interruzioni del traffico, segnalate dal personale sul posto.
Si rammenta la chiusura stagionale della S.P. 14 della valle di Tovel.

Strade sett 7 – ZONA ALTO GARDA, VAL DI LEDRO E VAL DI GRESTA
Nevica debolmente a partire dai 1400-1500.
Accumuli di circa 45 cm a Passo Bordala, 25 cm a Passo S. Barbara, 70 cm a Tremalzo, 100 cm in loc. Viote di M. Bondone.
Le strade del Settore sono percorribili; nessuna criticità da segnalare.

Strade sett 2 – BASSA VALSUGANA E PRIMIERO
Precipitazioni nevosa in corso da quota superiore a 1400/1500 m. circa.
A quota inferiore pioggia persistente.
Si rammenta la chiusura stagionale della S.P.31 del passo Manghen da località Baessa (km 15+500) a località Ponte Stue nel Comune di Castello-Molina di Fiemme (km 32+500).
Permane la chiusura del passo Rolle sulla SS 50 dal km 87,00 al km 95,00 circa per pericolo valanghe.
Permane la chiusura del passo Brocon sulla SP 79 dal km 18,000 al km 29,200 circa (parcheggi impianti da sci) per pericolo valanghe.
Chiusa la SP 221 della Val Noana dal km 1,300 per pericolo caduta piante.
In quota si segnala raffiche di vento con accumuli di neve.
Si segnala allagamenti in particolare sulla SS 50 dal km 62 al km 64 circa lungo il lago Schener.
Neve caduta da inizio perturbazione: passo Rolle (SS 50) 140/150 cm; San Martino di Castrozza 90/100 cm; passo Brocon (SP 79) 60/70 cm; passo Cereda (SS 347) 50 cm; passo Manghen (SP 31) 60/70 cm.
Non sono segnalate criticità per il transito veicolare, si raccomanda prudenza e attrezzature invernali montate.

Strade sett 3 – VALLI DI FIEMME E FASSA
Precipitazioni nevosa in corso da quota superiore a 1400 m. circa.
A quota inferiore pioggia persistente.
Permane la chiusura dei passi per pericolo valanghe: passo Fedaia sulla SS 641 anticipata al km 4 circa (loc. Penia) per pericolo caduta piante fino al km 14,200 (confine con la provincia di Belluno); passo Sella sulla SS 242 dal km 35 in loc. Pian Schiavaneis al km 30,900 (confine con provincia di Bolzano); passo Pordoi sulla SS 48 al km 76,400 in provincia di Belluno.
Prolungato il tratto chiuso al traffico della SP 31 del passo Manghen dal km 32,500 loc. ponte Stue al km 38,500 loc. Piazzol per pericolo caduta piante
In quota si segnala raffiche di vento con accumuli di neve.
Neve caduta da inizio perturbazione: passo Lavazè (SS 620) e passo Costalunga (SS 241)60/70 cm; passo Fedaia (SS 641), passo Sella (SS 242), passo Pordoi (SS 48) e passo San Pellegrino Passo (SS 346) 70/80 cm, passo Valles (SP 81) e passo Rolle (SS 50) 110/120 cm; nel fondovalle 40/50 cm.
Non sono segnalate criticità per il transito veicolare, si raccomanda prudenza e attrezzature invernali montate.





E’ di nuovo tempo di Assemblea Generale per la neonata Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella.

Gli oltre 17.000 soci sono infatti chiamati ad eleggere il nuovo Consiglio di Amministrazione ed il nuovo Collegio Sindacale che avranno il compito di guidare la Cassa Rurale nei prossimi anni. Ultima tappa di un percorso di fusione avviatosi circa un anno fa.

 

Durante la prima settimana di novembre si sono tenute le Assemblee Territoriali nelle quali sono stati presentati ufficialmente tutti i candidati alla carica di Consigliere di Amministrazione e di Sindaco.

L’Assemblea dei soci eleggerà il Consiglio di Amministrazione composto da 11 consiglieri ed il Collegio Sindacale composto da 5 sindaci (3 effettivi e 2 supplenti).

 

 

Per il Consiglio di Amministrazione si riporta, in ordine alfabetico, l’elenco dei candidati:

BACCAGLIONI MARCO, 42 ANNI, Residente a VOBARNO BS, di professione DIRIGENTE AZIENDALE, candidato amministratore in rappresentanza del territorio della VALLESABBIA;

BALLARDINI CARLO, 40 ANNI, residente a TIONE DI TRENTO TN, di professione DIRIGENTE AZIENDALE, candidato amministratore in rappresentanza del territorio: EX CR ADAMELLO BRENTA

BONENTI MONIA, 51 ANNI, residente a SELLA GIUDICARIE, di professione COMMERCIALISTA, candidato amministratore in rappresentanza del territorio: EX CR ADAMELLO BRENTA

CAOLA FABRIZIA, 61 ANNI, residente a PINZOLO TN, EX FUNZIONARIO AMMINISTRATIVO, candidato amministratore in rappresentanza del territorio EX CR PINZOLO

COZZIO LORENZO, di 42 ANNI, residente a SPIAZZO TN, di professione COMMERCIALISTA, Candidato amministratore in rappresentanza del territorio: Ex CR VAL RENDENA

DIPRE’ SANDRO, di 57 ANNI, residente a TIONE DI TRENTO TN, di professione CONSULENTE AZIENDALE, candidato amministratore in rappresentanza del territorio di SAONE

DONATI RUBEN, 46 ANNI, residente a SAN LORENZO DORSINO TN, di professione INGEGNERE LIBERO PROFESSIONISTA, candidato amministratore in rappresentanza del territorio: GIUDICARIE ESTERIORI

FUSI CRISTIAN, 42 ANNI, residente a BAGOLINO BS, di professione CONSULENTE AZIENDALE, candidato amministratore in rappresentanza del territorio CHIESE BAGOLINO

GIUSTINA MICHELE, 46 ANNI, residente a STREMBO TN, di professione COMMERCIALISTA, candidato amministratore in rappresentanza del territorio EX CR VAL RENDENA

MOTTES MARIA ALESSANDRA, 44 ANNI, residente ad ANDALO TN, di professione AVVOCATO, candidato amministratore in rappresentanza del territorio PAGANELLA ROTALIANA

OLIVIERI LUIGI, 64 ANNI, residente a PINZOLO TN, di professione AVVOCATO, candidato amministratore in rappresentanza del territorio EX CR PINZOLO

PASSARDI DINA, 49 ANNI, residente a PIEVE DI BONO – PREZZO TN, di professione FUNZIONARIO, candidato amministratore in rappresentanza del territorio EX CR ADAMELLO BRENTA

PELLEGRINO CINZIA, 41 ANNI, residente a PINZOLO TN, di professione DIRIGENTE AZIENDALE, candidato amministratore in rappresentanza del territorio EX CR PINZOLO

PERNISI TULLIO, 65 ANNI, residente a PIEVE DI BONO – PREZZO TN, di professione PENSIONATO – EX INSEGNANTE, candidato amministratore in rappresentanza del territorio EX CR ADAMELLO BRENTA

RIGOTTI DANIELE, 35 ANNI, residente ad ANDALO TN, di professione AMMINISTRATORE DELEGATO, candidato amministratore in rappresentanza del territorio PAGANELLA ROTALIANA

SARTORI ANDREA, 38 ANNI, residente a CADERZONE TERME, di professione IMPIEGATO AMMINISTRATIVO, candidato amministratore in rappresentanza del territorio EX CR VAL RENDENA

VAGLIA PIERUCCIO, 61 ANNI, residente a BORGO CHIESE TN, di professione IMPRENDITORE EDILE, candidato amministratore in rappresentanza del territorio EX CR ADAMELLO BRENTA

 

Per il Collegio Sindacale si riporta, in ordine alfabetico, l’elenco dei candidati:

BOTTAMEDI DARVIN, 49 ANNI, residente a MEZZOLOMBARDO TN, di professione COMMERCALISTA, candidato sindaco in rappresentanza della EX CR GIUDICARIE VALSABBIA PAGANELLA

FRATTARUOLO GIOVANNI, 51 ANNI, residente a SALO’ BS,  di professione COMMERCIALISTA, candidato sindaco in rappresentanza della EX CR GIUDICARIE VALSABBIA PAGANELLA

MARATTI ROSSANA, 39 ANNI, residente a PRESEGLIE BS, di professione COMMERCIALISTA, candidato sindaco in rappresentanza della EX CR GIUDICARIE VALSABBIA PAGANELLA

POLLA MARCO, 36 ANNI, residente a S. ANTONIO DI MAVIGNOLA TN, di professione COMMERCIALISTA, candidato sindaco in rappresentanza della EX CR ADAMELLO

TOMASI LUCA, 46 ANNI, residente a TIONE DI TRENTO TN, di professione COMMERCIALISTA, candidato sindaco in rappresentanza della EX CR ADAMELLO

TONEZZER ROBERTO, 63 ANNI, residente a TIONE DI TRENTO TN, di professione REVISORE LEGALE, candidato sindaco in rappresentanza della EX CR ADAMELLO

 

Sul sito internet della Cassa - sezione Assemblea Elettiva 2020 - sono disponibili i Curriculum Vitae, una scheda ed un video di presentazione di ogni candidato.

 

Un momento importante per La Cassa Rurale al quale tutti i soci sono chiamati a partecipare, sia per contribuire democraticamente alla costituzione della nuova Governance, ma anche per poter essere protagonisti e motore  dell’iniziativa di beneficenza che il Consiglio di Amministrazione uscente ha promosso.

Dato il permanere dell’emergenza sanitaria, la Cassa Rurale ha infatti definito di devolvere, per ogni socio che parteciperà all’Assemblea, una quota di € 25,00 a favore degli ospedali e delle associazioni di primo soccorso del territorio in cui la stessa opera.

 

Come per l’Assemblea Ordinaria di giugno e quella Straordinaria di luglio, l’emergenza Coronavirus non permette alla Cassa Rurale di organizzare l’Assemblea in modo tradizionale con la partecipazione fisica da parte dei soci. Perciò, stante il divieto di assembramento e le previsioni dell’art. 106 del Decreto Legge 17 marzo 2020, anche questa assemblea avrà luogo unicamente con la modalità che prevede la partecipazione dei soci per il tramite di un Rappresentante Designato. Di fatto i soci potranno nominare un loro delegato, individuato nel notaio Raffaele Greco, dando a lui sia la delega sia le istruzioni di voto vincolanti.

 

I soci della Rurale hanno ricevuto nei giorni scorsi un plico contenente due fascicoli (circa due terzi dei soci lo ha ricevuto in cartaceo mentre un terzo, su richiesta, via e-mail):

-          in uno dei due plichi sono contenute le proposte di delibera, ovvero tutte le informazioni relative ai singoli punti all’ordine del giorno dell’Assemblea, dove è possibile trovare anche una presentazione di tutti i candidati;

-          il secondo fascicolo (di colore giallo) contiene la delega al rappresentante designato, che deve essere compilata e firmata e le istruzioni di voto che ogni socio dovrà indicare apponendo un segno a fianco della opzione prescelta.

Grande attenzione va posta alla compilazione del fascicolo giallo pena la nullità del voto: la delega va compilata con i dati anagrafici richiesti e la relativa firma, una seconda firma va apposta nella parte relativa alle istruzioni di voto e deve essere allegata una copia del documento d’identità.

Il fascicolo giallo “Delega e istruzioni di voto” dovrà essere consegnato debitamente compilato entro e non oltre il 15 dicembre 2020 compreso in busta chiusa firmata sui lembi presso le filiali della Cassa Rurale.

Come per le operazioni bancarie, con l’obiettivo di limitare l’accesso agli sportelli a tutela della salute di tutti, anche per la consegna delle delega i soci dovranno contattare preventivamente la propria filiale di riferimento per fissare un appuntamento. Ogni socio potrà consegnare fino ad un massimo di 6 buste (la propria e quella dei propri famigliari).

In alternativa è possibile inviare a mezzo pec all’indirizzo di posta certificata del rappresentante designato delega e istruzioni di voto debitamente compilate e sottoscritto riprodotte informaticamente (pdf).

 Tutto il materiale inviato ai soci è disponibile anche sul sito www.lacassarurale.it - sezione Assemblea Elettiva 2020.

Ogni Socio potrà anche chiedere informazioni o chiarimenti relativi ai singoli punti all’ordine del giorno inviando una mail all’indirizzo This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. oppure telefonicamente ai numeri 0465.673364 - 0465.673356.

 

IL PROGETTO

Terre Alte, orizzonti aperti.

Un progetto ambizioso voluto dalla Fondazione Don Lorenzo Guetti che ha sede a Larido di Bleggio, dove nel 1892 è nata la prima Cassa rurale trentina.

Uno studio complesso, che ha preso come campione per una parte i giovani studenti delle Valli Giudicarie cercando di delineare la loro visione su temi quali lavoro, prospettive per il futuro, cooperazione, senso di appartenenza alla valle.

Un titolo chiaro: “Terre Alte” come quelle delle Giudicarie con le loro montagne, “orizzonti aperti” come quelli che si hanno dalle loro cime con vista ampia e proiettata al futuro.

 

Terre Alte, orizzonti aperti” è stato finanziato, oltre che dalla Fondazione stessa, da soggetti locali, a dimostrazione di grande adesione e interesse allo studio proposto.

Cinque sono gli sponsor finanziatori: Cassa Rurale Adamello-Brenta, Cassa Rurale Alto Garda, BIM del Chiese, BIM del Sarca, Comunità di Valle.

Tre invece gli Istituti scolastici nelle Giudicarie che hanno aderito e coinvolto i propri studenti: Istituto di istruzione Lorenzo Guetti con Alessandro Fabris, Centro Formazione Professionale UPT con Claudio Nicolussi, Centro Formazione Professionale Enaip con Francesca Rinaldi. Sono stati interpellati, con uno sforzo non indefferente, anche studenti giudicariesi a Trento, Rovereto, Riva e San Michele all'Adige.

 

I dati dello studio saranno raccolti in un volume dedicato che uscirà a gennaio 2021; per ora, ne vengono divulgati alcuni risultati. Lo hanno fatto Michele Dorigatti direttore, Alessandra Piccoli vicepresidente e Veronica Ronchi docente dell'Università di Milano; è successo sabato 21 novembre, in occasione della V Giornata Guettiana, in diretta facebook (video disponibile su youtube).

A commentare e contestualizzare i dati, gli specialisti nel settore Carlo Buzzi e Alberto Zanutto.

 

 

 

 

PILLOLE DI RISULTATI

Prima considerazione sulla popolazione presa in esame, la Generazione Z, giovani studenti fascia 14-19 anni nati nel nuovo millennio residenti in Giudicarie; ad aderire al questionario online – queste le modalità di erogazione del test – un numero considerevole e rappresentativo pari a 1313 ragazzi su un totale di 1767 stimati. Quali i pensieri che possono arrivare dai giovani?

 

Quale la domanda posta, piuttosto. In primo luogo, si è voluta capire la prospettiva dei giovani per il futuro.

Risultato: escludendo i ragazzi che frequentano il primo e secondo anno, la maggior parte prospetta, dopo il conseguimento del diploma, un lavoro stabile o la continuazione degli studi all'università. La tendenza emersa, anche prevedibile, è di non vedere nell'immediato futuro la costruzione di una famiglia. Dato che invece emerge preponderatamente è che il 29% degli studenti pensi a un lavoro fuori dalle Giudicarie; “un valore – commenta Buzzi – che rappresenta chiaramente la precarietà con cui i giovani vivono la valle”.

 

Una tendenza riconfermata chiedendo ai ragazzi quali fossero le loro principali preoccupazioni per il futuro.

Ne è emerso subito la paura di essere disoccupati o occupati in un lavoro che non li soddisfi; preoccupazioni per problematiche globali da terrorismo a guerre a cambiamenti climatici; e ancora timore per relazioni non soddisfacenti. Cosa preoccupava meno in graduatoria era invece la necessità di lasciare le Giudicarie.

 

 

I ragazzi vivrebbero in un'ottica di andarsene: il 54.2% della popolazione afferma che quello che conta maggiormente nel lavoro è la retribuzione, ben un 67.7% del totale ritiene che l'aspetto che conta meno è che il lavoro sia nelle Giudicarie.

Alla domanda diretta “sei disposto a lasciare le Giudicarie in futuro?”, un 63% ha risposto senza esitazione “sì”.

 

 

Quali i valori che guidano allora i giovani nelle loro scelte e ambizioni? Chiaramente primo fra tutti la salute; seguono le relazioni, familiari amorose o amicali che siano. In un mondo incerto e precario, il giovane sembra quindi trovare sicurezza nei rapporti. Importanti in scala anche l'ambiente, lo svago e l'attività sportiva, la dimensione dell'autorealizzazione ed il lavoro. La prevalenza dà importanza all'individualismo piuttosto che a principi di comunità: poco infatti il valore dato a volontariato, attività religiosa e attività politica. Ma questo nei giovani in generale, non solo giudicariesi.

 

 

Rispetto al legame con il territorio, vivere nelle Giudicarie è apprezzato da più di 2/3 dei giovani. Dai dati raccolti è stato costruito un grafico che differenzia le risposte nelle quattro macro aree di Busa, Chiese, Rendena e Esteriori. Non ne sono emerse grandi differenze, se non un maggiore scontento in Busa e Chiese contro una maggior soddisfazione in Rendena ed Esteriori.

Ne consegue un'indagine sul senso di appartenza al territorio; è risultato indirizzato non al contesto “valle” tantomeno alla “Provincia trentina”, ma piuttosto al singolo Comune.

Sentire di appartenere a un luogo non necessariamente corrisponde al sentirsene orgogliosi: in tal senso, prevale invece l'orgoglio nell'essere trentini, poi alla valle, in ultimo ad Italia ed Europa.

 

 

Ma cosa del territorio rende orgogliosi? Le bellezze naturali sono state le prime ad essere riconosciute, seguite da tradizioni locali e benessere offerto. Spiccano poi le realtà cooperative: lo ha affermato più di 1/3 della popolazione. Allo stesso tempo, è emersa una certa negatività nei confronti delle amministrazioni locali, ma “la criticità e la sensazione di non essere ascoltati – ha commentato nuovamente Buzzi – è caratteristica di quelle fasce d'età”. Un pessimismo accentuato negli intervistati con più anni, derivante dal loro essere più interessati alle problematiche della comunità.

 

Qual è la percezione che gli studenti hanno della cooperazione? Essenzialmente si sono ritrovati tutti nel riconoscerla come una rete di imprese che soddisfano i bisogni del territorio, come un'occasione di lavoro per i giovani, con valori base di ugualianza e solidarietà.

Di fronte alle prospettive per la cooperazione, le risposte piuttosto disarmanti: circa 1/2 degli intervistati (51%) pensa che la cooperazione sopravviverà ma con ruoli marginali, 1/3 (36%) dice che avrà un futuro, ed il restante 13% che non sopravviverà poiché non attrazzata di fronte alla globalizzazione.

 

Riassumendo, ne è uscito un quadro in cui i giovani vivono bene nelle Giudicarie, ma credono per la maggior parte che in un futuro se ne potrebbero andare. Sono piuttosto consapevoli del ruolo della cooperazione in valle, ma ne vedono un futuro incerto. Due tendenze che si incrociano e fanno riflettere.

Due tendenze da cui partire per effettivi futuri interventi su cooperazione e sviluppo territoriale. Intento della Fondazione, in collaborazione con cooperative ed enti locali, è che i risultati dello studio non rimangano fine a sé stessi, ma trovino applicazione concreta sul territorio; questi i propositi già a partire da gennaio 2021.

 

Un percorso in salita, una scalata. Dalle basi di un progetto ambizioso fino alla realizzazione di linee di azione concrete, indirizzate specialmente ad amministrazioni locali e di valle. Tutto questo è Terre Alte, orizzonti aperti.

 

 

(I dati in questione sono stati approfonditi nell'intervento di Buzzi; per approfondire altre dimensioni di indagine, tra cui l'intervento specifico di Zanutto, link)

 

 

SGOMENTO / DOLORE: purtroppo… vocaboli d’attualità. - «Il dolore se condiviso si dimezza. (San Tommaso). / L’uomo è nato per soffrire. (R. Gervaso). / Non abbiamo il diritto di chiederci, quando il dolore arriva… (Anonimo). / Il dolore mentale è meno drammatico del dolore fisico, ma è più comune e anche più difficile da sopportare. (CS. Lewis)».
Ci sono giornate ed eventi che non posso affatto schivare lasciandomi portare da elucubrazioni fuori dalla quotidianità; ed oggi è proprio una di quelle giornate che con la frusta dell’imprevisto mi ha colpito in pieno volto, attraversando anche i muri e i vetri della mia appartata mansarda. Vi sono eventi esterni che sembrano lontani e che, invece, colpiscono quasi a tradimento e che obbligano a tenere i piedi per terra ed a dovere e saper camminare specialmente con coloro che stanno trascinandosi nella sofferenza più acuta, unitamente a quanti si rendono compartecipi di tanto SGOMENTO, poiché davvero è questa la sensazione che si prova quando, proprio quasi accanto, viene stroncata nel pieno dell’adolescenza una Fanciulla di appena sedici anni. Pur uso alla penna, quanto mi è difficile trovare parole adatte ad evidenziare ciò che lo SGOMENTO sia in sé stesso, e come sia considerato nel manifestarsi in ciascuna ed in ciascuno; un vocabolo che si può soltanto pronunciare, poiché si rimane incapaci di esprimere come ci colpisca dentro ma che, nello steso tempo, rende impotenti a trovare dei mezzi idonei per essere concretizzato o almeno in qualche parola da mormorare a fior di labbra od a trovare i gesti idonei a lenire dolori che si vorrebbero consolare. Ci si sente incapaci di esprimersi; gli occhi si inumidiscono di tacite lacrime; il cuore si rinserra nella sofferenza che si nutre di silenzio, mentre la mente vorrebbe trovare e inventare modalità impensabili per far sentire la propria partecipazione a coloro che certamente si sentono inconsolabili.
 
 
- Nella mia incapacità di andar oltre, provo a tentare di esprimermi in dialetto, con l’intimo desiderio di trovare parole di conforto…
 
A sól sédes àgn…
A sól sédes àgn i t’à portàda vìa
sénza lasàrte dìrne gnént
come tè fudèse na pàia de fén
entà ’n prà da segàr de giùgn…
o, amó mèi, én botó’ d’òro
che stéva mèi tra le èrbe del prà
amó da segàr e da lasàr lì
có’ tùt él só bèl da godér da tùç.
Tè saltéve come ’n cavriól
conténta tì e conténç quèi àltri
e tè sére bóna de tór su la vìta
mèi che Tè podéve e come tè voléve
Tè è vivèst conténta de èser tì
ma ànca per fàr conténç quèi àltri
én quèl èser bóna de capìr
che sé è vìf quàn che quèi àltri
i sentigóm come vergót che vàl de pù.
Tè sére na gràn bràva putèla
bèla e conténta e che vardéva fò bé’;
e no’ sóm bóni de capìr
perché pròpri Ti - a sói sédes àgn -
i t’àbia ciapàda su de prèsa e malamént
e portàda vìa come te fudèse ’n niént…
Ma per i Tó e per tùç noàltri
te sére vergót del bèl e de bón’:
te sére e tè rèste…TUT.
 
A soltanto sedici anni. – A soltanto sedici anni ti hanno portata via / senza lasciarti dirci niente / come tu fossi una paglia di fieno / in un prato da falciare a giugno… / o, meglio ancora, un ranuncolo / che stava meglio tra le erbe del prato / ancora da falciare e da lasciare lì / con tutto il suo bello da godere da tutti. / Saltavi come un capriolo / contenta tu e rendendo contenti gli altri / ed eri capace di prendere la vita / meglio che potevi e come volevi. / Sei vissuta contenta di essere tu / ma anche per far contenti gli altri / in quell’essere capace di comprendere / che si è vivi quado gli altri / li sentiamo qualcosa che valgono di più. / Eri una gran brava ragazza / bella e contenta e solare / e non ci rendiamo conto / perché proprio tu - a soli sedici anni - / ti abbiano strappata di fretta ed in malo modo / e carpita come fossi un niente… / Ma per i Tuoi e per tutti noi / tu eri qualcosa di bello e di buono: / eri e resti… TUTTO. -------
 
Mario Antolini Musón

 

Non vorrei e forse neppure dovrei abbandonarmi a queste mie amare considerazioni, ma mi sono state richieste da persone amiche e mi lascio andare a ruota libera come sfogo di un vecchio barbogio centenario, anche se so di inoltrarmi in campi disseminati di fili spinati. Non penso di essere fuori luogo nell’essere convinto che tutti insieme stiamo trovandoci e ci sentiamo quasi in tempo di guerra, per cui non ci rimane che armarci per difenderci con le armi che ci sono date, ossia l’oculatezza e la prudenza…: l’eterno “pensàrghe sù”.

Sta di fatto che l’opprimente incalzare dei massmedia (sotto qualsiasi forma), manovrati non si sa da chi ed in mano, non sempre, a persone all’altezza dell’alto compito informativo, sta dilaniando le menti causando incertezze a non finire, causando ansie e turbamenti; per cui mi chiedo: «Tutti coloro che incessantemente, per le 24 ore del giorno, stanno parlando o scrivendo soltanto perché ben pagati (poiché altrimenti né parlerebbero né scriverebbero) si rendono conto dello stato d’animo di chi sta ascoltando o leggendo?». Credo che la risposta non me la darà mai nessuno.

 

Invece, a me sembra che qualcuno dovrebbe o almeno potrebbe rendersi conto di quante perplessità e preoccupazioni si stanno causando proprio in questo eccezionale ed inatteso ed imprevedibile periodo diventato carico di “incertezze” che stanno accumulandosi e travolgendo persone che si trovano di fronte alle “perplessità” ed allo “smarrimento” conseguenti alla prosopopea di coloro che presumono di parlare e di scrivere avendo a portata di mano soltanto dei vocaboli a cui vorrebbero dare il senso della “certezza” mentre essi stessi ne sono privi, tanto è vero che la gente - finalmente - comincia a non sentirli credibili: sia in campo informativo che politico ed amministrativo.

Più che naturale, quindi, che si percepisca il senso di delusione causato dal non sapere che cosa attendersi, che cosa fare, che cosa prevedere sia per l’oggi che per il domani. È più che evidente il persistere nella gente dell’intuizione e della convinzione dell’impotenza e dell’incapacità dei responsabili nel dover e nel saper trovare le possibili “certezze” che diano la “fiducia di vivere” alla maggior parte della gente, che sta a bocca aperta a sentire voci e voci alla tv, o che sbircia i giornali, ma poi scrolla il capo e nell’animo ribollono i dubbi e le massacranti incertezze. È ormai da quasi un anno che ci si sente oppressi ed amareggiati da condizionamenti sociali - a livello locale, nazionale e mondiale - che evidenziano una palese impossibilità di individuare chissà dove delle soluzioni positive e tempestive alle ansie che intere popolazioni stanno vivendo sotto l’espandersi dell’invadente pandemia. Ed i massmedia ampliano a dismisura questo stato di cose, riempiendo, oltretutto, gli organi della comunicazione informativa di tutto questo malessere universale (quasi beandosi per i benefici economici che ne traggono), mentre uomini e donne di ogni età e condizione, nelle singole abitazioni, si struggono nell’ansia, nella sofferenza, nell’indigenza e nella esasperante attesa che qualcosa di pericoloso avvenga ad aumentare i lutti ed a rovinare e distruggere anche quel pochissimo che si ha.

         Mi auguro che questo mio blaterare dal tono pessimistico possa essere accettato e compreso come proveniente da un vecchio di cent’anni, che ha vissuto il secolo definito del “progresso” impostato sulla speranza, e quasi sulla certezza, che entro il secolo ventesimo si sarebbero raggiunte la pace e la prosperità, sognando l’avverarsi del Sol dell’Avvenire”, ossia un periodo dall’orizzonte luminoso di bene e di prosperità; mentre, invece, mi sento avvilito e sconfortato di fronte all’attuale “andazzo” che non lo si può certo definire un buon e un bel vivere in società e per la società! A cent’anni non vedo proprio alcunché che mi rincuori, pur senza voler accusare nessuno in particolare, ma mi sento davvero costernato, sconcertato e quanto mai rammaricato, data l’amara ma reale percezione che nel malessere generale stia sentendosi e vivendo gran parte della popolazione un po’ ovunque.

         Io (e certamente anche altri) sono fortunatamente al sicuro e più che protetto; ma quanti sono in ansia, nel dubbio ed in sofferenza? Mi chiedo se ci sia qualcuno/qualcuna che “concretamente” stiano preoccupandosi ed occupandosi di questa dolorosa parte della popolazione, non con le chiacchiere a voce o scritte, ma di persona e con qualcosa in mano…

 

Mario Musón

 

 

Il 2 novembre scorso la Comunità delle Giudicarie, assieme alla Comunità del Primiero e al Comune di Trento, ha dato avvio ufficialmente al servizio di Spazio Argento. La Provincia di Trento ha scelto di affidare a tre territori diversi tra loro la sperimentazione di questo progetto per coglierne le particolarità e le specificità e poterlo efficacemente replicare e diffondere su tutto il territorio.

 

La Comunità delle Giudicarie ha accolto la proposta di sperimentazione di Spazio Argento nella consapevolezza che sia quanto mai urgente rivedere il sistema di welfare per gli anziani alla luce dei dati sull'invecchiamento della popolazione e della crescente complessità delle situazioni di fragilità sociale e sanitaria che si riscontra anche sul nostro territorio. Si tratta di una sfida che per essere vinta necessita di uno stretto coinvolgimento di tutte le realtà che si occupano di anziani nel nostro territorio: il Servizio socio assistenziale, l’Azienda provinciale per i Servizi sanitari, le sei Apsp, le Cooperative sociali e tutte le organizzazioni di volontariato e rappresentative dei bisogni di questa fascia di popolazione. 

 

L’aumento di situazioni di non autosufficienza impone un ripensamento della filiera dei servizi anche in termini di integrazione e innovazione, dove al centro deve essere posto il benessere della persona, con un'attenzione crescente al singolo anziano ma anche ai suoi familiari e alla rete sociale di riferimento. Altrettanto importante in una prospettiva di lungo periodo diventa il tema della prevenzione e dell'invecchiamento attivo per prevenire condizioni di non-autosufficienza e posticipare il più possibile l'istituzionalizzazione.

 

L’attuale situazione sanitaria legata all’emergenza Covid-19 ha messo in luce in modo dirompente i bisogni della popolazione anziana, con necessità di assistenza che grava prevalentemente sulla rete familiare. Si è evidenziata ancor più la necessità di contesti che offrano risposte integrate a supporto degli anziani e di chi se ne prende cura e di procedure di presa in carico consolidate ed efficaci.

 

Obiettivo di Spazio Argento, anche in questo difficile contesto, sarà quello di diventare il luogo specializzato rispetto a questo bisogno, con un'attenzione prioritaria verso l'integrazione degli aiuti territoriali socio-sanitari. Questo con l’intento prioritario di migliorare i servizi a favore degli anziani e supportare i nuclei che si fanno carico di persone non autosufficienti.

 

Il Commissario della Comunità di Valle, Giorgio Butterini, sottolinea la necessità di sperimentare modelli innovativi al cospetto di una tematica di grande attualità come quella relativa al progressivo invecchiamento della popolazione: “Ritengo che questa sperimentazione possa offrire al territorio un prezioso contributo nell’ottica di proporre risposte efficaci ai bisogni delle persone in età avanzata e delle famiglie e in generale. Il fatto che per lo studio e il collaudo di un ‘progetto pilota’ di rilevanza strategica sia stato scelto l’ambito delle Giudicarie ci inorgoglisce e costituisce un meritato riconoscimento verso la qualità di prestazioni garantita da nostro Servizio Socio-assistenziale. Va infatti sottolineato che questo modello è stato realizzato in buona parte dalle risorse umane che operano in Comunità”.

 

L’ufficio Spazio Argento trova collocazione presso la Comunità delle Giudicarie a Tione - 3° piano. A causa delle restrizioni di sicurezza per la pandemia in atto, in questo momento non è possibile l'accesso diretto, ma solo previo appuntamento telefonando al numero 0465.339570 tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00, e mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

 

 

 

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Cos’è Spazio Argento

 

Il servizio di Spazio Argento è il soggetto locale specializzato rispetto al settore welfare anziani e contribuisce alla definizione della pianificazione socio/sanitaria territoriale rivolta agli anziani.

 

 

Obiettivi e azioni di Spazio Argento

 

La finalità prioritaria di Spazio Argento è la presa in carico precoce della popolazione anziana per garantire il mantenimento nel tempo delle capacità ed autonomie residue.

Per raggiungere tale obiettivo Spazio Argento intende:

 

     Mappare le risorse formali e informali presenti sul territorio delle Giudicarie in ambito anziani

     Raccogliere e analizzare dei bisogni del territorio

     Analizzare qualitativamente l’attuale risposta ai bisogni di assistenza domiciliare

     Promuovere attività di invecchiamento attivo per favorire uno stile di vita sano, occasioni di incontro e partecipazione della persona anziana

     Affiancare e accompagnare l’anziano fragile e la sua famiglia nel processo di

invecchiamento

     Ridurre della solitudine e l’isolamento di chi fa assistenza, con attività sia di supporto che di supervisione e formazione.

     Proporre risposte innovative ai bisogni dell’anziano

     Promuovere il raccordo con l’ambito sanitario per garantire un percorso di presa in carico unitario e semplifichi l’accesso ai servizi da parte delle persone.

     Garantire un supporto integrato ed unitario alle situazioni multiproblematiche con

 

Il periodo di emergenza sanitaria potrebbe impedire l’attuazione nei prossimi mesi di alcune azioni, in particolare legate ad attività preventive o che implichino la necessità di incontri e partecipazione attiva. Sarà pertanto necessario considerare l’evoluzione della pandemia Covid-19 e le conseguenze che tale condizione produrrà a livello sociale e dei servizi. 

 

 

STREMBO. Doveva essere una tranquilla giornata d'uscita prevista dal calendario venatorio ma purtroppo per Fausto Masè quella escursione in quota è risultata fatale. E' scivolato di primo pomeriggio lungo un canalone per  circa 200 metri  decedendo praticamente quasi all'istante.  Le lesioni riportate non gli hanno dato scampo. Fausto Masè, classe 1948 e figura di spicco sia nella valle che nella città capoluogo,  lascia la moglie ed un figlio che con frequenza si alternano tra Trento e Strembo.

La disgrazia è avvenuta oggi attorno alle 14 lungo le alture di Cima  Costaccia - a  monte di Strembo -  dove  assieme  all'amico Mario Sartori si erano addentrati per una battuta di caccia. La dinamica dei fatti dell'incidente non è ancora chiara ma potrebbe aver giocato un ruolo determinante la brina e il ghiaccio che in questi giorni sono presenti nei pendii erbosi a quote elevate.

 

Ogni forma di soccorso, subito invocata  via cellulare  dall'amico,  si è verificata praticamente inutile e i tentativi  di rianimarlo non hanno dato gli esiti sperati. Dalla sala operativa di Trentino Emergenza le disposizioni sono state immediate e sul posto è stato dirottato elicottero e medico rianimatore il quale non ha potuto fare altro che costatarne il decesso.

“Nell'operazione di recupero  - risponde il comandante dei vigili del fuoco di Strembo Fabrizio Masè - ad affiancare   i miei sei uomini  vi erano due squadre del  Soccorso alpino  di Spiazzo e Pinzolo e i carabinieri  di Carisolo oltre all'elicottero che ha traslocato gli stessi soccorritori in quota.  Poi una volta  recuperata  la salma  è stata traslata presso la cappella cimiteriale”.

Fausto Masè, già presidente della locale Famiglia cooperativa, e maestro del lavoro dal 2007, aveva dalla sua altre credenziali di elevato spessore ad iniziare dalla sua stessa carriera lavorativa che era concentrata su lavoro e mondo cooperativo. Dopo aver prestato la sua opera alla Federazione dei Consorzi Cooperativi di Trento con incarichi di revisore del reparto Casse Rurali e responsabile del costituendo Ufficio Fiscale, Legale e Lavoro,  era  stato  per nove anni pure presidente  di Cooperfidi. “ Al Consorzio Cavatori Produttori Porfido – ricorda il collega Walter Facchinelli -   Fausto Masè  aveva  promosso lo sviluppo commerciale del prodotto trentino senza trascurare gli aspetti ambientali, la salute e la salvaguardia dei lavoratori” meritandosi apprezzamento e stima a più livelli.
Dalla  Famiglia cooperativa il personale così risponde: “ Veniva  quasi ogni mattina  con la sua solita signorilità sia per fare la spesa che per sbrigare eventuali procedure di sua competenza”.

Manuel Gritti è il sindaco di Strembo e con il povero Masè intratteneva  rapporti abbastanza  frequenti . “Era  una cara persona legata al paese e alla sua gente tant'è che una volta in pensione  si era accasato alle origini. Poi se qualcuno gli chiedeva un favore o una mano aveva una  disponibilità che non conosceva limiti”.

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