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Riaperto il sentiero Patascoss-Nambino, “sbarrierato” e reso accessibile a tutti

Parco Naturale Adamello Brenta
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L'intervento è frutto di un accordo tra Parco Naturale Adamello Brenta, Provincia e Comune

 

 

CAMPIGLIO. Nambino, uno dei percorsi più frequentati dell'area di Madonna di Campiglio, per il suo grande valore paesaggistico e naturalistico. Giunge in questo modo a termine l’intervento di riqualificazione realizzato dal Parco Naturale Adamello Brenta, previsto da un accordo sottoscritto con la Provincia Autonoma di Trento e il Comune di Pinzolo, a cui ha apportato il suo indispensabile contributo anche l’associazione Anfass onlus, pensato per rendere il percorso accessibile a tutti, comprese ad esempio le persone con difficoltà motorie, che per muoversi devono utilizzare una carrozzina, ma anche le famiglie con passeggini e così via. L’intervento ha comportato quindi lavori di messa in sicurezza e “sbarrieramento”, comprendenti il livellamento del fondo di calpestio, la rimozione di alcuni volumi rocciosi presenti lungo il tracciato e la  realizzazione di camminamento in tronchi e assi di larice. Un sentiero accessibile davvero a tutti, quindi, ma con qualche opportuna limitazione, sempre derivante da ragioni di sicurezza: il percorso è riservato a chi transita a piedi, non sarà quindi percorribile da bike o cavalli. Assieme al sentiero Patascoss-Nambino sono state anche rifatte le passerelle e risistemati i sentieri sul lago di Nambino, in base ad un accordo con l’ASUC di Fisto.

 L’intervento – sottolinea il presidente del Parco Walter Ferrazza – rientra nell’impegno più generale sviluppato dal Parco per venire incontro alle esigenze di tutti. Godere della bellezza e, diciamolo pure, dei benefici della natura, dev’essere considerato sempre di più un diritto a cui chiunque può accedere. Anche in altre aree del Parco abbiamo realizzato proposte mirate per soddisfare esigenze specifiche di una parte delle persone che ci visitano, ad esempio non-vedenti.  Il lago di Nambino è un luogo di particolare pregio ambientale e ci auguriamo che il lavoro svolto possa essere apprezzato davvero da tutti gli utenti ed escursionisti”.

Gli fa eco il direttore Cristiano Trotter per il quale “così come negli ambienti urbani oggi si dedica giustamente sempre maggiore attenzione agli aspetti dell’accessibilità, lo stesso deve valere per il patrimonio naturale e le aree protette. Naturalmente ogni intervento deve tenere conto dell’unicità dei luoghi e della necessità di preservare quanto più possibile il loro aspetto originale. Proprio per questo viene riposta una grande attenzione alla fase di progettazione, al fine  di limitare l’impatto paesaggistico degli interventi, al tempo stesso assicurandosi che siano pienamente efficaci. Siamo molti contenti del risultato, frutto del lavoro dell’ufficio tecnico e delle squadre operaie del Parco e del Servizio Sova della Provincia”.